Piani e appelli contro stoviglie "monouso" non riciclabili
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'No a piatti di plastica
alle feste e alle mense'
MAURO SPIGNESI


Stoviglie e piatti, ma anche vassoi e bicchieri. Plastica usa e getta che abbonda nelle feste di Carnevale, nelle sagre e nei vari eventi. Che viene usata in alcune mense, fortunatamente sempre meno, o nelle case private. Tonnellate di rifiuti che finiscono nei sacchi dell’immondizia e poi nell’inceneritore, perché contrariamente a bottiglie e altri tipi di confezioni, essendo sporchi di cibo, non possono essere riciclati, se non attraverso un lavaggio che per ora pochissime strutture fanno. "Proprio per questo motivo serve una maggiore attenzione", sottolinea Daniele Polli, segretario dell’Osservatorio per la gestione ecosostenibile dei rifiuti (Okkio).
Gli esempi non mancano. Un passo avanti lo ha fatto Neuchâtel che dal 2019 vieterà le cannucce in plastica usa e getta nei bar. In Lombardia recentemente è stata approvata una direttiva per bandire l’uso di plastiche nelle mense gestite dagli enti pubblici. In Ticino il Cantone da tempo si è dotato di un "manuale", in collaborazione con la Scuola superiore alberghiera e del turismo. Uno strumento in cui vengono offerti suggerimenti, tra cui ridurre gli scarti di prodotti e imballaggi, assicurare la raccolta differenziata, utilizzare stoviglie, bicchieri, servizi e tovaglioli ecologici e biodegradabili. "Però, il Cantone dovrebbe fare di più - dice Mario Camani, ex capo della Sezione protezione aria, acqua e suolo  dell’amministrazione cantonale - per contrastare la plastica ma per tutto l’ambiente in generale. Ma i nostri governanti e la classe politica hanno sempre la scusa pronta e dicono che non è compito loro e che non possono fare di più". Alcuni paesi tuttavia si sono mossi autonomamente. Al villaggetto realizzato a Novazzano durante gli ultimi Mondiali di calcio sono stati utilizzati unicamente piatti e bicchieri multiuso. "È stato un esperimento – spiega il sindaco Sergio Bernasconi -. È andato bene e l’intenzione e di riproporlo anche per Natale e per le altre feste, come il Carnevale. Chiaramente bisogna organizzarsi, ma con un po’ di buona volontà si può fare".
Ma la strada è lunga. "In questi anni - aggiunge Polli - abbiamo contattato diversi organizzatori e abbiamo notato che i giovani sono molto sensibili, hanno cominciato a usare stoviglie riciclabili. Mentre se dietro gli eventi ci sono persone di una certa età è più difficile far passare il discorso dell’attenzione all’ambiente. Ci rispondono che loro sono abituati così". Ma batti e ribatti, un primo importante risultato forse è stato raggiunto. Alla prossima edizione del Rabadan di Bellinzona la plastica dovrebbe essere bandita. E probabilmente anche al Nebiopoli di Chiasso. "È da 11 anni che batto il chiodo su questo tema - spiega Jessica Bottinelli dei Verdi - . Finalmente in dicembre il Consiglio comunale sarà chiamato a decidere se effettuare un anno di test, un anno senza plastica monouso a Chiasso. La maggioranza della commissione comunale è favorevole".
Un obiettivo, questo dei party ecologici, di cui si discute da tempo. "La soluzione c’è. In diversi cantoni della Svizzera francese e tedesca – spiega Jennifer Schwarz, responsabile gruppo di Greenpeace Ticino - in occasione delle feste vengono noleggiati piatti e stoviglie di plastica riutilizzabile. Ma è importante innazitutto cambiare i nostri comportamenti da consumatori, orientandoci verso prodotti rispettosi dell’ambiente. Le possibilità esistono, tanto che a livello nazionale stiamo lavorando per sensibilizzare le grandi aziende alimentari per usare meno plastica possibile".
"È evidente – spiega Massimo Mobiglia, presidente del Wwf Svizzera italiana - che su questo fronte sia il Cantone che la Confederazione devono dare l’esempio. Siamo un Paese che può e deve fare di più. Persino alcuni Paesi africani hanno bandito le plastiche. Ma io direi che tutti devono lavorare a livello politico per evitare che la plastica non riciclabile venga utilizzata. D’altronde oggi esiste un ampio spettro di alternative di stoviglie prodotte con materiali riutilizzabili o riciclabili. Deve essere innazitutto la ragione e muovere i nostri comportamenti". Ma per ora poco è stato fatto. Anche se, va detto, diverse aziende pubbliche, come ad esempio l’Ente ospedaliero, sempre più utilizzano stoviglie e altro materiale non di plastica. Dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (Decs), inoltre, fanno sapere che nelle mense scolastiche non si è mai usata plastica usa e getta, che invece viene ancora utilizzata, sostiene Okkio, in alcune case anziani.
Sempre a livello cantonale, spiegano dall’Ufficio gestione rifiuti, non esiste una normativa che vieti espressamente la plastica usa e getta, contrariamente a  fusti, bottiglie e contenitori di detersivi, vetro e latta che i Comuni sono obbligati a recuperare predisponendo punti di raccolta. "Non esistono dati precisi - spiega ancora Daniele Polli - ma secondo un nostro calcolo approssimativo è tra il 10 e il 20% della plastica che viene buttata ogni anno".
A livello nazionale vengono prodotti quasi 100 chili di rifiuti di plastica pro capite, cioè tre volte di più della media europea. Proprio l’Europa ha deciso di dire basta e ha elaborato una serie di misure: la messa fuori legge di prodotti come cotton fioc, cannucce, bastoncini per mescolare le bevande. La Commissione europea, inoltre, vuole poi ridurre in pochi anni i recipienti rigidi per alimenti. E alla normativa potrebbe anche allinearsi la Confederazione.

mspignesi@caffe.ch
04.11.2018


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