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In un sondaggio sì alle rivendicazioni svizzero italiane
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"Dopo Burkhalter?
Una donna ticinese"
MASSIMO SCHIRA


Chi dovrebbe prendere il posto del dimissionario Didier Burkhalter in Consiglio federale? Di certo un liberale radicale ticinese, meglio ancora se una donna". È questo il desiderio degli elettori espresso in un sondaggio nazionale commissionato dal Caffè e dal SonntagsBlick all’istituto Opinionplus di Schwerzenbach su un campione di 1.100 aventi diritto di voto intervistati tra il 15 e il 17 giugno. Un identikit piuttosto chiaro, anche se tra le regioni linguistiche non c’è unanimità di vedute. I meno convinti dell’ipotesi di un ritorno del Ticino in governo sono i romandi, mentre i cantoni tedeschi si dimostrano più aperti alle rivendicazioni della Svizzera italiana. Buone, dunque, le possibiltà per i due nomi più gettonati in questi giorni: Ignazio Cassis e Laura Sadis.
Secondo gli intervistati, al momento dell’elezione del successore di Burkhalter non dovrebbero esserci particolari sorprese sulla ripartizione partitica dei seggi. Una maggioranza piuttosto solida del campione ritiene infatti che al posto del neocastellano vada eletto un rappresentante liberale radicale. Una posizione condivisa in modo trasversale anche per l’appartenenza partitica degli elettori: sia socialisti, sia democentristi credono che sia opportuno rispettare gli attuali equilibri di governo. Ciononostante, un quarto degli elettori intervistati nel sondaggio reputa che l’appartenenza partitica non rivesta più un ruolo fondamentale per la scelta di un ministro.
Sulla ripartizione regionale dei sette seggi governativi, invece, il Ticino stavolta sembra avere le carte in regola per tornare nella stanza dei bottoni a Berna ad ormai 18 anni dalle dimissioni di Flavio Cotti, uscito di scena nel 1999. A livello nazionale, il 30% degli intervistati ritiene infatti che il posto di Burkhalter spetti ad un ticinese,  contro il 21% che punta su un candidato romando e un 10% che sceglierebbe un politico della Svizzera orientale. Un risultato favorevole alla Svizzera italiana rafforzato anche da una domanda precisa sulle rivendicazioni ticinesi, dove un’ampia maggioranza degli intervistati dice di comprendere perfettamente la richiesta di un rappresentante italofono in governo. E, in questo caso, anche la Romandia si allinea al resto del Paese (80% in Ticino) con una percentuale ben superiore alla "maggioranza assoluta".
A rimescolare un po’ le carte in tavola sul "toto-candidati" ci pensa invece la preferenza molto marcata per un profilo femminile quale nuovo consigliere federale. In tutta la Svizzera, gli intervistati rispondono in modo unanime: il posto di Burkhalter dovrà essere preferibilmente occupato da una donna. Anche se circa un quarto delle risposte indica che il sesso del candidato non è fondamentale per la scelta, in generale oltre il 60% dei cittadini indicano di prediligere la "via femminile". Una soluzione plebiscitata dalle elettrici, ma indicata ampiamente come la scelta migliore anche dal campione maschile.
L’attuale ministro degli esteri, comunque, sembra aver lasciato un buon ricordo nel Paese. La nota media - tra un minimo di 1 e un massimo di 6 - attribuita a Burkhalter dai cittadini a livello nazionale è infatti un 4,9 politicamente piuttosto lusinghiero, soprattutto considerando le diverse critiche ricevute dal neocastellano anche nei mesi precedenti l’annuncio delle dimissioni, soprattutto per le sue scelte non sempre ampiamente condivise a proposito del delicato dossier dei rapporti tra la Svizzera e l’Unione europea. Burkhalter incassa l’applauso soprattutto in Romandia, dove la media sale a 5,3, mentre nei cantoni tedeschi e in Ticino la valutazione è lievemente meno brillante, malgrado il ministro degli esteri ottenga rispettivamente un 4,8 e un 4,7. Il buon risultato è soprattutto dovuto al voto delle donne e della fascia d’età più giovane, quella tra i 18 e i 45 anni.

mschira@caffe.ch
@MassimoSchira
18.06.2017


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