Rientrata la crisi politica in Italia sul decreto fiscale
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Salvini e Di Maio,
gli "amici ritrovati"
REDAZIONE CAFFÈ


Mentre gli investitori stanno abbandonando l’Italia (da agosto sono partiti verso l’estero, molti in Svizzera, ben 17 miliardi), a Roma è andata in scena la "pace ritrovata" fra la Lega e il Movimento 5 Stelle.
Alla fine del Consiglio dei ministri, convocato ieri, sabato, in tutta fretta dal presidente Giuseppe Conte per rispondere alla lettera della  Commissione europea, che ha bocciato il progetto di bilancio italiano, e mettere fine ad una bagarre fra i sui vice, è stato riscritto il decreto che aveva fatto litigare Matteo Salvini e il leader del Movimento 5 Stelle Di Maio. Il condono ci sarà, ma in versione ridotta: la "pace fiscale" varrà solo per chi ha fatto la dichiarazione dei redditi. Dal testo saranno cancellati lo scudo fiscale e il condono penale per il rientro dei capitali all’estero. "La non punibilità prevista in precedenza avrebbe dato un segnale di fraintendimento - ha chiarito il premier Conte - viene introdotto una specie ravvedimento operoso". Ovvero la possibilità di presentare una dichiarazione integrativa fino ad un massimo del 30% in più rispetto a quanto già dichiarato. Il tutto - è stato precisato - con un tetto di 100 mila euro per anno d’imposta.
Pace fatta fra Lega e M5stelle, dunque. "Amici ritrovati", come ha detto Luigi Di Maio che poi si è recato alla grande festa del movimento al Circo Massimo di Roma. "Amici mai persi", come ha aggiunto Salvini, dopo una settimana di insulti. Dal "non passo per scemo" e "basta sceneggiate" del leghista, al "non sono un bugiardo né distratto" del pentastellato. Il tutto all’insegna delle "manine" misteriose che avrebbero modificato il decreto sul condono fiscale approvato settimana scorsa con tanto di "scudo" per i capitali all’estero e l’impunibilità in caso di riciclaggio. Manina che Conte ha ridimensionato a "fraintendimento".
Ma la serie di "complimenti", conditi con la minaccia di Di Maio di denunciare il misfatto in procura, non hanno fatto bene all’economia italiana. Lo spread, la differenza di rendimento fra un titolo di Stato italiano e uno tedesco, è salito oltre i 340 punti, raggiungendo i massimi dal 2013. Il taglio del rating da parte di Moody’s, una delle più importanti agenzie di valutazione della solidità finanziaria di società e Stati, ha declassato l’Italia a "BAA3". In pratica viene considerata un Paese per investimenti "di media qualità, soggetto "a rischio futuro". Sullo stesso livello di Romania e Ungheria. Un punto in meno ancora e sarebbe rientrata nell’area sconsigliata per gli investimenti.
Una valutazione che non ha impensierito il vicepremier Di Maio,  che ha detto di aver accolto il responso di Moody’s "con un grande sorriso: ce l’aspettavamo". In merito al chiarimento avuto nel Consiglio dei ministri, Di Maio ha dichiarato che "grazie a questo decreto nasce uno Stato amico che aiuterà la parte più debole dei contribuenti".
Parole di soddisfazione anche da Salvini: "Finalmente si chiudono due o tre giorni surreali. Nessuno aveva intenzione di scudare, condonare, regalare, non tutto il male vien per nuocere, tutto è bene quel che finisce bene". C’è l’accordo, ha aggiunto il ministro dell’Interno "per recuperare quello che c’era nel contratto e non aveva trovato spazio, il saldo e stralcio delle cartelle di Equitalia, per le persone che versano in difficoltà economiche. Chiudiamo questa settimana con serenità, fiducia, compattezza e con questo impegno".
Rispetto alla lettera della Commissione Ue che ha segnalato "un non rispetto particolarmente serio con gli obblighi del Patto di stabilità", Conte ha assicurato che il rapporto con le istituzioni europee si svolge in un "clima di dialogo e di disponibilità". Ma non pensa di cambiare rotta. Di Maio, in precedenza, a nome del governo aveva  smentito che "si sia pensato a una riduzione del deficit che resta al 2,4%. Se dovessimo ridurlo non avremmo la riforma alla Fornero, il reddito di cittadinanza". Infine Salvini ha assicurato Bruxelles, ma impensierito la Francia: "Non c’è e non ci sarà nessun proposito di uscire dall’Ue o dal sistema della moneta unica. Stiamo bene in un continente, tranne ai confini della Francia. Ma là mando le pattuglie della Polizia e il problema è risolto".
21.10.2018


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