Prende forma l'accordo tra Ente e "ospedale del cuore"
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Ecco come sarà
il Cardiocentro 1.0
PATRIZIA GUENZI


Una direzione a due. Ma anche a tre. E pure a rotazione. Collegiale comunque. Le previsioni della vigilia si sono realizzate in un Rapporto - "Nota di concetto per il trasferimento", così si chiama per l’esattezza - che getta le basi per l’integrazione del Cardiocentro nell’Ente ospedaliero cantonale (Eoc). Allo scioglimento della Fondazione privata che dal 1995 gestisce la struttura sanitaria annessa all’ospedale Civico di Lugano, dal 2021, se le cose andranno così come progettato in quest’ultimo mese, il Cardiocentro diverrà un Istituto tale e quale a quelli attualmente esistenti nell’Ente. Dallo scorso 8 maggio due delegazioni dell’Eoc e del Cardio si sono trovate faccia a faccia per stilare sia la "Nota di concetto" sia la nuova "governance" dell’ "Istituto Cardiocentro Ticino". Diciassette pagine firmate dagli undici rappresentanti delle due parti e dal "mediatore", il rettore dell’Università della Svizzera italiana (Usi) Boas Erez. Il Rapporto è datato 6 giugno ed è discusso separatamente in questi giorni dal Consiglio di amministrazione dell’Eoc e dal Consiglio di fondazione della Fondazione Cardiocentro. Non tutti gli aspetti motivo di polemica in quest’ultimo anno sono stati inseriti nelle valutazioni finali del "Tavolo di lavoro". Di conseguenza lo spettro della votazione sull’Iniziativa voluta dal Cardio lo scorso autunno (di fatto contro l’integrazione nell’Eoc) non è ancora del tutto scongiurato. Resta in sospeso soprattutto il capitolo relativo alla ricerca medico-scientifica, ovvero a quell’ambito di attività su cui da sempre poggiano ombre e scetticismo da parte dell’Ente. Ma anche del Governo. Non per nulla quest’ultimo oltre un anno fa, chiamato a mediare, chiese al Cardio di far conoscere con trasparenza e precisione l’organizzazione della fondazione (Fcre) che gestisce l’attività di ricerca.
Una direzione a tre. Ma anche a due. E a rotazione. Il Rapporto scritto dalle due delegazioni sintetizza con un organigramma quale dovrebbe o potrebbe essere il livello di integrazione e organizzazione del "Nuovo Istituto Cardiocentro Ticino" nell’Ente. Una "governance" unica con l’Eoc, così come accade per l’Istituto oncologico o il Neurocentro. Alla testa il Consiglio di amministrazione dell’Ente a cui risponde la direzione generale Eoc. Da qui in giù... la direzione del neo Istituto. Direzione composta da un direttore amministrativo e da un direttore sanitario. Sul nome del primo non c’è ancora certezza.  Forse sarà Massimo Manserra, (attualmente vicedirettore del Cardio) che ha partecipato al Tavolo; Dante Moccetti, attuale direttore, stando a quanto dichiarato pubblicamente dal Cardiocentro alcune settimane fa, parrebbe volersi ritirare.
Direttore sanitario dovrebbe essere l’attuale, Tiziano Cassina. A rotazione il direttore amministrativo e il direttore sanitario verranno designati (per un periodo forse di 4 anni) direttore (o "rappresentante") dell’Istituto. Saranno loro a interfacciarsi, a rotazione appunto, con il direttore generale dell’Ente, Giorgio Pellanda. Come preannunciato nelle scorse settimane gli attuali tre primari del Cardiocentro avranno un ruolo dirigenziale. Direttore accademico dell’Istituto sarà Giovanni Pedrazzini, direttore scientifico sarà Stefanos Demertzis. Al loro livello, quindi immediatamente sotto il direttore amministrativo e quello sanitario, il responsabile infermieristico. Queste cinque figure rappresenteranno di fatto la direzione del neo Istituto. Fra loro e il direttore generale Giorgio Pellanda non ci sarà, come accade ad esempio per il Neurocentro, il direttore del Civico.
Sarà un Istituto che inizialmente manterrà le attuali specializzazioni cliniche, quindi cardiologia, cardiochirurgia, cardioanestesia unitamente alle cure intensive. L’idea originale, quella di un anno e mezzo fa, ovvero di allargarsi alle specializzazioni "vasi e polmoni", per ora è stata messa da parte. Troppo tardi per arrivare alla "scadenza" della Fondazione, dicembre 2020.
Si è ripartiti dunque dopo un anno e mezzo di inutili polemiche, dal rapporto tecnico medico redatto più o meno dalle stesse due delegazioni alla fine del 2017. Polemiche scriteriate e insensate che di fatto nascondevano solo questioni di poltrone e di gestione finanziaria delle risorse che, si discuta quanto si vuole, non potrà che essere nelle mani della direzione generale dell’Ente, dato che quest’ultimo agisce con la garanzia dello Stato.
Nascerà così, salvo sorprese, l’Istituto Cardiocentro Ticino 1.0.

pguenzi@caffe.ch
16.06.2019


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