Un'omologazione al ribasso per manifesti e "cartoncini"
Immagini articolo
Una cultura politica
di vuote banalità
LILLO ALAIMO


Avremo il Massimo in parlamento? Ma non quel Massimo, quel candidato che giocando sul nome di battesimo ha coniato lo slogan forse più prevedibile fra i prevedibili. Il massimo, superlativo di grande, se rifletterà la mediocrità del dibattito in campagna elettorale per le votazioni cantonali, beh!, s’annuncia come una sorta di minimo. Forse non storico, ma date le sempre più impellenti e complesse necessità del Paese, il nuovo panorama parlamentare, se non ci sarà un ritorno al futuro, potrebbe quasi essere un paesaggio desolato, secco di idee e progettualità. Data, appunto, l’asmatica fantasia e la poca concretezza politica di questa campagna elettorale. Ci attende un futuro difficile. Immobili nel passato.
Sgombrato il campo dalla peggior idiozia sentita in questi giorni (grazie al cielo non da un candidato ma pur sempre un esponente politico) - "muri alle frontiere" -, resta un catalogo di slogan e immagini che non sembra abbiano lasciato il segno. Non sembra abbiano inciso la pelle viva degli interessi concreti e quotidiani degli elettori.
Sui manifesti, su quei cartoncini detti "santini", nelle inserzioni sui giornali...  grazie al cielo non sono risuonate parole impegnative come "farò", "diró" "garantisco". Sugli slogan stampati no! Nelle centinaia di aperitivi sì. La parola si è spinta oltre. Ma tanto, si saran detti i candidati, "verba volant, scripta manent". Tuttavia, pur non riuscendo a cortocircuitare il banale, gli slogan si sono contenuti nei confini della decenza politico-elettorale. Ma anche della banale prevedibilità. Non per nulla qualcuno della mediocrità ne ha voluto fare una bandiera, tramutandola in azione politica. "Vola bass e schiva i sass!". Come obiettivo è disarmante per quegli elettori che ancora credono nella capacità e nell’impegno dei candidati. Saran capaci, ci si illude, se si son candidati! Capaci di "volare alto".
"Lucealticino". Tutto attaccato e rigorosamente anticipato da un hashtag, così, tanto per essere contemporanei. Ma basterà? E soprattutto, cosa vorrà mai dire? E sì, ha proprio ragione quel candidato che come slogan ha scelto... pensate che ideona: "È ora che le cose tornino a quadrare". E dov’è l’originalità? Come dov’è? La o di ora è fatta con il quadrante di un orologio. La fantasia al potere. Oddio!
Sì, è proprio tempo che le cose tornino a quadrare. E cioè: in parlamento e in governo solo e soltanto chi ne ha le capacità. Ma se gli slogan proposti riflettono, in modo direttamente proporzionale, progettualità e lungimiranza..., la neonata legislatura farà tanta ma tanta fatica. Nonostante, per esempio, chi si è detto rappresentante dell’"altro Ticino. Dell’altra politica". O addirittura incarnazione della "passione", della "libertà", del "rispetto", promettendo di essere "determinato e presente".
L’assenza di fantasia non meraviglia più. L’omologazione al ribasso ha messo in un angolo ciò che ancora resta della cultura politica. Ma che resta!? C’è addirittura chi si è presentato con la stessa immagine, naturalmente giovane e sorridente, di due legislature e due partiti fa. Appunto: ma che cultura e cultura! Vado da chi mi garantisce un posto in parlamento. Ppd, Verdi, Udc... Cosa cambia!? Non per nulla sono... "un uomo libero". Sì, forse dalle idee e dai principi.
Il paesaggio è desolato. Sterpaglia. E già, ma anche l’erba secca può servire in campagna elettorale. Non per nulla a tre giorni dal voto un Dipartimento ha annunciato che il "prato secco" intorno all’ex aeroporto di Ascona ("prato secco di importanza nazionale" si è specificato) presto sarà "rinaturato". Non sarebbe meglio "rinaturare" prima idee e progettualità?!
Il "verbo elettorale" di un tempo è morto. Alla cultura politica questa campagna sembra proprio aver fatto il funerale. O forse no. Ma solo nella speranza che abbia ragione quel candidato che rinunciando a coniare una sua frase, sul manifesto ha fatto scrivere: "Gli slogan migliori sono i fatti". Sappia che i suoi elettori lo terranno certamente d’occhio. Come altri aspetteranno al varco quel candidato che sotto al suo nome ha aggiunto: "C’è da fare". Una sorta di autoesortazione al lavoro. Sempre meglio di chi, un partito addirittura, si è rivolto così agli elettori: "Vuoi un governo diverso? Aiutaci a farlo". Ma santiddio, aiutateci prima voi a far crescere questo Paese!
Nemmeno più lo sforzo (o la faccia tosta) di promettere. In questa campagna elettorale il pensiero sott’inteso è stato: Votateci, poi si vedrà. Anche perché, come ha detto un candidato, "Ieri, impegna l’oggi per il domani".

l.a.
07.04.2019


LO STUDIO

La qualità
dei media svizzeri
IL DOSSIER


La contestata
legge di polizia
IL DOSSIER


Rimborsopoli
IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
IL DOSSIER


La passerella
sul Verbano
IL DOSSIER


Microplastiche
piaga dei laghi
GRANDANGOLO

Una cultura politica
di vuote banalità
L'INCHIESTA

Non solo Medtech
nel polo di ricerca
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

Lo stile smarrito
dai perdenti di successo
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Senza il riciclaggio
non si salva il clima
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Scacco a Tripoli
in quattro mosse
Guido Olimpio
Guido Olimpio
La guerra degli 007
all'ombra dell'Europa
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
L'Ue messa a dura prova
dall'avanzata sovranista
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Londra celebra Quant
la "madre" della mini
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Siccità, piogge e uragani
nel sordo allarme clima
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
19.04.2019
La Segreteria del Gran Consiglio ha provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta costitutiva del 2 maggio prossimo
15.04.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, marzo 2019
12.04.2019
Pubblicato il Rendiconto 2018 del Consiglio di Stato
12.04.2019
Pubblicato il rendiconto 2018 del Consiglio della magistratura
08.04.2019
Online la Città dei mestieri della Svizzera Italiana, con informazioni e aggiornamenti sui lavori in corso verso l'apertura
03.04.2019
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da mercoledì 3 aprile 2019 alle ore 10:00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
01.04.2019
Tiro obbligatorio 2019
21.03.2019
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da giovedì 21 marzo 2019 alle ore 12.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell’economia ticinese, marzo 2019
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, gennaio 2019

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »



I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Sudan,
si dimette
anche il leader
del golpe

Gilet gialli
a prova
di legge
anti-casseur