Proposta per "curare" anche chi non ha commesso reati
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"È un uomo pericoloso
e bisogna ricoverarlo"
MAURO SPIGNESI


Il tentativo è quello di disinnescare le "bombe sociali" prima che queste esplodano. E per farlo occorre destreggiarsi fra vincoli giuridici cantonali e federali con la stessa abilità e leggerezza di un artificiere. Il gruppo di lavoro nominato dal Consiglio di Stato che sta affrontando il problema delle persone potenzialmente pericolose ha anche discusso sulla possibilità di arrivare a una norma che permetta alla polizia, in assenza di strutture adeguate, di portare in un luogo di cura o d’assistenza chi ha dato preoccupanti segni di instabilità. Una persona che potrebbe diventare una minaccia seria, anche solo potenziale, per la società. E che, se non curata, potrebbe poi farsi protagonista di fatti gravi, come quelli finiti in questi anni nelle pagine della cronaca. Questo anche se l’individuo non ha commesso alcun reato o non è stato denunciato, ma comunque mostra segnali, appunto, di pericolosità. Un po’ sulla falsariga di quanto accade a Zurigo e San Gallo, dove è stata messa a punto una norma che consente questo tipo di provvedimenti.
Il gruppo di lavoro, presieduto da Raffaella Ada Colombo, direttore medico della clinica psichiatrica cantonale di Mendrisio, sta valutando se inserire questa disposizione all’interno delle modifiche da introdurre nella legge di polizia, così come è stato fatto ad esempio per stabilire misure più rapide ed efficaci contro la violenza domestica. Con la possibilità che sia un ufficiale a decidere l’allontanamento da casa di un "soggetto" pericoloso per i propri familiari. Naturalmente la nuova norma sarebbe differente da quella del ricovero coatto, possibilità che già esiste e scatta per chi tuttavia è già stato protagonista di fatti gravi e ha bisogno d’essere rapidamente curato. Già a livello cantonale, peraltro, dopo minacce e tentativi di aggressione contro i dipendenti pubblici da parte di persone che hanno dato in escandescenze o sono passati alle vie di fatto, è stato pensato il Servizio di gestione delle persone minacciose e pericolose. Un primo passo è stato fatto.
Ora si tratta di trovare lo strumento adeguato che permetta anche di fare prevenzione attiva, bloccando sul nascere situazioni che potrebbero degenerare. Il ricovero in un luogo di cura, che può essere un servizio psichiatrico, dovrebbe riguardare, secondo quanto sta emergendo nel confronto del gruppo di lavoro nominato dal governo, quelle persone segnalate da uno dei diversi servizi d’assistenza o dalla polizia, che magari hanno colto chiari segnali di minacce, instabilità, o comportamenti violenti anche legati a dipendenze da stupefacenti o alcol. Sul fronte della droga, ad esempio, è rimasto un vuoto normativo, perché la legge federale sugli stupefacenti prevede che si possa segnalare ad un ente di assistenza una persona che ha problemi o è un rischio sociale proprio per effetto della dipendenza. Il Cantone non si è ancora adeguato e dunque la polizia non sa come segnalare queste persone.  
L’equipe di lavoro deve tuttavia ancora mettere a punto le diverse idee sulla prevenzione di comportamenti delle persone potenzialmente pericolose e entro fine anno dovrebbe trasmettere una relazione al Consiglio di Stato. Poi sarà il governo, in collaborazione con il servizio giuridico, a scegliere e tradurre in messaggi le ipotesi che condividerà.

m.sp.
26.11.2017


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