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In Francia il secondo turno delle elezioni comunali
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La conquista di Parigi,
un affare per sole donne
PAOLO LEVI DA PARIGI


È il primo test elettorale su larga scala dopo la crisi del coronavirus. A quindici settimane dal primo turno del 15 marzo, segnato da una forte astensione a causa dell’allerta sanitaria, la Francia torna oggi, domenica, a votare in 4.820 comuni per l’atteso secondo turno delle elezioni municipali. Un voto rinviato di quindici settimane che si trasforma in un grande esercizio democratico, di ritorno alla vita, nonostante i timori legati al virus dopo mesi di lockdown.
Tra le sfide più importanti e seguite c’è ovviamente Parigi dove tre candidate donne - la sindaca socialista uscente Anne Hidalgo, la sfidante di destra Rachida Dati (Les Républicains) e quella del centro "macronista" Agnès Buzyn (La République En Marche) - si contendono le chiavi dell’Hôtel De Ville. Secondo un sondaggio Bva, la lista Paris en Commun di Hidalgo, alleata con gli ecologisti, guida le intenzioni di voto con il 45% delle preferenze, dinanzi all’ex ministro di Nicolas Sarkozy, Rachida Dati (34%). Al terzo posto, con il 18% c’è Agnès Buzyn, ex ministro della Salute di Macron che assicura di aver avvertito invano il governo sui rischi legati al virus prima di lasciare l’incarico e candidarsi a Parigi.
Anche nel duello televisivo di giovedì sera, sono soprattutto emerse le sfiorettate tra Hidalgo e Dati, mentre la candidata della maggioranza presidenziale ha faticato ad imporsi, anche se fino all’ultimo non si può dire nulla e chissà che Buzyn non possa confermare il detto secondo cui tra i due litiganti il terzo gode. Tra i temi della campagna ovviamente la crisi che rischia di spazzare via, ad esempio, centinaia di migliaia di bar, bistrot, librerie, piccoli teatri d’essai, che sono l’anima di Parigi, ma anche questioni legate ai trasporti o alla pulizia che talvolta lascia a desiderare, e non solo nei quartieri più sfavoriti.
Altro tema, la sicurezza. Interrogata sulle recenti manifestazioni contro le violenze della polizia, sulla scia del movimento nato negli Usa dopo l’uccisione di George Floyd, Dati ha detto che "l’insicurezza a Parigi è molto precedente a tutte queste rivendicazioni" e ricordato che la criminalità "è esplosa", in modo generale, del 25% in città. "Se vengo eletta sindaca l’ordine verrà rispettato", garantisce da parte sua Agnès Buzyn, mentre Hidalgo è tornata a scaricare il barile sullo Stato responsabile delle forze dell’ordine. La principale sfida su scala nazionale sarà anche quella di riportare gli elettori alle urne, dopo il tonfo storico del primo turno, con oltre 25 milioni di elettori rimasti a casa (-53,35%).
Quanto ai candidati legati a Emmanuel Macron potrebbero scontare la sfiducia nei confronti del presidente e del governo, la cui gestione della pandemia è stata oggetto di critiche al veleno, anche se la fiducia nell’esecutivo comincia a riprendere colore. Emmanuel Rivière, analista e politologo dell’istituto Kantar, non ha dubbi: "In questo scrutinio non ci saranno conquiste significative per la République En Marche. Ciò priva la maggioranza di un radicamento territoriale su cui avrebbe potuto contare per i prossimi scrutini".
Al contrario, il premier Edouard Philippe, in testa nel suo feudo di Le Havre (43,6%) gode di una crescente fiducia al livello nazionale. Il premier si gioca anche il suo avvenire alla guida dell’esecutivo: "L’unica cosa che conta è il voto di domenica prossima", mentre a Parigi c’è già chi riflette al rimpasto.
27.06.2020


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