A fine mese arriveranno gli aumenti dei premi
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Come quadrare i conti
della cassa malattia
PATRIZIA GUENZI


Se bastasse il monito del ministro della sanità, Raffaele De Rosa, "riterrò inaccettabile qualsiasi nuovo aumento", ad evitare anche quest’anno uno scatto all’insù dei premi di cassa malati avremmo trovato l’uovo di Colombo. Purtroppo così non sarà. Nell’ultimo ventennio l’aumento medio dei premi ha sfiorato il 4 per cento (3,9%). E anche nel 2020 pagheremo sicuramente di più ogni mese per assicurare la salute. Sebbene Felix Schneuwly, esperto di casse malati presso Comparis (il più grande servizio di confronto Internet della Svizzera), ritenga che l’aumento "non dovrebbe superare l’1-2%". E spiega: "Rispetto ai primi anni, subito dopo l’introduzione della LaMal, la legge sull’assicurazione malattie, oggi si assiste ad un abbassamento dei costi che si ripercuote positivamente sui premi".
Tuttavia, memori della batosta del 2018 (un rincaro superiore al 4%), gli assicurati restano sul chi va là. Le famiglie si preparano a fare i conti, a rivedere il proprio budget, a valutare se tagliare qualche prestazione complementare o eliminare del tutto questo tipo di copertura aggiuntiva, se modificare la franchigia (vedi servizio nella pagina accanto). Insomma, cosa fare per riuscire a far quadrare i conti, dato che ogni anno non è solo la fattura della cassa malati a diventare più pesante, altre voci importanti di spesa si aggiungono.
Il Ticino è tra le regioni dove gli aumenti sono spesso più consistenti, "colpevole" di essere un cantone abitato da molti anziani (come spiega qui sotto l’esperto Bruno Cereghetti). La media mensile per la sola copertura obbligatoria (franchigia 300) è attorno ai 400 franchi. Certo, se le previsioni di Comparis si riveleranno giuste quest’anno, tutto sommato, potremo tirare un sospiro di sollievo. Vedremo. Tra qualche giorno Berna comunicherà i nuovi premi. Sicuramente, seguiranno  le solite, inutili, polemiche, frasi fatte, lamentele dei politici di turno. Inutili, a meno di un drastico cambiamento dell’intero "sistema salute".
Un sistema in cui i poteri e gli interessi in gioco sono tanti. In cui le casse malati possono anche negare la cura ad un paziente se giudicata troppo costosa. In cui i medici vivono costantemente in un conflitto di interessi, più prescrivono e più guadagnano; in cui c’è un parlamento federale che subisce l’influsso della lobby degli assicuratori; non è infatti un segreto il potere enorme che le casse hanno alle Camere federali. Un sistema, infine, in cui c’è l’assicurato che, pagando ogni mese fior di quattrini, ritiene legittimo per ogni minimo disturbo andare dal medico. E così non se ne esce.
Intanto, questo è il periodo in cui tutti cercano un modo per ridurre la fattura della cassa malati 2020, cambiando franchigia, modello assicurativo... Tra il 2010 e il 2016, c’è stato uno spostamento massiccio di assicurati dai modelli con libera scelta del fornitore di prestazioni e franchigia ordinaria verso altri con franchigia annua opzionale. Mentre in generale è crollato il numero di chi opta per una franchigia di 300 franchi. La percentuale degli assicurati con un modello alternativo è salita: in base al cantone, oscilla tra il 49 e il 75%. Ciò non dipende tanto dal premio medio quanto dalla quantità di opzioni disponibili che, per i giovani, possono tradursi in un risparmio di oltre 1700 franchi all’anno rispetto agli anziani. Insomma, più la pressione sui premi sale e più gli assicurati cercano soluzioni alternative. Il proliferare di reti di medici e di altri modelli di cura è, anche, la conseguenza di questa esigenza.
pguenzi@caffe.ch
22.09.2019


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