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Il presidente americano ha parlato di "virus straniero"
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Trump sbaglia i conti
poi fa marcia indietro
ALESSANDRA BALDINI DA NEW YORK


Il governatore di New York, Andrew Cuomo, prevede per il suo stato "la stessa traiettoria" della Cina. Il medico del Congresso, Brian Monahan, paventa fino a 150 milioni di casi di contagio. Il New York Times parla di un milione e mezzo di decessi possibili. Mentre negli Usa è virtualmente impossibile sottoporsi al tampone, il presidente Donald Trump, si è svegliato dopo essere partito all’attacco del "virus straniero" bloccando inizialmente solo gli arrivi (non per americani, irlandesi, britannici, e "carte verdi") provenienti da Paesi europei.
Per gli americani "il rischio è basso, molto basso", aveva detto il presidente nel suo secondo discorso in prima serata alla nazione (il primo era stato quello sull’annuncio del muro con il Messico), mentre il virus era già arrivato negli Stati Uniti da settimane. Poi, la frettolosa marcia indietro, con la dichiarazione dello stato d’emergenza nazionale mentre Wall Street non smetteva di salire e scendere e i contagi aumentavano (2.175 sino a ieri sera, sabato, e 47 decessi). Il provvedimento annunciato consente di sbloccare 50 miliardi per combattere la pandemia e di mettere in campo iniziative per fare i test e guadagnare il tempo perso. La preoccupazione deve essere tanta, visto che Trump ha pure tolto i dazi sulle importazioni di apparecchi e prodotti medici dalla Cina. Insomma, un brusco cambio di rotta. Eppure sino a pochi giorni fa il presidente, 73 anni, aveva avvertito gli americani anziani: "State attenti, molto attenti", aveva detto nel discorso dallo stampo nazionalista scritto dal suo consigliere Stephen Miller, il padrino delle più crudeli politiche anti-immigrazione dell’America trumpiana. Mai, nei dieci minuti del messaggio, era entrato in merito alla scioccante difficoltà di chi non è già gravemente malato di farsi testare. "Un fallimento colossale da parte di questa amministrazione", ha accusato l’ex vicepresidente e potenziale sfidante di Trump in novembre, Joe Biden.
Tom Hanks e Rita Wilson ci sono riusciti: l’ex Forrest Gump e la moglie hanno scoperto di essere positivi perché erano a Sydney quando una febbriciattola e dolori li hanno indotti a ricorrere al medico: ora sono in isolamento e da "Down Under" hanno mandato a dire che "è così che si fa", la prevenzione attuata dall’Australia dovrebbe essere imitata da tutti i paesi del mondo. Trump, nel suo messaggio, non aveva dato consigli agli americani su come affrontare i difficili giorni che aspettano gli Usa. A telecamere spente l’amministrazione ha dovuto correggere parte del discorso: il bando agli arrivi dall’Europa si applica alle persone, non aalle merci.
Trump ha inizialmente ignorato l’emergenza definendola un "falso" orchestrato dalle sinistre e dai media progressisti per mettere in crisi la sua presidenza facendo crollare l’economia. L’epidemia si spegnerà in primavera, ai primi caldi, come succede con l’influenza, aveva pronosticato il presidente che, sempre vantando di avere il Dna di un genio grazie a uno zio professore a Mit, aveva professato "di capirci molto in fatto di virus", forse, aveva aggiunto, "per capacità innate".
Di fronte a tanto caos tocca a singoli e a istituzioni porre in atto azioni di contenimento e mitigazione della pandemia: molte aziende tra cui colossi come Google e Apple hanno optato per il telelavoro, nei college, anche i più prestigiosi come Harvard, Yale, Princeton e Stanford, le lezioni saranno online. Stop anche a football, hockey, baseball mentre le gare Nascar si svolgeranno senza spettatori.
15.03.2020


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