Da gennaio il nuovo Istituto di Imaging dell'Ente
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Gli ospedali diventano
cliniche specializzate
PATRIZIA GUENZI


Una sanità sempre più specialistica, con medici competenti, strutture e apparecchiature all’avanguardia. In questa direzione sta andando l’Ente ospedaliero cantonale (Eoc) che negli anni ha cambiato pelle. Aggiornando il concetto di ospedale cantonale multisito, definito per la prima volta nel 2003, e gettando le basi per un’organizzazione ospedaliera pubblica che meglio risponda alle aspettative dei pazienti. Con uno sforzo di anticipazione, immaginazione e programmazione che permetterà al Ticino ospedaliero di elevarsi a livello nazionale, inserendosi nella ristretta cerchia di istituti universitari e cantonali, che oltre alle cure di base e specialistiche più comuni assicurano anche quelle più rare e complesse. Un cammino che ha portato alla nascita dell’Istituto di Imaging della Svizzera italiana (Iimsi).
Un nuovo concetto di cura, con un’organizzazione trasversale che favorisce la presa in carico del paziente in tutte le sedi Eoc per le attività di radiologia, di routine e complesse, grazie alla rete informatica. "Il futuro è davanti a noi e lo vogliamo costruire con giovani medici e capaci manager con comprovate qualifiche accademiche - spiega Paolo Sanvido al Caffè, presidente del Consiglio di amministrazione dell’Eoc -. Gli ospedali saranno sempre più degli istituti specializzati che contribuiranno al miglioramento costante della qualità delle cure, oltre che dell’efficacia e dell’efficienza delle risorse umane, il nostro capitale più prezioso".
Il nuovo Iimsi - attivo dal prossimo gennaio - va ad aggiungersi agli istituti già esistenti, Oncologia e Pediatria (Bellinzona), Neurologia e Scienze farmacologiche (Lugano). A cui nel 2021 dovrebbe seguire l’istituto Cuore, Vasi e Polmoni, se il Cardiocentro confluirà dentro la pancia dell’Eoc. "Struttute con un’ampia autonomia clinica e gestionale che favoriscono la trasversalità e l’interprofessionalità della medicina. L’Iimsi è stato pensato e modellato grazie ad un percorso di concertazione e condivisione fra tutti i principali interessati. D’altronde è la visione di tutto l’Eoc, che punta sulle strutture cliniche trasversali, garantisce la massima qualità facendo interagire le varie competenze". Competenze, qualità e tecnologia d’avanguardia che, osserva Sanvido, "si inseriranno perfettamente nel nuovo programma di studi in medicina e che potranno facilitare l’attività di insegnamento all’interno della Medical Master School. Una cattedra in radiologia e medicina nucleare è ipotizzabile a partire dall’anno accademico 2024-25".
L’idea di riunire la radiologia sotto il cappello di un solo istituto non è nuova. Risale ad alcuni anni fa ed era stata suggerita in un rapporto della Revisione interna dell’Eoc. "Si sottolineava la tendenza generale in medicina verso la specializzazione della radiologia per organo o per apparato, quale risposta alla domanda sempre più qualificata, dettata dallo sviluppo delle discipline cliniche. Con la nuova organizzazione Eoc, entrata in vigore nel 2017, siamo agili e ci adattiamo velocemente ai trend nazionali e internazionali". Un’agilità che sarà richiesta anche ai radiologi. Sin qui abituati, chi più chi meno, a lavorare in team di piccole-medie dimensioni. Da gennaio dovranno tutti collaborare tra loro, in un percorso di concertazione e condivisione. "La visione dell’Eoc punta molto sulle strutture cliniche trasversali che in seno all’ospedale multisito possono garantire la massima qualità. Nel corso del 2019 potremo ulteriormente affinare anche la dimensione delle relazioni interpersonali tanto importanti per il successo di una novità come questa".
Il nuovo istituto imporrà anche una pianificazione degli investimenti. L’acquisto, già previsto, di macchinari dal 2019 al 2022 si aggirerà tra i 25 e i  28 milioni di franchi. "L’Istituto dispone attualmente di un buon parco macchine - dice Sanvido -. Vogliamo però aumentarne la standardizzazione, per potere acquisire pacchetti di attrezzature con possibili benefici economici e gestionali". Mentre per il personale il fine è di lavorare con le risorse già a disposizione dei servizi coinvolti. "Non prevediamo nuove assunzioni". Un importante aiuto alla creazione dell’Iimsi l’ha data l’esperienza della medicina nucleare, servizio autonomo dal 2003 all’interno dell’Istituto oncologico della Svizzera italiana. "Il nostro primo obiettivo -  conclude Sanvido - è posizionarci fra i top 5 a livello svizzero".

pguenzi@caffe.ch
02.12.2018


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