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Flavio Montrucchio
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"Sì, la 'Casa' mi ha lanciato
ma poi ho studiato tanto"
ALESSANDRA COMAZZI


Erano i tempi d’oro del Grande Fratello, quando ancora si voleva fingere che gli ospiti rinchiusi nella "Casa" potessero rappresentare un esperimento sociopsicologico così caro agli intellettuali. Flavio Montrucchio, nato a Torino nel 1975, allora bancario, arrivò a seconda edizione iniziata, anno 2001: e ancora i vicini dei suoi piemontesissimi genitori ricordano le preoccupazioni della mamma. Temeva che il bel figliolo fosse stato buttato nella mischia per fare il rubacuori, e a lei quel ruolo proprio non piaceva. Poi Montrucchio seppe comportarsi bene, sviò ogni trappola, e vinse. Questa vittoria lo lancia nel mondo dello spettacolo. "Ma da quel momento - ricorda - ho cominciato a prepararmi, ho studiato recitazione e canto, sono stato molto attento alle mie scelte".
Sono due i bei ragazzi torinesi usciti dalla trasmissione inventata dagli olandesi, lui e Luca Argentero. Entrambi si sono fatti strada nel mondo dello show business, e con serietà. "Come mi ha condizionato il Gf? - si chiede oggi Montrucchio -. È stato il primo programma che mi ha fatto conoscere al pubblico, ormai vent’anni fa. Ma non mi ha aiutato nel mondo del teatro, ho dovuto sempre reinventarmi, nulla è scontato. So bene che ogni volta bisogna ricominciare da capo, mantenendo in ogni situazione i piedi per terra (e magari lo sguardo al cielo...). So di essere un "bogia nen", ma è questo che mi consente di andare avanti nella professione". È sposato dal 2003 con Alessia Mancini, hanno due figli, e adesso stanno registrando un programma insieme, Junior Bake Off, dedicato ai pasticcieri in erba. È davvero singolare un matrimonio così riuscito e duraturo nel mondo della televisione: "Sì, sono sposato da 17 anni, rimasi folgorato da mia moglie e dopo un mese ci sposammo. Non è che non facciamo fatica, anzi. Ma su tutto domina l’affetto e il piacere di stare insieme".
Oltre al programma di pasticceria, Montrucchio conduce su Real Time Primo appuntamento. "Succede - racconta - che facciamo incontrare due persone che non si sono mai viste. Sempre in perfetta ottemperanza alle attuali regole anti Covid, che naturalmente ci hanno condizionato ma non abbattuto, la coppia va in un ristorante, cena. Un appuntamento al buio, ma sotto le luci della tv. Sanno di essere ripresi, ma possono dimenticare tranquillamente che ci sono le telecamere nascoste, peraltro invisibili. Devo dire che io al Grande Fratello non lo dimenticavo mai. Comunque, i due si conoscono, possono piacersi oppure no. Se si piacciono, continueranno a vedersi. Altrimenti, finisce tutto lì. Può essere considerato un gioco, un’occasione o comunque un’esperienza: una coppia che ha partecipato si è persino sposata. Rispetto al format originale uso spesso alleggerimenti in chiave comedy, grazie agli autori che mi danno fiducia - continua -. Molti nostri partecipanti sono particolari, anche un po’ strani, fuori dal comune. Talvolta chi è eccentrico ha problemi a trovare l’anima gemella, ma noi siamo lì proprio per dare un aiuto. Real Time è davvero la televisione del reale. Noi non inventiamo niente, diamo soltanto la possibilità di partecipare anche a chi si trova fuori dai canoni convenzionali, estetici o psicologici".
Montrucchio ha recitato anche a teatro: "Amo molto i musical, mi è piaciuto cantare e ballare in Grease, in Sette spose per sette fratelli. Ho un sogno nel cassetto, mi piacerebbe tanto che si realizzasse. Invece che interpretare un musical già scritto, vorrei realizzarne uno nuovo, mettendo in scena le avventure di Bud Spencer e Terence Hill. In chiave, appunto, di teatro musicale. Lo chiamavano Trinità, Continuavano a chiamarlo Trinità, Più forte ragazzi, Altrimenti ci arrabbiamo: sarebbe bello reinventarli in palcoscenico. Io ci spero".
23.01.2021


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