Come utiliizzano i farmaci 1,9 milioni di pazienti
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Il consumo di pillole
continua a crescere
PATRIZIA GUENZI


La pillola va su. Anzi, le pillole, tante, tantissime, vanno su. Aumenta il consumo di farmaci in Svizzera. Per un totale di spesa, nel 2016, di oltre 7 miliardi di franchi, il 6% in più dell’anno prima. Le donne consumano più "pasticche" rispetto agli uomini, ma questi generano più costi. Il gruppo di età più esoso è tra i 18 e i 64 anni, seguito dagli over 65. Le compresse più costose riguardano geriatria, genetica e oncologia. I farmaci più acquistati: antidolorifici, psicolettici, antinfiammatori e antireumatici. Tra gli agenti attivi più venduti: paracetamolo e ibuprofene. Tra i cantoni che più consumano e più generano costi figura anche il Ticino.
È questa la fotografia, miliardaria, contenuta nel Rapporto sui medicamenti 2017 di Helsana, forte di 1,9 milioni di assicurati, oltre 70mila in Ticino. Tutti i dettagli si trovano in un ampio studio - unico nel suo genere, oltre duecento pagine di dati, analisi, valutazioni e confronti dal 2013 al 2016 - realizzato in collaborazione con l’ospedale universitario e l’Istituto di medicina farmaceutica dell’Università, entrambi di Basilea. I risultati sono rappresentativi poiché combinati con le medie annuali pubblicate dall’Ufficio federale di statistica.  
Certo, i medicinali hanno sicuramente favorito il benessere della società, aumentato la speranza di vita delle persone, diminuito i sintomi di svariate patologie, evitato ospedalizzazioni e offerto una vita normale dal punto di vista sociale, psichico e fisico a tanti pazienti. Ma anche generato altissimi costi per la sanità. Negli anni è cresciuto sia il numero di persone che acquistano medicinali, ma anche il volume di farmaci che un paziente compera. Un’impennata si è registrata soprattutto per i rimedi destinati alla terza età. È infatti negli istituti di cura per anziani che c’è il maggior consumo di pasticche ed è importante il controllo delle prescrizioni.
All’esplosione dei costi hanno contribuito l’arrivo dei cosiddetti nuovi medicinali, carissimi: gli immunosoppressori, i più onerosi nel 2016 con prezzi attorno agli 865 milioni di franchi, e gli antivirali e antitumorali. Alla lista vanno aggiunti i farmaci oftalmologici. L’analisi di Helsana, si è pure soffermata su quali sono i più importanti canali di acquisto. In testa, dal punto di vista degli importi, le farmacie: circa 4 miliardi di franchi per approssimativamente 60 milioni di acquisti. Due miliardi il costo nell’ambito ospedaliero ambulatoriale per l’acquisto di 11.5 milioni di "confezioni".
Il Ticino è tra i cantoni che più consumano pillole e che più spendono. È pure la realtà dove l’aumento di spesa è stato più marcato rispetto al 2015. Compere e valori maggiori rispetto alla media nazionale pure nei cantoni di Basilea Città, Basilea Campagna, Ginevra, Neuchâtel e Vaud. Le più virtuose, le regioni della Svizzera centrale e orientale, con meno acquisti e minori costi per assicurato. Gli antitumorali e i farmaci immunosoppressori hanno generato più spesa nei cantoni Zurigo, Berna, Argovia, Ginevra e Ticino. Un "investimento" che oscilla tra il 20,7% del canton Ticino e il 25,5% del canton Argovia. Tra le varie ragioni dove ci sono queste differenze, c’è una spiegazione legata alla demografia. In alcuni, Ticino compreso, la popolazione anziana è più numerosa. Inoltre, la donna è più a rischio dell’uomo per alcune malattie, come quelle reumatiche, le patologie depressive e il cancro. In tutti i cantoni, la spesa per i farmaci attivi sul sistema nervoso è al secondo posto, in Ticino al terzo, dopo gli antibiotici. In tutti i cantoni c’è stata una crescita nel consumo di immunosoppressori, in testa Zurigo, Berna, Argovia e Ginevra. Ecco, tutto ciò dal 2013 ha fatto crescere di 964 milioni di franchi i costi dei medicinali a carico dell’assicurazione obbligatoria.

pguenzi@caffe.ch
26.11.2017


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