Il progetto del rettore Erez va oltre il solo Medtech
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Centro di competenze,
l'Usi svela le sue carte
ANDREA STERN


Medtech ma non solo. Il centro di competenze "Life sciences" immaginato da Boas Erez, rettore dell’Università della Svizzera italiana, si estende a numerosi altri possibili ambiti. Dall’intelligenza artificiale alla micromeccanica, dalle nanotecnologie ai Big data, dal Biotech alla farmaceutica. Tutto sotto uno stesso tetto, in collaborazione con gli enti pubblici, con le società private e con i medici attivi in Ticino.
Non c’è che dire, Erez intende fare sul serio. Subentrato in corso d’opera nel progetto Lugano Medtech, nato da un’intuizione del Cardiocentro ma poi abbandonato dallo stesso Cardiocentro, il rettore dell’Usi ha demandato una mappatura delle competenze legate alle "Life sciences" sparse sul territorio cantonale. Sulla base di quanto emergerà da questo sondaggio, verranno stabilite le necessità del futuro centro di competenze. Che non sarà quindi più legato alla sola ricerca medica ma si estenderà ad ulteriori ambiti.
Il progetto è ancora in fase di cantiere, o meglio di elaborazione, ma i suoi capisaldi sono già stati illustrati dal rettore dell’Usi lo scorso 15 marzo a Lugano, in occasione della Giornata della ricerca della Svizzera italiana. Si prevede un’organizzazione tramite un coordinamento centrale che dovrà fungere da supporto ai partner. Pubblici e, come detto, anche privati. Dalla Medacta di Castel San Pietro alla Synthes di Mezzovico, dalla Humabs di Bellinzona alla Sintetica di Mendrisio, sono numerosi gli attori che potrebbero rivestire un ruolo da protagonista nel futuro centro di competenze "Life sciences".
Restano però da chiarire diversi aspetti. Innanzitutto i costi e la loro ripartizione. Per il progetto, maggiormente orientato ai privati rispetto a quello originariamente previsto dal Cardiocentro e dalla Città di Lugano, dovrebbero essere ridiscussi eventuali contributi pubblici. Andrebbe inoltre trovata una nuova ubicazione. Erez sostiene che lo stabile Mizar di Molino Nuovo potrebbe ancora entrare in considerazione. Ma si tratta pur sempre di un acquisto da 48 milioni di franchi, spese di ristrutturazione comprese. E l’Usi, alle prese con importanti investimenti, non è attualmente in grado di sostenere ulteriori spese. Non è quindi detto che non possa essere trovata un’alternativa più economica e magari anche più confacente alle necessità di quelli che saranno gli effettivi inquilini.
Di certo c’è il concetto ideato da Erez, più esteso rispetto a quello pensato dal Cardiocentro. Il centro di competenza dovrà contare su degli esperti nello sviluppo che lavoreranno a stretto contatto con le aziende presenti sul territorio nonché con gli istituti di ricerca e con le strutture mediche. Si dovrà basare sul sistema dei vasi comunicanti, con l’obiettivo finale di rispondere al meglio alle necessità del paziente. Perché in fondo la ricerca serve proprio a questo. A migliorare la vita delle persone.
24.03.2019


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