Il ministro leghista del Territorio rifiuta l'intervista al Caffè
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Le domande a Zali
rimaste senza risposta
LILLO ALAIMO E LIBERO D'AGOSTINO


Per completare il giro dei consiglieri di Stato, avremmo voluto sentire anche Claudio Zali, direttore del dipartimento del Territorio. Ma il ministro leghista, nonostante le nostre insistenze, ha declinato l’invito ("Non ho tempo per ricevervi e nemmeno per rispondere per isciritto"). Del resto, Zali ce lo aveva ribadito mesi fa: "Fino a quando non cambierete linea nei miei confronti, niente dichiarazioni né interviste". Affermazione che si commenta da sé. Evidentemente Zali ha una scarsa considerazione del ruolo dei media nell’informare i cittadini e della loro funzione in un sistema democratico.
Nonostante la sua formazione giuridica, gli sfugge il fondamentale concetto che lui è il ministro di tutti i ticinesi, prima che della Lega, e che, quindi, deve interloquire con tutta l’opinione pubblica anche attraverso la stampa che lo critica.
A beneficio dei lettori, ecco di seguito le domande che avremmo voluto fare a Zali. Ma secondo il ministro chi legge il Caffè non merita le sue risposte.


Dopo sei anni e mezzo ai vertici istituzionali da ministro, quanto le è rimasto della sua vita precedente di magistrato. Di uomo al disopra delle parti!?



Quanto lo spirito di competizione che ha maturato correndo in automobile le è utile in politica?



La Lega sta chiamando a raccolta i suoi elettori nel timore che abbassando troppo la guardia si rischi di perdere il secondo seggio in governo. Teme questo pericolo?


Pur essendo in politica da pochi anni, pare che lei riscuota più simpatie del suo collega di governo Norman Gobbi. Cosa la differenzia politicamente da lui?



Quattro anni fa in campagna elettorale schiacciò l’occhio agli ambientalisti, allora guidati da Sergio Savoia. Oggi è forse il consigliere di Stato più "verde". Ma c’è chi le rimprovera di non essere altrettanto attento ai problemi dell’economia. Cosa risponde a questa critica?



Il problema delle microplastiche nei laghi è preoccupante. Analisi e studi non bastano. Concretamente cosa intende fare per risanare o, quantomeno, contenere il fenomeno?



Il Piano di Magadino è tra le aree messe peggio dal punto di vista del traffico. Non pensa certamente che dei semafori al posto di tre rotatorie possano risolvere il problema. Che fare?



Diminuire o eliminare i parcheggi gratuiti, aumentare quelli a pagamento non potrà alleviare più di tanto il problema del traffico nelle regioni più congestionate. È pensabile modernizzare, riorganizzare e rivoluzionare la rete stradale esistente?



Se la tassa sui posteggi, la cosiddetta tassa di collegamento, dovesse esse bocciata dal Tribunale federale, la sua strategia politica in questo campo subirebbe una grave battuta d’arresto. Non crede?



Tra progetti, studi e promesse l’aeroporto di Agno è in agonia. Cosa bisognerebbe fare a questo punto?



La legge sull’albo degli artigiani è naufragata. Col senno di poi cosa farebbe oggi?


Non reputa troppo restrittiva la legge sulle commesse pubbliche? Frutto anche di un "primanostrismo" che sembra aver fatto il suo tempo dinanzi all’inevitabile concorrenza tra le imprese.



Il tema dei mandati diretti resta uno dei problemi più delicati, più permeabili alle critiche e alle polemiche. Cosa cambiare secondo lei?



Rispetto ai suoi colleghi di governo è stato maggiormente al centro della polemica sul sistema pensionistico dei consiglieri di Stato. Non crede che questo problema si sia protratto più del dovuto a causa di una mancanza di chiarezza da parte del Consiglio di Stato?



Non pensa che sia un diritto dell’opposizione, nel caso specifico dell’Mps, parlando di sistemi pensionistici, essere una spina nel fianco della maggioranza e del governo?



Per un ex magistrato di lungo corso come è lei, non sarebbe più consona la direzione delle Istituzioni? Scambierebbe il suo dipartimento con quello Gobbi?



Un’ idea o un progetto importante per il futuro che ha nel cassetto e di cui non ha ancora parlato.



Se oggi, così come per incanto dovesse scomparire la Lega, a quale partito aderirebbe?
24.03.2019


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