Dati drammatici nell'analisi dell'inquinamento dell'aria
Immagini articolo
Ogni anno in Ticino
150 morti per smog
PATRIZIA GUENZI


Inquinamento, polveri fini, diesel e tante altre sostanze tossiche che ogni giorno respiriamo ci fanno morire prima del tempo. In Ticino, si possono calcolare circa 150 decessi l’anno. Una stima, calcolata sulla base della popolazione svizzera, non essendoci statistiche a livello cantonale, che il dottor Andrea Bordoni, responsabile del Registro cantonale dei tumori, giudica abbastanza attendibile.
In Svizzera, basandosi sui dati dell’Agenzia europea per l’ambiente (valori del 2014), si calcola che ogni anno muoiono circa 3.500 persone prima dei 64 anni. Un dato più alto rispetto a quello registrato dall’Ufficio federale dell’ambiente, per cui l’inquinamento atmosferico delle polveri fini causa circa 3mila decessi prematuri l’anno. Dati inquietanti e molto preoccupanti. Sul banco degli imputati soprattutto "la qualità dell’aria che respiriamo, è un dato di fatto - spiega il dottor Bordoni -. Si sa che il tumore polmonare è anche causato dall’inquinamento atmosferico".
Tutto ciò mentre, in controtendenza, il tasso di tumori al polmone non è, in generale, granché aumentato come ci si poteva attendere. "C’è un dato interessante in Ticino - riprende Bordoni -: i tumori al polmone nell’uomo sono calati e sono invece saliti nella donna. Si spiega con l’abitudine al tabagismo che ha ormai contagiato molte di loro". Tabacco responsabile di causare l’80 per cento dei decessi. Di questi, dal punto di vista epidemiologico del trend, è impossibile capire quanto sia l’influenza dell’inquinamento.
Intanto, nel rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente, i cui valori di riferimento dell’atmosfera sono stati registrati in 2.500 stazioni di rilevamento, c’è un evidente paradosso. Da una parte ci sono sì più vittime di polveri ultrasottili e di una esposizione al diossido di azoto, dall’altra emerge invece che complessivamente la qualità dell’aria sta iniziando a migliorare. Soltanto in alcune zone persistono aree dove i veleni non calano e oltre che morte portano malattie all’apparato respiratorio, patologie cardiovascolari, tumori, diabete, malattie neurologiche e del sistema riproduttivo.
In Ticino la zona più "pericolosa" è il Mendrisiotto. Qui, prima dell’introduzione degli 80 chilometri orari in autostrada lungo l’asse Chiasso-Rivera, la scorsa settimana, si erano registrati importanti superamenti del limite stabilito dall’Ordinanza contro l’inquinamento atmosferico per la media giornaliera delle polveri fini. Misura, gli 80 all’ora, poi archiviata, anche se tra giovedì e venerdì scorsi, soprattutto a Chiasso e Mendrisio, i dati delle Pm10 hanno nuovamente toccato il picco di 140 microgrammi al metro cubo. Per poi calare.
Le ormai famigerate Pm10, provocate principalmente dalla combustione di materiali fossili e altri tipi di carburanti. Anche le nuove linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità chiedono una riduzione drastica del livello di guardia delle Pm10. Da 70 a 20 microgrammi per metro cubo.
Ovviamente, sul banco degli imputati non solo le automobili. Pure il riscaldamento provoca danni all’aria. Non più di 20 gradi in casa. E, soprattutto, maggiore attenzione a ciò che si utilizza per far funzionare camini e stufe casalinghe, spesso più dannose delle caldaie.

pguenzi@caffe.ch
29.10.2017


IL DOSSIER


I fatti e le opinioni
sulle vicende S.Anna
IL DOSSIER

Economia
in ostaggio
di "Prima i nostri"
GRANDANGOLO

Se l'assistenza
è a lungo termine
L'INCHIESTA

Un "aiuto domiciliare"
diventato carissimo
L'IMMAGINE

Una settimana
un’immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

Lei un invalida?
Ma è sui social!
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
I "Paradise Papers",
un furto di ricchezza
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Nella base americana
"Pronti, qui in Corea"
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Propaganda e verità
sono sempre in guerra
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Il secessionismo
scuote l'Europa
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Premiata a Locarno
la parodia del cinema
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Il colore "pervinca"
emblema di artificio
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Resta solamente
una sottile speranza
LE INTERVISTE

I protagonisti
della cronaca

ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
16.11.2017
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, ottobre 2017
15.11.2017
Istituto della formazione continua - Pubblicato il nuovo programma gennaio-giugno 2018 dei corsi base per formatori di apprendisti
15.11.2017
Comunicazione di prassi cantonale concernente le deduzioni di spese professionali particolari degli espatriati domiciliati nel Canton Ticino
08.11.2017
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da mercoledì 8 novembre 2017 alle ore 10.00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
07.11.2017
I dati del censimento annuale dei rifiuti sono ora consultabili in modo interattivo anche sul portale dell'Osservatorio Ambientale della Svizzera Italiana [www.ti.ch/oasi]
30.10.2017
Pubblicato nuovo formulario per la compilazione elettronica della dichiarazione dei redditi 2017 dei Patriziati, con la funzione di somma automatica
24.10.2017
Aggiornato il sito tematico del Parco del Piano di Magadino [www.ti.ch/ppdm]
19.10.2017
Pubblicati i dati del traffico sulla rete stradale in Ticino nel 2016 [www.ti.ch/conteggi]
19.10.2017
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, settembre 2017
18.10.2017
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da mercoledì 18 ottobre 2017 alle ore 12.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio




I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Parigi:
Hariri annuncia
il ritorno
a Beirut

Zimbabwe:
corteo
contro
Mugabe