Confronto sulle tasse fra università elvetiche ed europee
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La forte concorrenza
non abbassa le rette
MAURO SPIGNESI, MASSIMO SCHIRA


La Svizzera si conferma uno dei Paesi più cari al mondo. E non soltanto per il costo della vita in generale, perché il riflesso dei prezzi più alti si specchia anche nelle tasche degli studenti e, più precisamente, nelle tasse universitarie. Che, in generale, sono decisamente più elevate rispetto a quelle richieste nelle alte scuole più prestigiose in Europa. E una sorta di "concorrenza" si è instaurata anche tra i cantoni, visto che tra i 12 istituti accademici nazionali - dieci Università e due Politecnici - ci sono differenze anche piuttosto marcate. Allo stesso modo, alcune alte scuole, Università della Svizzera italiana in testa, mantengono la prassi di una retta più elevata per gli studenti stranieri. Che, al contrario, negli atenei europei sono quasi ovunque considerati alla stregua dei cittadini dell’Unione europea (soprattutto per quanto concerne il Bachelor).
Forse condizionata dalla vicinanza con la Francia, dove le rette sono piuttosto modeste per gran parte delle materie, l’Università più "a buon mercato" della Svizzera è quella di Ginevra, dove il semestre costa 500 franchi. Al contrario, studiare all’Usi di Lugano comporta - in confronto - un autentico salasso, visto che ogni semestre gli studenti sono costretti a sborsare 2’000 franchi. Nel mezzo, si va dagli 850 franchi a semestre di Basilea agli 810 di Lucerna, mentre i due Politecnici - a Zurigo e Losanna, entrambi sotto l’egida della Confederazione - hanno rette simili, sui 640 franchi. Ad applicare tariffe differenziate per gli stranieri sono Friborgo, Lucerna, Neuchâtel, San Gallo, Lugano e Zurigo. Con l’Usi e San Gallo che si distinguono per "rincari" pari o superiori al 100%. I due Politecnici, malgrado la fama di cui godono, non applicano rette differenziate agli studenti esteri.
I 640 franchi pagati al "Poli" per ogni semestre, comunque, sono molti se paragonati ad una realtà come quella della Technische Universität di Monaco di Baviera, un’altra alta scuola europea molto prestigiosa. In Baviera, infatti, agli studenti viene richiesta una retta di 128 euro e 50, meno di 150 franchi. Per quanto riguarda le università, discorso simile, visto che un semestre alla Sorbona di Parigi costa circa 220 franchi. Anche volendo "esagerare", iscriversi alla Goethe Universität di Francoforte, non si raggiunge la retta minima in Svizzera. A Barcellona, per contro, si rischia di spendere di più rispetto alla Svizzera, soprattutto a causa della forte richiesta in una realtà come quella dell’Università Politecnica di Catalogna, ma anche per l’attrattiva della città soprattutto nell’ambito degli scambi tipo Erasmus.
In Italia, per proseguire il confronto, la rivoluzione è firmata Pavia. Un’università, tra parentesi, frequentata da molti ticinesi. Qui esiste una quota fissa equivalente a 170 franchi e una variabile. E circa tre studenti su dieci non pagano, perché il reddito familiare è sotto i 26mila franchi. La parte variabile della retta è infatti legata all’economia domestica. In media, comunque, tra agevolazioni non si superano i 1’200 franchi. Anche chi arriva dall’estero deve poter dimostrare il reddito, se non può, oltre la parte fissa, paga attraverso un coefficiente calcolato sulla ricchezza del suo Paese. Un sistema simile è in vigore in un’altra università, ovvero Padova, dove diversi svizzeri hanno frequentato la scuola di psicologia. Qui si parte da una base fissa di circa 640 franchi alla quale si aggiunge un’altra parte legata ancora al reddito, sino a raggiungere un massimo annuo vicino ai 2’000 franchi. Un po’ meno, circa 1’500 franchi, si pagano invece alla Università dell’Insubria, dove peraltro insegnano diversi docenti svizzeri. Questo per quanto riguarda il confronto tra le facoltà letterarie.
Per quanto concerne quelle economiche a un’ora dal Ticino c’è uno degli atenei più prestigiosi, ovvero la Bocconi. Qui le tasse sono articolate in quattro fasce di reddito. Le prime tre prevedono una contribuzione agevolata e vanno rispettivamente da 6’200 franchi, 8’700 e 11mila per redditi da 65mila a 144mila. Chi supera quest’ultima cifra paga invece 13.900 ad anno accademico. Anche al Politecnico di Torino, che si può equiparare a quello di Zurigo per materie trattate, ci sono le fasce di reddito. Si parte da 1’631 per arrivare a 2’976, ma si sale sino a 4’350 franchi per i fuoricorso.
Un capitolo a parte merita la Franklin University di Sorengo, che dall’anno scorso ha aperto le porte agli studenti liceali con diploma di maturità svizzero. Qui l’iscrizione costa circa 20mila franchi, sempre meno che negli Usa. Sono previste tuttavia borse di studio e agevolazioni.

m.s./m.sp.
17.09.2017


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