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L'illusione di difendere
la sovranità con il voto
CHANTAL TAUXE


Non mi stancherò mai di indignarmi per il debole tasso di partecipazione alle votazioni, un misero 42% domenica scorsa. Dovremmo, forse, sperimentare la vita sotto dittatura per apprezzare davvero il diritto di voto? Mi innervosisco, ma mi chiedo anche perché abbiamo votato. Ci siamo espressi su quattro temi, ma non è certo che ora cambi qualcosa.
Nel caso dell'imposta di successione e delle borse di studio, è normale che nulla si muova: le riforme sono state respinte. Va comunque notato come il problema del finanziamento dell'Avs, a cui una maggiore tassazione delle eredità a livello federale prometteva di contribuire, resta intatto. Stessa cosa per la causa, manifestamente poco popolare, dell'uguaglianza delle possibilità nell'accesso agli studi, che restano pur sempre vettore di ascesa sociale, quindi di dinamismo per la collettività.
Per quanto riguarda la diagnosi pre-impianto, si è chiaramente detto di sì, ma sappiamo già che la legge d'applicazione sarà contestata. Il "sì" alla legge radiotelevisiva è stato invece strappato per un pelo. Ma, anche in questo caso, non si risolve nulla. Il dibattito sul finanziamento del servizio pubblico audiovisivo non si è certo calmato. Nessuno ha capito il voto dei ticinesi, i maggiori beneficiari del canone radio-tv. Quando si tratterà di difendere la chiave di riparto, il cantone - che incassa quattro volte più di quanto non contribuisce - rischia di pagare caro la sua sfrontatezza.
Noto, con una punta di sarcasmo, che questo 14 giugno non abbiamo potuto esprimerci sui due problemi che maggiormente incidono sulle nostre vite. La forza del Franco svizzero rischia di soffocare la nostra economia, ma non abbiamo nulla da ridire. La banca nazionale ha deciso in autonomia. Non abbiamo neppure la possibilità di lanciare un referendum su questo tema. Il dramma dei migranti nel Mediterraneo, poi, non è vicino ad una soluzione. Appena due anni fa, abbiamo accettato con una maggioranza del 78% le modifiche alla legge sull'asilo. Seguendo gli europei, si è deciso di togliere la possibilità ai richiedenti l'asilo di formulare le loro domande nelle ambasciate. Una misura pensata per evitare l'afflusso di migranti. Porca vacca! Non funziona minimamente. Il Mediterraneo è scosso da un autentico tsunami umano. L'Italia non ne può più di veder sbarcare sulle sue spiagge migliaia di migranti in cerca di un avvenire migliore. Ha perso la speranza nella solidarietà europea. Se Matteo Renzi dovesse mettere in atto la minaccia di concedere visti Schengen ai migranti, indovinate quale sarà uno dei Paesi a dover affrontare il maggior numero di arrivi in massa "indesiderati"? Scrivo "di massa" e mi ricordo che abbiamo votato proprio contro l'immigrazione di massa, lo scorso anno.
Perché tanta ironia? Mi chiedo se non ci stiamo infilando un dito nell'occhio, credendo che la sovranità svizzera è difesa grazie alla nostra democrazia diretta.
21.06.2015


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