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I capigruppo scettici sulle alternative all'elezione
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I partiti vogliono tenersi
la nomina dei magistrati
ANDREA STERN


Va bene la riforma, va bene riflettere sulle nomine. Ma la proposta di nominare giudici e procuratori a vita no. I partiti sono contrari. "Sulla giustizia sono sicuramente necessari dei correttivi - sostiene Maurizio Agustoni, capogruppo del Ppd - a livello di organizzazione del ministero pubblico e di monitoraggio dell’attività dei procuratori. Ma il sistema di nomina va bene così". Il Gran consiglio deve continuare a poter eleggere i procuratori, come ha fatto lunedì scorso. "Una nomina a vita - afferma Agustoni - non sarebbe coerente con il principio di separazione dei poteri. E anche un’elezione popolare costringerebbe procuratori e giudici a fare campagna elettorale. Non sarebbe dignitoso per la carica".
Quest’ultima idea non viene invece scartata da Michele Foletti, capogruppo della Lega, dimissionario ma non ancora sostituito: "Credo molto nella saggezza popolare. La democrazia diretta dimostra regolarmente di essere un’ottima soluzione". L’ipotesi dei magistrati a vita, invece, non trova d’accordo Foletti: "Di proposte valide nei cassetti ce ne sono parecchie - afferma -. Ora si tratta di ragionare insieme all’esecutivo e alla magistratura per vedere come migliorare il sistema, ma credo che sia importante perlomento depoliticizzare la procedura di nomina".
C’è chi ritiene che sia impossibile. "Non si vuole riconoscere - spiega Nicola Schoenenberger, capogruppo dei Verdi - che alla base c’è un peccato originale: la ripartizione partitica. Questa logica va superata". Una proposta per aggirare questo gap potrebbero essere i magistrati a vita? "No, si può semmai pensare al sorteggio - dice Schoenenberger - oppure all’esternalizzazione della selezione". Qualsiasi cosa permetta di uscire dalle logiche politiche. "Il problema è che oggi io come granconsigliere - osserva Schoenenberger - mi ritrovo davanti dei candidati ma non ho elementi per giudicarli. E alla fine scelgo i ‘miei’".
Anche i socialisti non mostrano grande interesse all’idea dei magistrati a vita. "Sarebbe invece importante - osserva Ivo Durisch, capogruppo del Ps - potenziare il Consiglio della magistratura". Per Durisch non ha senso cambiare il sistema delle nomine. "No, è valido - prosegue - perché permette la rappresentanza delle varie sensibilità. Si potrebbe semmai riflettere sul termine di 10 anni. È però certo che andrebbero fatte delle verifiche costanti, con dei veri colloqui con i singoli procuratori". Andrebbe inoltre riformata l’organizzazione interna del ministero pubblico. "Non tutti i procuratori sono dei centometristi. Si può pensare a forme di sostegno interno, a una migliore distribuzione dei dossier. E va potenziata la cellula finanziaria".
Il Plrt, più che a cambiare il sistema d’elezione dei magistrati, punta a una vecchia proposta: 4 sostituti procuratori in più. "Il problema del sovraccarico della magistratura - ricorda Alessandra Gianella, capogruppo - è noto da anni". L’obiettivo, quindi, deve essere quello di sostenere i magistrati. "I candidati vengono valutati prima da una commissione di esperti indipendenti - nota Gianella - e poi dalla commissione giustizia. Quindi il Gran Consiglio può scegliere con cognizione di causa. Un mandato a vita non sarebbe la soluzione migliore".
astern@caffe.ch
(3-continua)
19.12.2020


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