Valore aggiunto miliardario grazie all'economia creativa
Immagini articolo
Un franco per la cultura
ne genera 3 di ricadute
LIBERO D'AGOSTINO


La cultura oltre ad elevare lo spirito, fa lievitare anche l’economia. "Per ogni franco investito nel settore culturale c’è un ritorno finanziario pari a tre volte tanto", assicura Raffaella Castagnola, direttrice della Dcsu, la Divisione cultura e studi universitari.
L’anno scorso la spesa della Dcsu solo per la cultura è stata di 36,1 milioni di cui 19 di gestione corrente, 15 del Fondo Swisslos e altri 2,4 di contributi federali. Nel 2015 Cantone e Comuni hanno investito nella cultura 106,1 milioni, ossia 301 franchi pro capite. Cifra che si avvicina a 325 franchi di Zurigo, ma molto al di sotto dei 1’254 a testa spesi da Basilea Città. Agli investimenti pubblici vanno, però, aggiunti anche quelli dei privati, soprattutto sponsorizzazioni, e le spese delle famiglie per tempo libero, svago e cultura, che in media nel biennio 2012-2014 toccavano in Ticino i 467 franchi al mese, contro i 605 registrati a livello nazionale. Un fiume di denaro che dalla cultura si riversa nel circuito economico.
La cosiddetta economia creativa, stando agli ultimi dati ufficiali del 2013, genera in Svizzera un valore aggiunto di 22 miliardi di franchi all’anno, con un fatturato complessivo di quasi 69 miliardi, e impiega 275mila persone, mentre in Ticino si contano 1503 operatori culturali.
La cultura dà oggi all’economia un apporto di gran lunga superiore rispetto al passato quando era in certi casi elitaria o in altri isolata in archivi, musei e istituti talvolta privi di un programma di valorizzazione commisurato ai tesori custoditi, osserva Castagnola: "La cultura diffusa, cioè quella di cui tutti sentono di far parte attiva, che si va propagando sempre più, garantisce ritorni importanti alla convivenza civile e all’economia. Promuove il dialogo, la curiosità, il rispetto e dal profilo economico si sa che 1 franco investito in questo settore ne produce altri 3 di ricadute finanziarie". Il cantone vanta un capitale culturale ingente come si è visto al Castello di Sasso Corbaro, a Bellinzona, con l’esposizione, "Il Patrimonio racconta", promossa dal Decs in occasione dell’Anno europeo del patrimonio culturale, che si è chiusa questa domenica. Oltre seimila biglietti staccati, tra i visitatori molti i turisti e mille allievi delle scuole ticinesi che hanno pure seguito da vicino il lavoro dei ricercatori e dei diversi istituti culturali del Cantone. Insomma, in Ticino quando si parla di cultura non c’è solo il Lac di Lugano che, con le mostre dedicate a Picasso e con quella in corso di Magritte, ha rinverdito i fasti delle grandi esposizioni a Villa Favorita ai tempi del Fondazione von Thyssen e a Villa Malpensata negli Anni ’90, riposizionando la Città nel circuito europeo del vasto e interessante turismo culturale.
Ci sono anche i 130mila beni culturali censiti dall’omonimo Ufficio cantonale, le 14mila opere conservate al Museo d’arte della Svizzera italiana, le quattro biblioteche cantonali, i due siti Unesco, i 25 musei di cui 11 etnografici. Ci sono in totale ben 94 infrastrutture tra spazi museali, centri culturali o espositivi, con una densità pari ad una offerta ogni 3.600 abitanti, che registrano 600mila visitatori all’anno. Una dimensione di beni materiali e immateriali che produce qualità di vita, indotto economico e attrattività turistica. Che crea anche capitale sociale, coesione e un sano sentimento di comunità che è il migliore antidoto ai veleni etno identitari di oggi.
Un patrimonio la cui conservazione e promozione necessita di forti investimenti, a volte troppo onerosi per gli enti pubblici, ecco perché in molti Paesi si sono affermati modelli di partenariato pubblico-privato nella forma di apposite fondazioni. "All’interno della cultura diffusa del nostro tempo la collaborazione tra queste due dimensioni è necessaria - sottolinea Castagnola -. Senza dimenticare, però, la differenza di obiettivi che il pubblico e il privato perseguono. Questo partenariato è una delle tante sfaccettature della cultura".

ldagostino@caffe.ch
21.10.2018


LO STUDIO

La qualità
dei media svizzeri
IL DOSSIER


La contestata
legge di polizia
IL DOSSIER


Rimborsopoli
IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
IL DOSSIER


La passerella
sul Verbano
IL DOSSIER


Microplastiche
piaga dei laghi
GRANDANGOLO

Una cultura politica
di vuote banalità
L'INCHIESTA

Non solo Medtech
nel polo di ricerca
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

Lo stile smarrito
dai perdenti di successo
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Senza il riciclaggio
non si salva il clima
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Scacco a Tripoli
in quattro mosse
Guido Olimpio
Guido Olimpio
La guerra degli 007
all'ombra dell'Europa
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
L'Ue messa a dura prova
dall'avanzata sovranista
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Londra celebra Quant
la "madre" della mini
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Siccità, piogge e uragani
nel sordo allarme clima
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
19.04.2019
La Segreteria del Gran Consiglio ha provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta costitutiva del 2 maggio prossimo
15.04.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, marzo 2019
12.04.2019
Pubblicato il Rendiconto 2018 del Consiglio di Stato
12.04.2019
Pubblicato il rendiconto 2018 del Consiglio della magistratura
08.04.2019
Online la Città dei mestieri della Svizzera Italiana, con informazioni e aggiornamenti sui lavori in corso verso l'apertura
03.04.2019
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da mercoledì 3 aprile 2019 alle ore 10:00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
01.04.2019
Tiro obbligatorio 2019
21.03.2019
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da giovedì 21 marzo 2019 alle ore 12.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell’economia ticinese, marzo 2019
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, gennaio 2019

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »



I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Sudan,
si dimette
anche il leader
del golpe

Gilet gialli
a prova
di legge
anti-casseur