Fuori dal coro
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Il Ticino raccontato
per sedici lunghi anni
GIÒ REZZONICO


Il Ticino offre a un giornalista molti spunti per articoli interessanti. Mi è successo spesso di anticipare problematiche, che pochi mesi dopo sono diventate di grande attualità anche oltre Gottardo". Ad affermarlo è Alexander Grass, corrispondente dal nostro cantone per 16 anni della radio della Svizzera tedesca e da qualche settimana in pensione. Dopo gli studi in economia politica all’università di Zurigo aveva lavorato per "Wochenzeitung"e per Keystone prima di approdare nel 1989 alla radio della Svizzera tedesca. Qui ha lavorato dapprima alla redazione esteri, di cui è stato responsabile ed inviato: "Non dimenticherò mai l’emozione di aver potuto raccontare in diretta da Berlino la caduta del muro", racconta. In seguito a un periodo difficile si reinventa, passa dal macro al microcosmo e diventa corrispondente del Ticino. "Si è trattato di un radicale cambiamento culturale: se prima lavoravo in team, come corrispondente dal sud delle Alpi ho dovuto imparare a gestirmi in modo autonomo. Lavorando alla politica estera non c’era che l’imbarazzo della scelta sia per le tematiche, sia per le fonti. Come corrispondente da una piccola realtà sei invece tu che ogni giorno devi andarti a cercare argomenti e fonti necessarie per trattarli".
Sedici anni sono tanti. "Devo premettere che provo un profondo sentimento di gratitudine per questo Paese, che mi ha accolto generosamente e dove ho vissuto un periodo professionale molto intenso. Ho avuto la fortuna di poter assistere a un momento storico con la realizzazione di Alptransit, che ha aperto una nuova pagina di storia. Penso alle due fasi di questo progetto. La prima, con l’inaugurazione un anno e mezzo fa della galleria di base del San Gottardo, ha avvicinato il sud al nord delle Alpi, offrendo enormi opportunità al Ticino. La seconda, che si concluderà tra poco più di un anno, con l’inaugurazione del tunnel di base del Ceneri, trasformerà di fatto il Ticino in una città-regione, dove Lugano disterà meno di 20 minuti di treno da Bellinzona e poco più di 20 minuti da Locarno. Una realizzazione che comporterà un cambiamento di mentalità abbattendo la barriera tra Sopra e Sottoceneri".
Ma non tutto è positivo. "Mi preoccupano l’eccessiva cementificazione e le estenuanti colonne in strada: entrambi frutto di una politica pianificatoria poco lungimirante. D’altra parte la politica ticinese piuttosto che trovare soluzioni ai problemi mi sembra più propensa a creare paure nei cittadini. A mio parere la politica dovrebbe essere un’arte. Così come un architetto è chiamato a costruire una casa bella, funzionale, sicura e stabile, i politici dovrebbero legiferare con spirito costruttivo risolvendo i problemi nel rispetto delle leggi nazionali e degli accordi internazionali".
13.05.2018


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