L'attività del Cardiocentro nel confronto con gli altri cantoni
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Il Ticino batte tutti
sugli interventi al cuore
PATRIZIA GUENZI


Pochi anni fa, incaricato dal Cantone per gettare le basi e valutare la futura Pianificazione ospedaliera, l’esperto Willy Oggier scrisse chiaramente in un dettagliato rapporto che l’attività del Cardiocentro andava attentamente monitorata. In alcuni casi il numero di interventi del Cardiocentro di Lugano superava la media svizzera. Quelle considerazioni valevano, forse, ancora più una decina, quindicina di anni fa (quando i numeri in questione erano più marcati), ma hanno un valore ancora oggi. In tempi in cui non mancano le polemiche per l’integrazione del Cardiocentro nell’Ente ospedaliero.
I dati dell’Ufficio federale della sanità pubblica ricostruiti dal Caffè sembrano dare appunto concretezza alle considerazioni di Oggier. Se ne parlò a suo tempo e ha senso citare alcuni dati ancora oggi. Per esempio gli interventi di bypass con e senza diagnosi di infarto. In Svizzera se ne fanno poco meno di 31 ogni centomila abitanti, in Ticino 47 (dati 2016). In numeri assoluti, e questo è un confronto fatto anche tempo fa, gli interventi con bypass in Ticino sono stati 165, nel canton Vallese (che ha più o meno gli stessi abitanti del Ticino, circa 340mila) gli interventi sono stati 91.
In tempi in cui va per la maggiore la filosofia che in medicina non sempre "più equivale a meglio" (ovvero talvolta meno si interviene e meglio è), l’attenzione a questo genere di numeri relativi all’attività sanitaria è estremamente importante. E non solo, ovviamente, per contenere i costi. Un altro esempio da anni è preso in considerazione e fu preso in considerazione per le conclusioni dell’analisi dell’esperto Willy Oggier. Il Cardiocentro, sempre nel 2016, ha "impiantato" 378 pacemaker, nel canton Vallese (e il confronto è fatto appunto perché la popolazione è più o meno uguale) se ne sono invece impiantati 180. Ai 378 del Cardiocentro, per la precisione, occorre però aggiungerne una settantina impiantati dagli ospedali dell’Ente. Ma ciò non cambia comunque l’evidente diversità numerica tra l’attività, per i pacemaker, del Cardiocentro e quella registrata nel canton Vallese, oltre la metà.
Il confronto può continuare, sempre utilizzando i dati dell’Ufficio federale della sanità, con altri interventi, in cui l’attività del Cardiocentro risulta nella media. Ad esempio per le operazioni alle valvole cardiache la media svizzera è di 64 ogni centomila abitanti, in Ticino 60. Oppure per le "applicazioni di valvola aortica endovascolare" in Svizzera la media è di 18 ogni centomila abitanti, in Ticino di 19.
Il rapporto Oggier affermava: "Non sono visibili degli sforzi per ridurre i volumi di attività, più elevati nel confronto intercantonale". E aggiungeva che "dal punto di vista economico sanitario, a priori almeno, non sembra essere completamente fuorviante l’assunto che, tenendo conto del territorio ticinese limitato e del finanziamento attrattivo del Drg in questo ambito (ndr le tariffe delle prestazioni di assistenza ospedaliera per acuti), potrebbero esserci prestazioni indotte dall’offerta". Quando Oggier scriveva queste cose aveva evidentemente sotto gli occhi, per esempio ancora, il numero totale delle operazioni al cuore. Nel 2016 in Svizzera ne sono state effettuate circa 120 ogni centomila abitanti. In Ticino 126. Una differenza, ma non quanto quella, come citato prima, dei pacemaker o dei bypass. O dei "cateteri terapeutici dei vasi coronarici senza diagnosi principale di infarto miocardico": a Lugano 159 ogni centomila abitanti, la media svizzera è di 113. Poco o nulla sembrerebbe dunque essere cambiato rispetto al rapporto Oggier, quanto meno stando ai dati dell’Ufficio federale della sanità. Dati del 2016.
Queste considerazioni sono state fatte non solo nel recente passato. Sempre il Cardiocentro, che indubbiamente resta nell’offerta cantonale un istituto di eccellenza, ha precisato in risposta che la sua filosofia è anche quella di operare dando particolare importanza alla prevenzione. Non solo. Occorre tener presente che, hanno detto in passato i vertici del "Cardio", in Ticino c’è un importante percentuale di popolazione anziana. E con queste stesse considerazioni avrebbe forse replicato il promotore, il "papà" del Cardiocentro, professor Tiziano Moccetti, se non fosse stato assente in questi giorni.

pguenzi@caffe.ch
08.04.2018


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