Strategie e cambiamenti del 45mo presidente Usa
Immagini articolo
Il nuovo mondo
secondo Trump
LUIGI BONANATE


Sono passati poco più di due mesi dall’elezione - per certi versi clamorosa - di Donald Trump alla carica di 45esimo presidente degli Stati Uniti. E per il tycoon newyorkese è arrivato anche il giorno dell’investitura ufficiale. Da ieri, sabato 21 gennaio 2017, è lui l’inquilino della Casa Bianca. Ma come cambierà il mondo secondo il progetto di Donald Trump? Fin dalle prime settimane dopo il voto d’inizio novembre 2016 si è capito che molte cose sono destinate, almeno politicamente, a cambiare. Intanto la nuova amministrazione americana progetta un cambiamento di rotta nei confronti dei principali attori sul piano internazionale. Un allontanamento da Cuba e dall’Iran, rapporti migliori con la Russia, posizione più critica nei confronti della Cina e dell’Unione europea, oltre ad una minore egemonia (soprattutto economica) nei confronti degli altri Paesi membri della Nato sembrano essere i primi passi dal profilo diplomatico dell’era Trump. Dal punto di vista economico, invece, il nuovo presidente promette di diminuire le tasse, sia alle imprese - a cui intende garantire incentivi al rimpatrio delle attività - sia alle persone fisiche. Si va poi anche verso una maggiore "deregulation" ambientale, con un deciso ritorno alle energie fossili. Sul piano interno, poi, pesano e peseranno il freno annunciato all’immigrazione e un massiccio piano di investimenti per rinnovare le infrastrutture.

Trump si propone di fare l’esatto contrario di ciò che il suo predecessore, presidente degli Stati Uniti ma anche leader della visione occidentale del mondo, ha fatto negli ultimi 8 anni. Che erano stati anni difficili perché il dopo 11 settembre era stato gestito in modo a dir poco irresponsabile dalla Casa Bianca. Raddrizzare gli errori di Bush non era, non è, e non sarà facile. Obama cercò, a sua volta, di fare il contrario del suo predecessore ma - come abbiamo dovuto verificare - non c’è riuscito. Trump ha fatto rapidamente i conti e ha capito che a ricominciare il giro dei contrari non rischiava di fare maggiori danni, e si è impersonificato nel personaggio del giustiziere che rimetterà tutto a posto, e darà a ciascuno il suo. Ma attenzione: non è detto che ciò che Trump ritiene sia "giusto" lo sia ugualmente per tutti noi, in Occidente, e oggi che il mondo si è ancora "allargato" e in pratica non ha più confini.
Ma più che la regola del "contrario" Trump dovrà adottare quella del "riaggiustamento": Obama aveva sdoganato l’Iran? E Trump lo vuole ricacciare all’indietro; Obama aveva rappacificato l’America con Cuba? E Trump vuole rifare di Cuba l’isola dei vacanzieri yankee. La Cina è troppo ricca e i suoi forzieri scoppiano di valuta Usa? Ebbene, bisogna fargliela scucire, ad esempio, costringendola a spese militari del tutto improduttive e che necessitano per natura di grandi investimenti. La Palestina non può continuare a perdere quegli ultimi fazzoletti di terra che vanno sotto il nome di "territori occupati"? Ebbene, aiutiamo Israele a realizzare nuovi insediamenti.
Ce la potremmo cavare sentenziando che se la politica di Obama era vagamente progressista, quella di Trump sarà tendenzialmente conservatrice. Ma le cose non sono così semplici, e probabilmente lo stesso Trump dovrà, un po’ per volta, accorgersene, intanto a partire dalla mina vagante, di cui non è ancora consapevole, rappresentata dalla classe dirigente che lo circonda: tanti vogliono un po’ dei vantaggi di questa nuova Amministrazione e le lotte intestine promettono di fare ben presto delle "vittime" (la figlia e la moglie non saranno certo lì per facilitare le cose...). Ma poi, ci sono anche la dura logica della politica internazionale che ha le sue regole, le sue convenzioni, e anche un sistema di diritto internazionale che non può essere (totalmente) calpestato. Il modo in cui, per ora, Trump ha proclamato le sue intenzioni in politica estera, verso la Russia specialmente, e in politica internazionale in riferimento alle migrazioni che, in modi vari, stanno attraversando il mondo, appare persino più ingenuo che inaccettabile. Nel caso della Russia, rischia di farsi imbrigliare da quell’astutissimo dittatore (che altro non è: sarebbe bene che l’Occidente se ne rendesse conto) che è Putin, che ha imparato da tempo (e quindi prima di Trump) che l’aggressività, l’arroganza, la violazione delle regole, almeno a breve termine, pagano. Trump può usare nei confronti della Russia esclusivamente l’argomento della forza militare, che ha in quantità incomparabile e probabilmente ne avrà ancora più nel prossimo futuro rispetto a quella russa, ma è ovvio che si tratta della politica più difficile e rischiosa che esista al mondo. Nel gioco atomico, un solo errore può equivalere alla guerra nucleare, e anche un giocherellone come lui non può non capirlo. Putin continuerà con la strategia del carciofo (una serie di piccole ri-conquiste di parti dello stato sovietico), e se Trump lo lascerà fare diverrà inarrestabile. L’alternativa? La diplomazia e la trattativa, potremmo pensare; ma a che proposito, e su che cosa? Trump non potrà usare le armi atomiche per sdoganare l’Ucraina e rischia di impigliarsi nella politica dei "piccoli passi", che è quella preferita da Putin che in questo modo è riuscito a diventare il dominus della vicenda medio-orientale, che è quella che rischia di rivelarsi oggi la più ostica.
Il Medio Oriente, infine, rappresenta il teatro di tutte le tensioni critiche dell’attuale società internazionale. La questione siriana, che è lungi dall’essere risolta e quella palestinese, a oggi insoluta, sono variabili territoriali complicatissime: smembrare la Siria, così offrendo alla Turchia l’egemonia sullo scacchiere, da un lato, e la sopravvivenza ad Assad? E dall’altro; procrastinare sine die la non-soluzione della questione palestinese, che - come sappiamo - è la via preferita dal governo di Netanyahu, in attesa di una nuova "intifada"? Queste non sono questioni che si possano risolvere con qualche pacca sulle spalle...
Ancora più drammatica e complessa è la questione migratoria, che è oggettivamente la più difficile da risolvere perché coinvolge il nostro comune sentire e richiede decisioni destinate a influire sul destino di milioni di persone: questo sembra il terreno che Trump non ha la minima intenzione di dissodare. Deve fare attenzione: le bombe demografiche hanno sovente guidato la storia al posto nostro...
22.01.2017


Articoli Correlati
IL DOSSIER


I fatti e le opinioni
sulle vicende S.Anna
IL DOSSIER

Economia
in ostaggio
di "Prima i nostri"
LA SOLIDARIETÀ


La generosità dei ticinesi
per i pastori delle steppe
L'INCHIESTA


Interrogativi sulle eredità
degli anziani maltrattati
L'INCHIESTA


Meno sesso
a pagamento


POPULISMO
VS POPULISMO
È finito lo scontro
fra destra e sinistra
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Il mercato milionario
che finanzia la Jihād
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Dopo la presa di Mosul
tornerà la guerriglia
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Ecco il nuovo volto
del terrorismo global
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Premiata a Locarno
la parodia del cinema
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Il nuovo mondo
secondo Trump
Sandro Cattacin
Sandro Cattacin
Gli attributi razzisti
della cronaca nera
Ritanna Armeni
Ritanna Armeni
A Renzi non si perdona
la "rottamazione"
Paolo Bernasconi
Paolo Bernasconi
Non si sfugge
alle nuove regole
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Libere di essere
mamme e lavoratrici
Alessandra Comazzi
Alessandra Comazzi
I manicaretti in tv
rischiano il flop
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Il pane come simbolo
della condizione umana
Marino Niola
Marino Niola
Lo straniero riassume
tutte le nostre paure
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Soltanto la prevenzione
potrà metterci al sicuro
Filippo Facci
Filippo Facci
È un voto politico
che paralizza il Paese
Roberto Alajmo
Roberto Alajmo
La Grande Migrazione
non si fermerà da sola
Roberto Nepoti
Roberto Nepoti
Per un Festival à la page
un'inedita sezione 2.0
Antonio Sciortino
Antonio Sciortino
Le Famiglie vere
eroine nella crisi
Roberto Vacca
Roberto Vacca
La caduta libera
del mito della sicurezza
Andrea Vitali
Andrea Vitali
Zimmer frei

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

LE INTERVISTE

I protagonisti
della cronaca

ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
29.03.2017
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 10 aprile prossimo
29.03.2017
Pubblicato il rendiconto 2016 del Consiglio della magistratura
28.03.2017
Sono aperte le iscrizioni ai corsi propedeutici di matematica, di lingua tedesca e di lingua inglese per l'ammissione ai Corsi per professionisti qualificati (MP2) di maturità professionale 2018/19
28.03.2017
Pubblicato il rendiconto 2016 del Consiglio di Stato
24.03.2017
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, quarto trimestre 2016
24.03.2017
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, marzo 2017
22.03.2017
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da mercoledì 22 marzo 2017 alle ore 11.00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
22.03.2017
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, febbraio 2017
17.03.2017
Concorso per la nomina di direttori/direttrici e vicedirettori/vicedirettrici delle scuole medie
14.03.2017
Servizio circondariale dello
stato civile di Bellinzona: nuovi orari
A partire dal 3 aprile 2017 entreranno in vigore i nuovi orari di apertura dello sportello.
DOMANDE E RISPOSTE

Leggi »

La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »
Gruppo
Ringier




I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Alluvione
in Perù
tre regioni
isolate

Francia
ucciso attentatore
all'aeroporto Parigi.
Era un francese

RINGIER

Dufourstrasse 23
8008 Zurigo
Svizzera

info@ringier.com
+41 (0)44 259 61 11

Abo-Service:
0848 880 850

www.ringier.ch