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I giovani democratici tracciano la linea del futuro
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"Sguardo più ampio
rispetto al nostro Ppd"
CLEMENTE MAZZETTA


Hanno raccolto 10mila firme per tenere aperti i bar fino alle tre di notte, si sono schierati per prolungare Alp Transit a sud di Lugano, hanno presentato una petizione alle Ffs per introdurre il binario sette (un abbonamento per i giovani dalle 19 alle 7 di mattino). Sulla loro piattaforma web chiedono migliori sussidi per i giovani disoccupati, il rinnovo automatico della patente in prova.  
Non è che manchino le iniziative, in casa di Generazioni giovani, partito giovanile del Ppd. "Visti i risultati delle elezioni federali, possiamo considerarci il movimento giovanile più forte, più rappresentativo del Ticino", dice Tommaso Merlini, il presidente di Generazione giovani, 26 anni, funzionario di banca. Con l’1,6%, per oltre 13mila voti, ha ottenuto alle elezioni federali di ottobre il doppio dei voti dei giovani socialisti. Tre volte i consensi del movimento giovanile dell’Udc.
I giovani del Ppd, da 15 anni a questa parte rappresentano uno zoccolo duro per il partito dei grandi. Che comunque proprio vecchio non è: ha un’età media di 45 anni, con sette deputati (su 16) sotto i 40 anni. "Siamo in sintonia con il Ppd - aggiunge Merlini - ma godiamo di piena autonomia". Se una differenza bisogna trovare è quella di una loro maggior apertura sui temi etici, sul riconoscimento dei diritti individuali per i gay. "Rispetto a noi, il Ppd è più conservatore". Non lo dice, ma probabilmente lo pensa: la base tradizionale popolardemocratica è un po’ bacchettona. Certamente è ancora ingessata dentro i propri recinti ideologici. Loro, i giovani invece, hanno immediatamente abbracciato l’idea della congiunzione con il "nemico storico" rappresentato dal Plrt. "Abbiamo presentato una mozione assieme a Glrt sull’apertura serale delle biblioteche, proprio per dare un segnale convinto in questa direzione. Non abbiamo paura di confrontarci e di fare iniziative assieme a loro. E anche con gli altri movimenti". Hanno rotto gli steccati anche con la petizione per chiedere di prolungare Alptransit a sud di Lugano, presentata assieme a Glrt, il Movimento giovani Leghisti, la Giso (socialisti) e Giovani Udc e Verdi.
L’organigramma è essenziale. Generazione giovani ha una direzione composta da una quindicina di persone (poche però le ragazze: solo tre), divisi quasi in parti uguali fra studenti e lavoratori. Ha una base di sostenitori fra amici e simpatizzanti diffusi capillarmente nel cantone che sfiora le 300 persone. Ciò è dovuto al fatto che dal 2003 si presentarono alle elezioni in modo autonomo accanto al Ppd. Un’idea che si deve all’iniziativa di Alessandro Simoneschi che nei primi anni del 2000 è stato presidente dei giovani Ppd svizzeri, oltre che anima di Generazioni giovani. "Ci presentammo nel 2003, elaborando un programma nostro, aperto anche a chi non faceva parte del Ppd. Guardammo ai giovani in senso generale, oltre agli schieramenti. Non fu un espediente elettoralistico, come poi si disse, ma l’espressione delle vere esigenze del mondo giovanile. Cosa che permise ad illustri sconosciuti di entrare e lanciarsi in politica".
Fu il caso, oltre a Simoneschi, di Ravi Yasar che fu eletto, di Fiorenzo Cotti, attuale presidente del Ppd, di Giorgio Fonio, sindacalista, e di tanti altri poi attivi nella politica locale. Due anche quest’anno gli eletti di Generazione giovani in Gran Consiglio, il sindacalista Claudio Isabella e Alessio Ghisla. "Quella fu l’inizio dell’attività politica per molti di noi", aggiunge Simoneschi che rivendica ai partiti giovanili la funzione di palestra democratica: "I giovani possono essere in grado di avere uno sguardo a medio-lungo termine che i partiti non possono sempre permettersi".  cmazzetta@caffe.ch
(2 - continua)
08.12.2019


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