La nuova presidenza transalpina avvelenata dai "pirati"
Immagini articolo
Dagli Usa alla Francia
elezioni con gli hacker
REDAZIONE CAFFÈ


Dopo le presidenziali americane anche quelle francesi hanno visto gli hacker nel ruolo di "grandi elettori". Anche il voto per il nuovo inquilino dell’Eliseo, se non condizionato, figura avvelenato dai pirati online, che proprio alla vigilia del ballottaggio hanno inondato la Rete di ombre velenose. Emmanuel Macron, infatti, è risultato vittima di un "attacco hacker massiccio e coordinato", come ha denunciato lo staff del suo movimento "En Marche!". Un furto di dati sensibili non da poco (vedi articolo in pagina), visto che si parla di gigabyites, l’equivalente di migliaia di libri, che ha costretto la magistratura parigina ad aprire un’inchiesta, diffidando dal diffondere sui social media le "varie informazioni interne" rubate dai pirati .
Ma ciò non ha impedito, nella giornata di ieri, sabato, la diffusione in Rete di e-mail, documenti contabili e contratti dalla campagna del candidato centrista. Files ovviamente inviati in forma anonima su un sito web di condivisione. "I files che circolavano - ha confermato il movimento politico di Macron - sono stati ottenuti in parecchie settimane da hacker in caselle di posta private e pubbliche di diversi leader del movimento". En Marche precisa anche che i dati "piratati" documentano solo il normale funzionamento di una campagna presidenziale, ma quanto messo online costituisce un mix  di documenti autentici e falsi tale da seminare "dubbi e disinformazione".  Una diffusione velenosa considerata gravissima dalla stessa commissione nazionale di controllo della campagna presidenziale francese, al punto da ricordare che "sono in gioco la libera espressione del suffragio e la legalità dello scrutinio".
Nessuno, infatti, può valutare quanto la diffusione di questi dati ha influito sul voto che, nei pronostistici, vedeva Emmanuel Macron nettamente favorito con almeno venti punti di distacco sulla candidata di estrema destra, Marine Le Pen. L’ultimo sondaggio, infatti,  diramato dall’Istituto francese di opinione pubblica prima del "silenzio elettorale" attribuiva il 61 per cento dei voti a Macron e meno del 40 per cento alla leader del Fronte National. L’organismo di controllo ha ricordato che "la diffusione di informazioni false è suscettibile di costituire un reato, specialmente penale", esortando i media a non riferire sui documenti diffusi dai social network dopo l’attacco hacker e a non dare ulteriore eco al contenuto di questi dati.  
Ufficialmente non c’è alcun sospettato, anche se l’analogia dell’attacco informatico -subito ribattezzato "MacronLeaks" - con quello contro Hillary Clinton durante le presidenziali americane sembra puntare il dito contro hacker al servizio della Russia, ma si sospetta anche che l’azione sia partita dagli Stati Uniti. Tra i sostenitori di questa ipotesi anche l’inglese Ben Nimmo, ricercatore dell’Atlantic Council Digital Forensic Research, specializzato in guerra ibrida e sicurezza interna. Come riferito da vari media britannici, le sue prime ricostruzioni sulla pubblicazione dei files rubati rivelerebbero che dietro i primi tentativi di diffusione sui social network c’è un gruppo di estrema destra americano molto attivo in Rete.
07.05.2017


Articoli Correlati
IL DOSSIER

Economia
in ostaggio
di "Prima i nostri"
GRANDANGOLO

Lampi di guerra
e fulmini su Trump
L'INCHIESTA

Viviamo circondati
da 8mila videocamere
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

Dalle buche di Roma
a quelle di Bellinzona
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Ecco come l'Occidente
scoprì la globalizzazione
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Mosaici di guerra
dalla postazione Judy
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Lampi di guerra
e fulmini su Trump
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
La razza è un concetto
inventato della politica
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Premiata a Locarno
la parodia del cinema
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Alienati per il lavoro?
La cucina è l'antidoto
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Resta solamente
una sottile speranza
LE INTERVISTE

I protagonisti
della cronaca

ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
18.04.2018
Pubblicato il nuovo sito tematico "Mobilità ciclabile" della Sezione della mobilità [www.ti.ch/bici]
17.04.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, marzo 2018
10.04.2018
Pubblicato il rendiconto 2017 del Consiglio della magistratura
05.04.2018
Tiro obbligatorio 2018
28.03.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 9 aprile prossimo
22.03.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, marzo 2018
21.03.2018
L'Ufficio dei beni culturali (UBC) ospite della trasmissione RSI "Finestra popolare" per una serie di incontri dedicati al patrimonio culturale del Cantone Ticino.
21.03.2018
Aperte le iscrizioni all'evento "Un’altra opportunità è d’obbligo - La nuova procedura di annuncio dei posti vacanti" promosso dal Servizio aziende URC della Divisione dell’economia del DFE.
16.03.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, febbraio 2018
12.03.2018
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere Ticino, gennaio 2018 e quarto trimestre 2017

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Siria:
ispettori Opac
entrano
a Douma

Nicaragua:
almeno 10 morti
per le proteste
sulle pensioni