Dopo Milano anche in Ticino giro di vite contro le 'bionde'
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I divieti di fumo
ci "soffocano"
CLEMENTE MAZZETTA


Stop al fumo, basta cicche per terra, via le sigarette. Non solo negli spazi chiusi, la controffensiva al fumo conquista anche gli spazi aperti. Se a Milano il sindaco Giuseppe Sala ha preannunciato il divieto alle fermate dei bus, dei tram e nelle code davanti ai musei e agli ufficipubblici (In metropolitano è già vietato fumare, banchine all’aperto comprese), in Ticino nelle stazioni le sigarette sono "off-limits" dal 2019.
"La società sta relegando i fumatori sempre più in piccoli spazi", commenta Alain Proietto, uno dei maggiori venditori di sigari del Ticino e dell’Engadina. Come dicono i francesi si sta scivolando in una "société du tout-interdit". Per il fumo tira aria grama da tempo. A New York, è vietato in tutti i parchi pubblici. In Svezia non si può fumare all’aperto alle fermate dell’autobus, nelle stazioni, nei parchi gioco.
In Svizzera l’Unione dei trasporti pubblici (Utp) ha introdotto un graduale divieto di fumo nelle stazioni al di fuori delle zone fumatori. Dal giugno dello scorso anno, In tutte le stazioni ferroviarie ticinesi, Bellinzona per prima, i fumatori sono stati relegati in spazi limitati. Lo scopo è quello di migliorare la qualità dell’aria e diminuire anche la sporcizia, cenere e cicche per terra.
"Fra qualche mese avremo un resoconto sul gradimento per questa iniziativa - dice Patrick Walser portavoce delle Ffs -, ma la sperimentazione iniziale, effettuata anche a Bellinzona ha dato esito positivo. Due persone su tre si sono dette favorevoli all’attuale sistema. Oggi tutte le stazioni ferroviarie della Svizzera hanno delimitato le aree per fumatori, lasciando la gran parte libera dal fumo per i viaggiatori".
La limitazione del fumo sarà introdotta prossimamente anche nelle varie stazioni della Ferrovia luganese (Lugano Ponte Tresa) "Abbiamo intenzione di uniformarci alle prescrizioni già vigenti nelle stazioni delle Ffs, individuando delle are limitate per fumatori sulla linea Lugano Ponte Tresa - spiega Roberto Ferroni, direttore della Tpl (Trasporti luganesi) - non abbiamo alcuna direttiva in merito a divieti presso le pensiline dei bus. Non sapremmo del resto come far rispettare un divieto del genere".
Nelle stazioni sotterranee della "Centovallina", a Locarno-Muralto, St. Antonio e Solduno, il divieto di fumo è in vigore già da anni. Per le stazioni all’aperto invece non è ancora stato applicato nessun divieto specifico. La città di Locarno ha messo dei posaceneri alle fermate dei bus per contrastare il littering (le cicche per terra). Del resto, le mozioni presentate dalla deputata Nadia Ghisolfi per un divieto generalizzato di fumo alle fermate dei mezzi pubblici e per vietarlo nei parchi gioco e alle entrate dei locali chiusi accessibili al pubblico o nei luoghi di lavoro, sono state respinte dal parlamento l’anno scorso. Manca la base legale per questo divieto. Ma qualcosa si è mosso.
Il Cantone, dal primo febbraio introdurrà una nuova regolamentazione per ridurre le pause per i fumatori. Se si esce dall’ufficio oltre alle due pause caffé (una mattutina, l’altra pomeridiana) si dovrà timbrare. Per evitare tentazioni verranno eliminati i posacenere all’ingresso degli edifici governativi. Un provvedimento accolto senza problemi dai sindacati e considerato dall’Associazione non fumatori anche come un passo avanti nella lotta contro il fumo. Meno draconiane le disposizioni nelle industrie. Ad esempio, alla Medacta, il personale dispone di due pause caffè. "Ma nessuno proibisce ai nostri dipendenti di prendersi 5 minuti per fumarsi una sigaretta. Senza esagerare", osserva il titolare dell’azienda, Alberto Siccardi.
cmazzetta@caffe.ch
26.01.2020


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