Solo 8 anni in governo, un'idea che divide la politica
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dei ministri a tempo
LIBERO D'AGOSTINO


Più decisionismo e meno attaccamento alle poltrone; più produttività politica e meno rischi di favoritismi e clientelismi; meno incrostazioni di potere e più ricambio generazionale con maggiori stimoli all’impegno istituzionale. Sono questi i vantaggi sottolineati nell’iniziativa parlamentare presentata dai deputati Sergio Morisoli e Paolo Pamini, Area Liberale, per fissare un limite massimo di 8 anni alla carica di consigliere di Stato. Per riassumere lo spirito della proposta, meno politici che guardano solo alle prossime elezioni e più statisti capaci di guardare, invece, alle prossime generazioni, come ammoniva Alcide De Gasperi, uno dei padri della Repubblica italiana.
A chi obietta che solo otto anni di permanenza in Consiglio di Stato rischiano di compromettere la continuità nell’azione governativa e amministrativa, in un Paese in cui alcune riforme sono passate dal tavolo di diversi ministri, si pensi, ad esempio, ai nuovi orari dei negozi o alla pianificazione ospedaliera, Morisoli replica: "Sono proprio questi casi a dimostrare che ciò che non si riesce a fare in due legislature non si riuscirà a farlo nemmeno in quattro". Sulla continuità dell’azione governativa anche con ministri "a tempo determinato",  Morisoli non ha dubbi: "È l’amministrazione pubblica a garantire la continuità amministrativa e gestionale e non i direttori dei dipartimenti". Applicando quanto chiesto dall’iniziativa, oggi ben tre ministri, Manuele Bertoli, Norman Gobbi e Paolo Beltraminelli sarebbero alla scadenza del loro mandato. Altro che le quattro legislature inanellate dal leghista Marco Borradori o i quasi 40 anni ininterrotti in governo del "Padreterno" del Ps, Guglielmo Canevascini.
Secondo Morisoli non ci sarebbero neanche problemi nel reperire la "materia prima" per assicurare  il ricambio in governo. "Sebbene si parli spesso della crisi della politica di milizia e della scarsa propensione all’impegno istituzionale - afferma-, saremmo davvero messi male se non si riuscissero a trovare delle facce nuove ogni 8 anni. Ciò non farebbe onore al Paese. Il vero problema è se la politica vuole davvero dare spazio a dei volti nuovi o, invece, perpetuare soltanto posizioni di potere".Ovviamente, quella di AL è un proposta che divide (vedi articoli a lato), per alcuni 8 anni sono pochi, ad un ministro per fare bene il suo lavoro ne servirebbero almeno 12, per altri non è questo il problema principale oggi, mentre c’è anche chi la giudica un’ipotesi interessante sebbene presenti alcune controindicazioni.

l.d.a.
19.03.2017


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