Fuori dal coro
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L'odissea delle nozze
della giovane svizzera
GIÒ REZZONICO


Vorrei raccontare la dura storia di Mamadu (nome fittizio), un ragazzo del nord Africa. All’età di 21 anni decide di lasciare il suo Paese e trasferirsi in Europa. Nel 2003  viaggia per mesi, attraversa la Mauritania e l’Algeria per arrivare in Marocco. Al confine con l’enclave spagnola di Melilla, nell’Africa del nord, scavalca il muro, viene intercettato dalla polizia spagnola, malmenato e rispedito nel suo Paese. Non si rassegna e riparte. Dopo essere giunto in Marocco costruisce un’imbarcazione di fortuna con alcuni amici e naviga verso le Canarie, che distano circa 200 chilometri. Il mare è mosso e la barca fa acqua; a bordo si dividono i compiti: chi pilota e chi ributta l’acqua in mare. Arrivano a Las Palmas, capitale di Gran Canaria. Vengono internati per 40 giorni e poi spediti a Madrid. Poi vanno a Mallorca, dove vivono alcuni connazionali. Mamadu lavora lì sino al 2012, quando si trasferisce in un’altra città. Qui incontra Anna (nome fittizio), una giovane turista svizzera.
I due si innamorano e per alcuni anni si incontrano durante le vacanze di Anna. Quattro anni dopo decidono di sposarsi. Impossibile farlo in Europa, perché Mamadu aveva il permesso scaduto, gli erano mancati 80 euro per rinnovarlo. Unica soluzione è tornare nel suo Paese e sposarsi lì, ma per riabbracciare sua moglie in Svizzera dovrà aspettare ancora un anno, a causa di procedure burocratiche, inadempienze del consolato svizzero e lungaggini ticinesi. Due mesi vengono persi a causa di uno sciopero degli uffici amministrativi nel suo Paese. Vengono in seguito consegnati i documenti richiesti dal consolato elvetico. Dopo di che ne vengono domandati altri e si perdono due mesi. Finalmente la coppia viene informata che il dossier completo è stato inviato all’ambasciata di Dakar. Un mese più tardi l’ambasciata comunica a Mamadu, che il consolato svizzero nel suo Paese si è sbagliato e ha inviato le fotocopie invece degli originali, sui quali è stato inoltre apposto un timbro sbagliato. I documenti sono da rifare. La nuova documentazione viene consegnata e inviata all’ambasciata svizzera di Dakar, che tarda oltre due mesi prima di inviarla a Berna. Poi il matrimonio viene registrato in Svizzera, ma ci vorranno ancora oltre quattro mesi prima che Mamadu riceva il permesso di ricongiungersi con Anna.
Ora ci chiediamo: è normale che ci voglia un anno per ricongiungersi, se tutto è in regola? È possibile che una sede diplomatica elvetica commetta palesi errori di registrazione dei documenti? E le lungaggini in Ticino? C’è da chiedersi se tutte queste inadempienze non avessero lo scopo di ostacolare questa unione, perché un conto è verificare che non si commettano abusi, un altro è mettere a più riprese il bastone tra le ruote.
11.03.2018


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