Viaggio fra 30 locali dove la minerale può costare 10 franchi
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I ristoranti ticinesi
con l'acqua alla gola
ANDREA BERTAGNI


Liscia, gasata, o… non fa differenza. Per bere acqua minerale nei ristoranti ticinesi si spende tanto. Dieci franchi per una bottiglia da 7,5 decilitri a Lugano, nove franchi per 1 litro a Locarno, otto franchi per mezzo litro a Lugano. Di fronte alla crisi che fa chiudere una trentina di locali ogni anno, gli esercenti si rifanno sulle bevande e i clienti saltano sulle sedie di fronte a certi prezzi che si ritrovano sugli scontrini.
Tutto normale? Massimo Suter, presidente di GastroTicino, contattato dal Caffè  preferisce non rispondere. A Tio, soltanto una settimana fa, aveva detto che "capisco benissimo il consumatore. A chiunque verrebbe da dire che in fondo è poi solo acqua. Però occorre mettersi nei panni degli esercenti. Prima di tutto il ristoratore paga già a caro prezzo l’acqua al momento dell’acquisto". D’altronde il problema del costo dell’acqua - che non riguarda soltanto il Ticino - è stato sollevato più volte, anche recentemente, con polemiche accese sui social, dove diversi hanno pubblicato gli scontrini con i prezzi. A seguire, sempre lunghissime discussioni con post su post, compresi quelli dei ristoratori che sottolineano di avere la responsabilità di portare avanti una azienda.
La realtà, andando a verificare come ha fatto il Caffè da un ristorante all’altro, in tutto trentacinque locali, però non cambia. Da Brissago a Bellinzona, da Lugano a Riva San Vitale, da Rivera a Vezia, la "bolletta" è sempre quella. Cioè piuttosto cara. Ma soprattutto quello che salta agli occhi è che il prezzo di una bottiglia d’acqua acquistata in un supermercato ha un prezzo infinitamente più basso rispetto a quello praticato nei ristoranti, pur tenendo conto di un necessario, e per certi versi anche doveroso, ricarico dovuto appunto ai costi (alti) che deve sopportare un esercente.
E allora ecco che in una trattoria di Caslano accompagnare una pizza con un litro di bollicine blu significa mettere in conto 8 franchi in più. Con altri due franchi nello stesso locale si può fare un pasto, ordinando un bel minestrone. A Riva San Vitale, in pizzeria stavolta, il prezzo è lo stesso. Anche qui la differenza con una Margherita, venduta a 12 franchi, è di qualche franco.
A Bellinzona si arriva a 7 franchi e 50 centesimi. Con gli stessi soldi si prende un bicchiere di Merlot. La bottiglia arriva però dall’Italia, a produrla è una nota azienda bergamasca, mentre per fare il vino ci sono voluti parecchi mesi e competenze che non si comprano da nessuna parte.
In un hotel con ristorante di Locarno, una bottiglietta da 3 decilitri è venduta a 4 franchi e 30 centesimi. Questa volta la marca è svizzera, ma le monete che lasciano il portafoglio sono comunque tante. Soprattutto se si ha molta sete. Stessa città, altro salasso. In una tavola calda sul lago la fattura è di 9 franchi per un litro.
Quartino non ha la vista sul Maggiore e per questo, forse, si scende a 3 franchi e 70 per 33 centilitri, poco più di un caffè liscio. Non c’è la stessa convenienza a Brissago, dove la stessa quantità è fornita a 5 franchi. Va un po’ meglio a Porto Ronco. Qui 0.35 litri si pagano 4 franchi e 80. Ascona è una località turistica, ma le finanze non se ne accorgono, visto che occorre sborsare solo 3 franchi e 80 centesimi. Non così a Losone, dove la tariffa sale a 4 franchi 20. A Lugano, fuori dal centro, 3 decilitri si pagano 4 franchi e 40. Tanti, pochi? Meglio allora fare un’altra prova in un ristorante non lontano dal lungolago ed ecco che una bottiglia da mezzo litro di gassata arriva a 6 franchi.
Continuando nel tour dell’acqua ecco che si scopre che anche Rivera è sopra la media con 5 franchi per una bottiglia di mezzo litro. Appena quaranta centesimi in meno invece se si va a mangiare a Taverne. A Lamone in un ristorante frequentato da chi lavora nell’area di Manno, una bottiglia piccola costa 4 franchi. Se ci si sposta di qualche chilometro e si arriva al centro di Vezia si scopre che una bottiglia da un litro, sempre al tavolo di un ristorante, viene fatta pagare 7 franchi e 50 centesimi.
A ridosso del confine la musica cambia. A Chiasso 3 decilitri si fermano a 3 franchi e 80. A Balerna ancora meno, 3 franchi e 50. Fatto qualche chilometro verso l’interno il costo cambia di nuovo. A Mendrisio, mezzo litro è servito a 4 franchi. Morcote, località turistica per eccellenza, la stessa quantità è portata in tavola a 5 franchi.

m.sp./an.b.
31.03.2019


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