Medio Oriente, Estremo Oriente, Europa e Usa nel 2018
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I quattro focolai
della geopolitica
LUIGI BONANATE


La geografia politica sta diventando il modo più chiaro per leggere il mondo: nel declino dei valori, dei sogni di potenza e delle grandi divergenze storiche, in questo grande declino del tutto - si potrebbe dire - ciò che permane e continua ad avere senso e a dettare le azioni politiche è il territorio, la conquista o riconquista del proprio, l’espansione o l’occupazione di quello altrui. Non esistendo più chiare ed evidenti dominazioni mondiali, la dimensione regionale, cioé quella che "contiene" grandi problemi o grandi novità, è la chiave che ci aiuta a far interagire tra loro caso e probabilità.

Medio Oriente
In termini di probabilità la situazione mediorientale continuerà a restare - come è da anni e anni - la più delicata: in essa è  nata la grande "madre" di tutte le guerre recenti che è quella strisciante che dura da più di mezzo secolo tra Israele e Palestina. Ogni tanto la scordiamo ma cova sempre, come il fuoco sotto la cenere. In passato, ciò ha provocato una serie di estemporanei e imprevedibili scoppi; ma oggi  l’"esondazione" del problema principale e primigenio ha colpito tutti i Paesi di quello che una volta gli strateghi chiamavano l’arco della crisi (dall’Africa dell’Ovest fino alle Filippine) e che ora sono diventati quella di una guerra che non si ferma mai, che si sposta dall’Iraq alla Siria, dalla Libia allo Yemen: ciascun episodio sembra rinchiuso in se stesso, ma se li guardiamo tutti insieme non possiamo non temerne, anche a breve termine, una reazione a catena che potrebbe incendiare tutto il Medio Oriente. Appiccato da chi? Potrebbe essere l’Iran così come l’Arabia Saudita, Israele come lo Yemen: meno importante è chi sarà a farlo, rispetto al dove. Tutta l’Africa sta a guardare; ma nulla se ne può dire, se non che sarà la protagonista del prossimo mondo: è grande, ricca e popolosissima... chi crede di poter intervenire a partita in corso - la Russia di Vladimir Putin come gli Stati Uniti di Donald Trump - rischia soltanto di accrescere il polverone e di aggiungere destabilizzazione a tensione.

Estremo Oriente
Si direbbe che nel mondo di domani, ovvero quello che ci sta raggiungendo, più nessun attore sarà in grado di orientare il futuro: nessun caso lo dimostra più chiaramente della  Corea, che nessuno immaginava avrebbe avuto gli sviluppi missilistici che ormai conosciamo. Sembra insensato temere che Kim Jong-un possa far scoppiare una guerra, ma ha talmente sorpreso il mondo negli ultimissimi anni, da escludere ogni certezza. Ma potrebbe persino succedere che scendesse a più miti propositi. E se così fosse, la spiegazione potrebbe essere cercata piuttosto vicino che lontana, cioé in Cina piuttosto che in America. Trump non ha nulla per rendersi credibile agli occhi di una Corea povera, affamata e isterica che non può sfidare o trascurare un vicino come la Cina, che non ha nulla da guadagnare in eventuali coinvolgimenti militari.

Europa
È semmai in questa parte di mondo, e in essa nel suo Stato più esteso, la Russia, che potrebbe spuntare qualche novità: Putin si sta rivelando sempre più determinato ad assumere quel ruolo che avrebbe potuto spettare agli Stati Uniti che però non l’hanno saputo cogliere, pur avendo le risorse per farlo. Putin non ne ha altrettante, ma svolge una politica di grande potenza, cercando di entrare in tutti gli scacchieri, senza che nessuno lo freni.

America (ovvero, Stati Uniti)
Per certi versi Trump assomiglia a Putin, del quale però non ha la stessa lucidità, e colpisce un po’ a caso: un giorno sono gli immigrati, ieri era Cuba, ma anche l’Iran. I suoi bersagli mutano in continuazione, ma non ne colpisce alcuno, e per fortuna, verrebbe da dire. Ma più che altro, ciò che stupisce e preoccupa è la totale e comune assenza di un disegno politico: non c’è Paese al mondo che sappia immaginare il futuro, suo e degli altri. Da tanta incertezza è difficile che esca qualcosa di buono. Forse il posto giusto per programmarsi le prossime vacanze è la Patagonia, che ha una densità di 2 persone per chilometro quadrato...  

l.b.
17.12.2017


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