Ogni anno si ritrovano a Monaco 6 milioni di persone
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Dentro l’Oktoberfest
per brindare alla gioia
ALESSANDRO RICCI DA MONACO DI BAVIERA


Una ragazza si alza in piedi su una panchina per bere tutto d’un sorso il Maß, il boccale di birra da un litro tipico dell’Oktoberfest, mentre tutto intorno nella Festzelt migliaia di persone la incitano battendo le mani, urlando e fischiando. Un groviglio di culture in vestito tipico bavarese che ogni anno si ritrova a Monaco di Baviera per la festa più grande al mondo. Sei milioni di visitatori in 16 giorni e oltre 7,5 milioni di boccali di birra spillati delle 6 marche cittadine, le uniche autorizzate a vendere all’interno della fiera.
Tradizione, questo il valore principale della festa nata nel 1810 in seguito al matrimonio tra il principe ereditario Ludwig e la principessa Therese. Da lì, fatta eccezione per le guerre napoleoniche, ogni anno è stato un crescendo fino ad arrivare ad oggi, dove per parlare tedesco bisogna riconoscere qualche baffo tipico e, anche i lederhosen, i pantaloni di pelle tipici della Baviera, vengono traditi da accenti anglosassoni o italiani.
Ma nonostante questo, sembra che la Wiesn, così viene chiamata in bavarese, non abbia perso il suo spirito e, anche i turisti più agguerriti cerchino di adattarsi alla tradizione. Jan Siroki, ad esempio, è un imprenditore slovacco di 28 anni. "Vengo qui per bere e divertirmi, ma non nascondo che è un momento di ritrovo per vivere l’atmosfera di festa che si respira e per evadere dallo stress quotidiano". Della stessa idea è John Rigby, 35enne inglese, di professione personal trainer. "Siamo venuti tutti insieme, qui ci si sente parte di una comunità ed è questo quello che mi piace".
Nel parco di Theresienwiese, dalle 10 del mattino alle 10 della sera si balla musica Schlager, genere folklorico tedesco, e si mangiano i tradizionali brezel, il tutto condito da numerosi boccali di birra e tanta security. E se da un lato c’è chi apprezza i "numeri" dell’evento, dall’altro lato c’è chi crede che si sia perso lo spirito iniziale a favore di un marketing della festa. Helmut Dusch, pensionato 68enne, bavarese Doc, è uno di questi. "L’Oktoberfest è diventato mondiale e ha perso la sua originalità, perché viene fatto un marketing internazionale, è diventato un brand, non è più come una volta".
"I turisti non sono un problema, l’unica cosa è che i prezzi crescono e diventa una festa che perde il significato popolare" sostiene Kai Feltmann, 54 anni, venditore. Fred Schessel e sua moglie Krista, invece, credono che proprio i turisti ravvivino una festa che non molto tempo fa aveva perso la sua anima. Entrambe in vestito tipico, sono per trasmettere lo spirito ai turisti. "Amo che la tradizione venga portata avanti e che anche coloro non bavaresi - sostiene Fred - sposino questa filosofia. Vengo qui da 50 anni e per noi questo posto rappresenta l’identità bavarese."
Ma forse la particolarità dell’Oktoberfest risiede proprio nella sua eterogeneità, che accomuna ragazzi e pensionati, famiglie e gruppi di ragazzi scatenati. Alla fine si ritrovano a festeggiare con spirito fraterno coloro che lo reputano una gazzarra e coloro che invece lo vedono piuttosto come un Natale. Come Stephan Sausinger, 42 anni impiegato di Dachau. "Venire qui con la mia famiglia significa trovare un’atmosfera intima, non fare festa all’infinito, per quello ci sono altri posti."
E c’è anche chi sostiene che questo sia un vero e proprio carnevale, forse per i completi tirolesi o per qualche istrionico turista vestito da Superman. In ogni caso, sembra che il brand Oktoberfest funzioni e, se per questa edizione l’ospite era Arnold Schwarzenegger, la prossima edizione vedrà un nuovo governatore del Land da eleggere la prossima settimana. Insieme al sindaco darà il via ai i festeggiamenti dopo l’apertura del primo fusto: "O’Zapft is! Auf eine friedliche Wiesn! (È stappata! Che sia una bella festa!). Ma oggi di politica non si parla, c’è da festeggiare.
07.10.2018


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