Il G20 di Amburgo ha trovato alcuni compromessi
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Accordo su commercio
e impegno sul clima


C’è l’accordo sul libero scambio e contro il protezionismo, non c’è invece l’accordo sul clima. E non c’è neppure una condanna precisa, netta, con l’introduzione di dure sanzioni contro il traffico di esseri umani.  In una Amburgo blindata e attraversata da violenti scontri che hanno portato all’arresto di 203 persone, si è chiuso ieri, sabato, il G20. I leader dei Paesi più industrializzati, tra i quali Donald Trump e Vladimir Putin che si sono incontrati per la prima volta, hanno dunque trovato una intesa sugli scambi commerciali. Un punto che alla vigilia di questo appuntamento appariva difficile, soprattutto tenendo conto della linea politica di Donald Trump, quell’America First che mira a dare priorità sempre e comunque agli Usa.
La dichiarazione finale del G20 contiene, dunque, un "impegno a combattere il protezionismo". Insomma, si è trovato una via di compromesso fra le posizioni europee e quelle del presidente americano Trump. La formula scelta è di equilibrio: da una parte si dice che i Paesi si impegneranno appunto contro il protezionismo, dall’altra si afferma che i singoli Paesi avranno in alcuni casi il diritto di tutelare i propri mercati. Un escamotage, certo. Ma è comunque servito a convincere il presidente Trump a smussare la sua posizione oltranzista che, come detto, si prefigge di proteggere le aziende nazionali dalla concorrenza straniera.
Niente da fare, invece, sul fronte della lotta al riscaldamento globale. Doveva essere uno dei temi qualificanti di questo vertice di Amburgo, invece i leader del G20 non hanno fatto passi avanti. Nel comunicato finale prendono atto della decisione degli Usa di ritirarsi dall’accordo di Parigi, ma lasciano una porta aperta ribadendo l’impegno degli altri Paesi e dell’Unione europea ad attuare completamente gli impegni previsti. Trump - nel documento finale del vertice - ha strappato una concessione. Perché gli Stati Uniti possono "cooperare strettamente con altri partner per facilitare il loro accesso e il loro utilizzo più pulito ed efficace delle energie fossili, aiutandoli a sviluppare quelle rinnovabili e altre fonti di energia pulita". Una dichiarazione non vista bene da tanti. Perché di fatto autorizza  un componente del G20 (l’America) a seguire una politica individuale che va contro quella degli altri diciannove.
Niente da fare, invece, per una più incisiva lotta al traffico di esseri umani. L’opposizione di Russia e Cina ha bloccato praticamente sul nascere il tentativo di Bruxelles di far inserire nel documento conclusivo di questo vertice di Amburgo l’obiettivo di ottenere delle sanzioni Onu mirate contro appunto i trafficanti di esseri umani. Il testo finale, è frutto di un debole compromesso che alla fine non soddisfa nessuno. Perché si prendono soltanto impegni piuttosto vaghi contro i trafficanti. Si dice che c’è sì l’impegno di portarli davanti alla giustizia, ma non ci sono le misure contro gli scafisti e chi li protegge e li finanzia auspicate da tanti, a cominciare dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk.
Di questo vertice, infine, resterà comunque il positivo primo incontro Trump-Putin con l’accordo per la tregua in Siria. tanti osservatori si chiedono già quanto durerà realmente. Ma intanto il faccia a faccia di due ore, definito dal presidente Usa "eccezionale", ha contribuito a distendere i toni. Il segretario di Stato americano Rex Tillerson ha dichiarato che la zona coperta dalla tregua riguarda anche la sicurezza della Giordania ed è una "parte molto complicata del campo di  battaglia siriano, penso che sia il primo segnale di come Usa e Russia possano lavorare insieme in Siria".
09.07.2017


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