Arrestato a Mosca il blogger-oppositore Aleksei Navalny
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Proteste contro Putin
"Non è il nostro zar!"


"Non è il nostro zar". Con questo slogan i sostenitori del blogger Aleksei Navalny, uno dei più accesi oppositori del presidente russo Vladimir Putin, sono scesi in piazza ieri, sabato, in decine di località della Russia. Almeno un migliaio di manifestanti sarebbero stati fermati. Lo stesso Navalny è stato bloccato dalla polizia in viale Tverskaia, a Mosca, prima che potesse raggiungere il grosso dei manifestanti, come ha riferito l’osservatorio speciale indipendente "Ovd-Info".
Le proteste sono state organizzate in vista dell’insediamento al Cremlino di Putin per il suo quarto mandato presidenziale, ufficialmente previsto per domani, lunedì, a meno di due mesi dal suo trionfo elettorale alle presidenziali, con il 76% dei voti.  Le manifestazioni di Mosca e di San Pietroburgo non erano state autorizzate. Il leader dell’opposizione Navalny, che era stato avvertito dalla polizia di non organizzare manifestazioni non autorizzate, aveva dichiarato: "Costringeremo le autorità, composte da imbroglioni e ladri, a prendere in considerazione i milioni di cittadini che non hanno votato per Putin".
Il corteo a Mosca è cominciato attorno alle 14 di ieri, sabato. In piazza Pushkin un gruppo di nazionalisti che sostengono il "Cremlino", del movimento Nod (Movimento di liberazione popolare), si è schierato contro i manifestanti della protesta anti-Putin. I due gruppi si sono sfidati a colpi di slogan. "Putin. Patria. Libertà", urlavano i nazionalisti sostenitori dell’attuale presidente. "Russia senza Putin", scandivano in coro i dissidenti, molto più numerosi. L’intervento della polizia russa ha provocato un fuggi-fuggi tra i dimostranti.
Le proteste sono iniziate nelle regioni russe dell’estremo oriente e della Siberia, con decine di manifestanti fermati. Ci sono stati tafferugli con le forze di sicurezza a Krasnoyarsk. A Tomsk è stata fermata la coordinatrice locale del movimento di Navalny, Ksenia Fadeeva. "Gli arresti sono stati condotti in modo indiscriminato - hanno riferito alcuni osservatori indipendenti -. Alcuni fermati presentavano anche graffi e lividi". A Novokuznetsk, nella Siberia sud-occidentale, le manette sono scattate nei confronti di una decina di minatori.
Ma chi è veramente Aleksei Navalny?  Si tratta di un avvocato russo di 41 anni che è riuscito a mobilitare una parte del Paese, soprattutto i giovani È sempre stato oscurato dalle televisioni. Navalny non ha alle spalle un partito politico, né un programma definito e nemmeno un bacino di voti consistente, ma dal suo blog, da sempre, si scaglia contro la corruzione.  
Il giorno di Natale, la commissione elettorale centrale di Mosca aveva bloccato la sua candidatura alle presidenziali, definendolo "ineleggibile per problemi con la giustizia". Si  riferiva ad  una controversa condanna a 5 anni per appropriazione indebita da lui subita in passato. Navalny ha sempre sostenuto che si è trattato di una sentenza politica. Arrestato e incarcerato più volte, il blogger da tempo denuncia la corruzione della classe dirigente russa e, in particolare, dell’entourage di Putin.  
Già nel 2012,  le manifestazioni per protestare contro il terzo mandato di Vladimir Putin erano degenerate  con arresti di massa. Una trentina di manifestanti, allora, erano stati condannati a pene anche fino a 4 anni e mezzo di carcere.
06.05.2018


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