Dall'ambiente alla sanità The Donald "abbatte" il passato
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Le spallate di Trump
alle riforme di Obama
ALESSANDRA BALDINI


Con un "uno due" ben assestato Donald Trump ha steso per  ko tecnico la "legacy" di Barack Obama. Frustrato dall’imbarazzante incapacità dei suoi compagni di partito al Congresso di smantellare Obamacare, il presidente americano ha dato una spallata ad alcuni capisaldi della riforma sanitaria messa in atto dal suo predecessore. Gli annunci arrivati tra giovedì e venerdì da Washington sono stati l’ultimo colpo inferto ad una serie di conquiste civili con cui Obama aveva cercato di cambiare l’America sulla base dei suoi slogan del 2008: Hope, speranza per tutti e Yes we Can, si può fare.
Trump ha deciso di agire da solo usando sino in fondo tutti i suoi poteri presidenziali come aveva fatto alcune settimane fa dalla Roosevelt Room per incrinare le sicurezze dei "dreamers", i minorenni portati negli Usa da genitori clandestini a cui Obama aveva aperto una strada per la cittadinanza e che adesso rischiano la deportazione. Ha usato cioè i decreti o, come si dice a Washington, due ordini esecutivi per aprire profonde crepe nella riforma della salute di Obama: sulla carta agevolando, come ha detto lui, "milioni e milioni di persone". In realtà creando la possibilita’ di polizze assicurative di breve durata e a basso costo, con meno garanzie e meno benefici per i contraenti, che attireranno una fascia di popolazione giovane e sana a scapito dei cittadini più anziani o di chi ha problemi di salute preesistenti i cui costi assicurativi saliranno alle stelle.
Per Trump è una questione di mercato così come per Obama era una questione di principio: il diritto di tutti e soprattutto dei più poveri alla salute. A riprova di questa impostazione, nel cuore della notte Trump ha assestato il secondo affondo a Obamacare ordinando il taglio dei sussidi federali che permettevano alle mutue private di offrire polizze alla portata dei suoi concittadini più indigenti. Potrebbe essere per la riforma di Obama il colpo di grazia: il rischio è che le mutue escano dai "mercati delle assicurazioni" creati dall’Affordable Care Act, una volta spariti i nove miliardi di dollari previsti il prossimo anno e i quasi cento miliardi del prossimo decennio.
Si tratta di "primi passi", quelli intrapresi dal tycoon di Fifth Avenue, con effetti che probabilmente si vedranno non prima di un anno, senza grosse conseguenze quindi sui rinnovi delle polizze dell’Obamacare previsti all’inizio di novembre. Per democratici come Nancy Pelosi e Chuck Schumer, rispettivamente leader della minoranza alla Camera e al Senato, Trump "ha voluto punire i cittadini americani per l’incapacità dei repubblicani di portare ai voti una riforma credibile". E tuttavia il messaggio, e la sfida al Congresso, sono chiare: se il partito della Casa Bianca, che controlla entrambe le Camere, non lo seguirà lungo questa strada, il presidente è pronto a andare da solo.
Trump ha fatto così del resto in numerose altre occasione da quando il 20 gennaio si è insediato alla Casa Bianca. Oltre che sui "dreamers", contro il parere delle gerarchie del Pentagono, ha messo in crisi i sogni dei transessuali determinati a servire il Paese entrando nelle forze armate. E sempre per le vie amministrative il presidente ha demolito la legacy ambientalista di Obama rinunciando all’accordo di Parigi in difesa dell’industria estrattiva e del carbone. Colpi di forbice anche sui confini dei parchi nazionali che Obama, ma anche il suo predecessore George W. Bush, avevano allargato. Il riposizionamento della Fortezza America entro i confini domestici si è articolato proprio negli ultimi giorni col ritiro degli Usa dall’Unesco, l’agenzia dell’Onu per la cultura, con il ripensamento sull’accordo nucleare con l’Iran nonostante le proteste dell’Europa e di una parte della stessa amministrazione, e da ultimo la minaccia della marcia indietro sul Nafta.
Ma il colpo più grosso Trump lo ha fatto all’inizio del suo mandato con la nomina, confermata dal Senato, del giudice della Corte Suprema Neil Gorsuch: la garanzia per il movimento conservatore che ogni sfida della Casa Bianca alle riforme sociali di Obama avrà un percorso politico più facile.
15.10.2017


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