Verbania e Ticino e il sogno di unirle con un metrò
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I Walser in Piemonte
con un tunnel ferrato
GIANFRANCO QUAGLIA


Il sogno inseguito da anni, forse da secoli, da due comunità opposte, potrebbe essere vicino alla realtà. E due Paesi, Italia e Svizzera, ancora di più uniti da un tunnel ferrato: il "metrò dei Walser". Non è fantascienza. Se l’antica popolazione di pastori scavalcò le Alpi lasciando tracce dialettali, culturali e d’insediamento sul versante italiano, ora è forse venuto il momento di amalgamare usi e tradizioni. Le montagne che separano la Val Formazza (nell’Ossola) e Bosco Gurin (in Vallemaggia), potrebbero essere perforate per consentire a una funicolare o un trenino, di unire i due versanti.
Il Piemonte non è solo Tav, il treno ad alta velocità che dovrebbe aprire nuovi orizzonti tra Italia e Francia, gettare le basi per il futuro corridoio ferroviario Lisbona-Kiev e cambiare il volto ai collegamenti. Si sta pensando anche a opere in apparenza figlie di un Dio minore, in realtà necessarie a risollevare le sorti economiche di valli da troppo tempo sottotono. Già nel 1998, fu proposto dall’Italia, attraverso la Comunità montana Antigorio Formazza e per parte svizzera dalla società Grossalp, proprietaria degli impianti sciistici di Bosco Gurin, un collegamento transfrontaliero tra Fondovalle (Comune di Formazza, Verbania) e Bosco Gurin.
Una soluzione pensata per collegare Formazza con le piste da sci di Bosco Gurin, arrivò nei pressi dell’alpe Grossalp (2.000 metri sul livello del mare): l’intenzione era di dare origine a un comprensorio sciistico-alberghiero sul versante italiano, mentre Bosco Gurin (dove c’è soltanto un albergo con 12 camere, oltre ad alloggi per gruppi e case di vacanza) con le sue piste da sci avrebbe compensato le reciproche carenze. L’idea fu abbandonata a partire dal 2000, sostituita da altre priorità.
Torna ora di forte attualità all’inizio del secondo ventennio in quanto i due comuni avvertono forte l’esigenza di uscire da un lungo isolamento e dal letargo economico che li ha colpiti: da una parte Formazza (445 abitanti), dall’altra Bosco Gurin (55 residenti): un declino demografico che ha inciso rispettivamente per il 25 e il 70 per cento. Accomunati in questo "downgrading" come si direbbe in economia, le due amministrazioni con i sindaci (Bruna Papa di Formazza) e Alberto Tomamichel (Bosco Gurin) hanno stretto un patto per uscire dal declassamento. Primo passo, rispolverare dal cassetto l’antico progetto del collegamento, ribattezzarlo in "Metro dei Walser", e puntare alla realizzazione. Il progetto ha una sua fattibilità anche economica e rientra, per la Regione Piemonte, nel Documento Unico di programmazione che in sostanza dà possibilità di fruire dei finanziamenti europei. Di più: a rendere possibile la fattibilità esiste anche il Programma transfrontaliero Interreg II. Insomma, molte carte da giocare che sarebbe un peccato riporre nuovamente negli scaffali.
I due sindaci hanno firmato una dichiarazione d’intesa in cui si legge che il collegamento (un tunnel ferrato di modeste dimensioni per il passaggio di un trenino) tra Bosco Gurin e la Valle Formazza è inserito nel Masterplan Alta Vallemaggia promosso dai comuni della Vallemaggia (Ascovam), il piano di sviluppo regionale nato nell’ambito della politica economica regionale della Confederazione elvetica.
L’obiettivo punta a uno sviluppo ambizioso, che va oltre il breve tunnel tra i due paesi. "L’opera - si legge nel documento - permetterebbe di collegare l’alta Vallemaggia con l’asse del Lotschberg (Domodossola) e contribuire alla realizzazione di un circuito alpino, insieme al progetto di collegamento della Vallemaggia con la Valle Leventina creando sinergie con la regione turistica della Val Formazza".
02.02.2020


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