In Australia soppressi in passato milioni di conigli e ora...
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Una strage... bestiale
iniziata molti anni fa
MARINA CAPPA


Su 300mila koala, almeno 30mila sono bruciati o soffocati. Migliaia di opossum, volpi volanti, quokka e wombat, ornitorinchi e naturalmente canguri. Gli incendi che hanno devastato l’Australia hanno portato la morte non solo fra gli uomini. La strage "bestiale" (che l’associazione per i diritti animali Peta quantifica in 1 milione di esemplari) commuove il mondo con foto di esseri sofferenti e volontari che affrontano il fuoco per salvarli.
Tuttavia, sono proprio gli australiani che l’anno scorso avevano annunciato l’intenzione di abbattere entro il 2020 almeno due milioni di gatti inselvatichiti, accusati di uccidere uccelli e altri piccoli animali, considerati nocivi e quindi destinati a essere eliminati con salsicce al veleno e terribili trappole. Mentre in passato, a metà del Novecento, sempre in Australia, milioni di conigli - pronipoti dei primissimi, importati dall’uomo nel Settecento - erano stati uccisi.
Insomma, quelli che da noi sono animali simpatici e di compagnia là vengono abbattuti. Ogni cultura, d’altra parte, ha le proprie propensioni e avversioni. Che diventano tanto più marcate nel momento in cui in un Occidente che fa sempre meno figli le bestiole da compagnia si diffondono, aumentano gli studi veterinari e lievitano le spese per il proprio compagno quadrupede. Se da tempo si parla dei cani mangiati dai cinesi (le stime sono di circa un milione), meno note sono le camere a gas studiate dai giapponesi per abbattere cani e gatti nokorimono: sono i cuccioli "avanzati", a tre mesi nessuno ancora li ha acquistati e quindi vanno eliminati.
In Europa la vita (almeno per alcuni animali, non a caso periodicamente si rendono necessarie struggenti campagne contro l’abbandondono dei cani) è meno bestiale. In Svizzera, secondo le statistiche, una famiglia su quattro ha un gatto, che quanto a preferenze umane batte il cane, per un totale di 1,35 milioni di felini. Mentre oggi in Italia ogni 100 abitanti, 53 hanno un animale domestico.
Tornando però all’Australia, dove la mattanza climatica è in corso, un discorso particolare meritano i canguri, cui i registi Kate e Michael McIntyre hanno dedicato un documentario. Chi lo vede non può non rimanerne turbato. Basta però che ricordi che quei massacri poi riguardano anche noi. Noi che nei negozi (ce n’è uno per esempio nel centro di Firenze) compriamo borse spacciate di alta qualità perché in pelle di canguro. O che nei ristoranti sperimentiamo l’"esotico" hamburger di canguro.
19.01.2020


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