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Ancora tensioni nella ex colonia inglese nel week end
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Hong Kong come Parigi
la guerriglia senza fine
R. C.


Gli agenti sono arrivati in tenuta antisommossa, come hanno fatto in questi ultimi tre mesi di assedio. E sabato 7 settembre si sono schierati attorno all’aeroporto internazionale. La situazione a Hong Kong resta ancora "rovente", nonostante il ritiro formale della contestata legge sulle estradizioni in Cina, annunciato mercoledì scorso dalla governatrice Carrie Lam insieme ad altre iniziative per tentare di riavviare il dialogo. Una mossa politica che tuttavia è stata bocciata dal movimento dei manifestanti perché - come ha spiegato anche Joshua Wong, già leader del "movimento degli ombrelli" del 2014 - è stata ritenuta "tardiva e insufficiente".
E così Hong Kong sembra seguire lo stesso destino di Parigi. Da una parte i "gilet gialli", dall’altra i rivoltosi che ritengono minacciata l’autonomia speciale dell’ex colonia britannica. E ancora una volta, come in Francia, le manifestazioni si concentrano nel fine settimana. In particolare all’aeroporto, dove la polizia ha creato posti di blocco, mentre i servizi di trasporto sono stati rimodulati: la linea ferroviaria è operativa solo tra la stazione e l’aerostazione, saltando tutte le fermate intermedie. Gli autobus, inoltre, sono stati sottoposti a ispezioni e controlli accurati prima dell’arrivo al capolinea, mentre l’ingresso nell’aeroporto è aperto solo a chi presenta un documento di volo.
L’obiettivo dei manifestanti è di bloccare gli accessi all’aerostazione, nonché la linea ferroviaria e l’autostrada, causando disservizi di diverse ore. In uno spazio pubblicitario acquistato sul South China Morning Post, il popolare quotidiano locale in lingua inglese, l’Airport Authority ha sollecitato a "non fermare il viaggio di decine di migliaia di viaggiatori che usano l’aeroporto ogni giorno". Ma i cortei si sono estesi anche in altre parti della città, tra le stazioni della metropolitana e della polizia, e i parchi e le aree accanto ai palazzi governativi.
A far salire la tensione anche diverse voci che si sono rincorse negli ultimi giorni, come quella di un manifestante morto. Tanto che il governo di Hong Kong ha dovuto diffondere una nota per smentire l’esistenza di vittime nelle proteste e negli scontri in corso nell’ex colonia da quasi tre mesi, in particolare nelle manifestazioni del 31 agosto alla stazione della metropolitana Prince Edward. Le voci su una vittima si sono moltiplicate negli ultimi giorni sul web sulla scia della durezza della risposta delle forze dell’ordine. Il governo, oltre a citare la polizia, ha citato pure il rapporto dell’Hospital Authority secondo cui non c’è traccia di vittime legate ai fatti di Prince Edward. "Qualsiasi rumor online che dice cose contrarie va considerato non solo falso, ma anche calunnioso", ha commentato un portavoce dell’esecutivo ripreso dalle agenzie di stampa.
Manifestanti e polizia si erano scontrati qualche giorno fa e gli agenti avevano usato i gas lacrimogeni su Nathan Road per disperdere la folla che si era raccolta per chiedere al personale della stazione di Prince Edward di rilasciare i video del 31 agosto. Nei filmati delle telecamere di sorveglianza c’era la registrazione delle immagini con le unità d’elite che  attaccavano i dimostranti.
08.09.2019


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