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A Lyss l'opera dentro uno spartitraffico è ormai virale
Immagini articolo
Rotatorie palcoscenici,
una vetrina per artisti
PATRIZIA GUENZI


Da poco più di spartano spartitraffico ad un vero e proprio palcoscenico per opere d’arte. Così, nel giro di pochi anni, si sono trasformate le rotatorie in Svizzera. Chiamate anche impropriamente "rotonde", e che in passato, soprattutto in Ticino, hanno soppiantato tutta una serie di semafori salvo poi dire - è capitato recentemente sul Piano di Magadino, per cui siamo pure andati a votare per eliminare le rotatorie -, salvo poi dire che, magari, chi lo sa?, col verde e il rosso il traffico scorrerebbe più regolarmente. Ma questo, ora, centra poco. Dicevamo di come si sono trasformate. Da lieve promontorio attorno a cui girare, al massimo con sopra due piantucole, qualche pietra o anche niente, a curiose installazioni. Spesso opera di artisti. Veri e propri elementi decorativi della strada, molto appariscenti e spesso molto costose. L’ultima, è spuntata lo scorso maggio a Lyss, nel canton Berna, immediatamente diventata virale su social e che ha fatto il giro del mondo per il suo design semplice e intelligente. Rappresenta un giradischi.
In Ticino le rotatorie superano il centinaio, mentre a livello nazionale non si sa quante siano. Sono di competenza dei comuni e Berna non ha mai fatto un censimento. Ma sono sicuramente tante. E fanno discutere. Soprattutto quelle più "belle", colpevoli, secondo molti, di rallentare il traffico dato che gli automobilisti si soffermano a guardare l’insolito oggetto che sta lì in mezzo. Impossibile, infatti, non rallentare e ammirare la riproduzione in scala del Weisshorn, una cima a oltre 4.500 metri sopra il mare, con attorno i rifugi alpini, che si trova all’entrata del villaggio di Randa (Vs). O il gigantesco dinosauro vicino a Porrentruy (Ju), che simbolizza le orme e i fossili risalenti al Giurassico trovati nella regione. E che dire del curioso carrello della spesa gigante, con dentro tanti pacchi regalo, a Bienne (Be), o del maggiolino Wv capovolto al centro di una rotatoria-fontana a Buchs, (Zh). Ma in Svizzera, nella ricca Svizzera, le rotatorie si fanno anche sottoterra. Nel 1999, a Frauenfeld, è stata infatti inaugurata la prima, dentro una sorta di grande sottopasso. Ne esistono poi moltissime altre che di fatto sono una vetrina per i giardinieri. Composizioni molto belle e particolari che cambiano di stagione in stagione e che testimoniano l’arte e il sapere del vivaista di turno. Ci sono poi quelle vuote, enormi gusci senza contenuto, come la super-rotonda di piazza Castello a Locarno. Una triste arena che si anima soltanto nei giorni del Locarno Festival. "Se la prima funzione di una rotatoria è quella di agevolare il traffico, la seconda è che deve però anche risultare esteticamente gradevole", sottolinea l’urbanista Pierre-Alain Rumley.
Sulla prima rotatoria costruita nel mondo, le versioni sono discordanti. C’è chi dice a New York, nel 1905, altri Regno Unito, Piccadilly Circus, nel 1819. Comunque sia, da lì si diffusero poi rapidamente in tutta Europa. Il loro uso generalizzato cominciò a prendere piede negli anni Sessanta grazie alla convinzione che queste isole spartitraffico circolari potessero risolvere i frequenti ingorghi di traffico e i relativi problemi di sicurezza stradale. Convinzione oggi ormai scemata.  
Tornando alla Svizzera, Friederike Schmid è uno dei principali contatti dei Comuni quando si tratta di realizzare una nuova rotatorie. Suoi, infatti, alcuni dei progetti artistici più famosi. Anche se la prima a vincere un premio è stata "Incontro", votata nel 2015 come la più bella della Svizzera, opera dell’artista greco Costas Varotsos. Si trova a Bützberg, nel canton Berna.
pguenzi@caffe.ch
01.09.2019


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