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L'addio delle grandi banche britanniche e internazionali
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A Londra dopo la Brexit
si vive un lento declino
ALESSANDRO CARLINI DA LONDRA


Brexit, coronavirus, tagli al personale drastici. Le grandi banche britanniche e internazionali a fronte di queste "calamità" si preparano a misure straordinarie di ridimensionamento della loro presenza a Londra, rivoluzionando la città della finanza. Prima di tutto, vogliono rivedere le loro mega-sedi nei palazzi della City e nei grattacieli del quartiere di Canary Wharf, in certi casi arrivando a liberarsene, per pensare a trasferimenti in altri Paesi, città, o razionalizzazioni dello spazio fino a qualche anno fa impensabili. Ridimensionare per sopravvivere, perché per molti ormai il gioco del quartier generale gigantesco non vale più la candela.
Ed ecco che la lista si allunga: la britannica Barclays vuole rinunciare alla sede della sua banca di investimento a Canary Wharf; Credit Suisse Group si vuole liberare di ben nove piani di uffici nella capitale; Morgan Stanley sta rivedendo la sua intera organizzazione nella metropoli. Le ragioni sono molteplici. Gli istituti bancari nel Regno Unito, nazionali ed esteri, stanno affrontando uno dei periodi più difficili della loro storia, spiegano gli esperti. "Per Londra, ci sono molti rischi, come la recessione e una sempre più probabile hard Brexit, e mi aspetto che la Covid-19 non faccia che accelerare queste minacce", ha detto Rogier Quirijns, della società immobiliare Cohen & Steers.
Gli istituti già si preparavano a farlo da tempo. La Brexit aveva spinto diversi colossi a pensare il trasferimento del loro quartier generale fuori dal Regno Unito. Altri hanno iniziato poderosi "traslochi" di interi dipartimenti e in particolare della sede europea, puntando su Parigi, Berlino, Francoforte. La pandemia ha accelerato questo processo. Inoltre, i tagli previsti prima che il coronavirus colpisse sono stati ingigantiti dalla crisi sanitaria ed economica. Non passa giorno che non si senta di migliaia di persone - e il settore bancario è uno dei più colpiti - destinate a perdere il loro posto di lavoro. Questo si inserisce in un fenomeno che sta andando avanti già da qualche anno: le banche stanno abbandonando sempre più spazio negli uffici di Londra, in gran parte nei palazzi di vetro e cemento che contraddistinguono l’est della capitale. Si calcola che nel giro di un decennio lo spazio totale occupato si sia ridotto di ben 560 mila metri quadri, l’equivalente di una dozzina di grattacieli con una superficie calpestabile come quella del celebre Gherkin (Cetriolo), che svetta nel cuore della City. Anche gli alti costi degli affitti commerciali hanno avuto un forte impatto. Il gruppo Hsbc già l’anno scorso aveva preferito insediarsi nella più economica Birmingham. Insieme al cambio di quartier generale è stato portato avanti un massiccio piano di tagli da almeno 35mila posti.
In futuro quindi sempre meno insegne di banche compariranno in cima alle "torri" che contraddistinguono lo "skyline" londinese. La megalopoli globale è entrata in un periodo di profonda crisi.
11.07.2020


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