Viaggio nel Paese dove aumentano le vittime delle bombe
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La speranza mutilata
nell'Uganda delle mine
MATTIA MARZORATI DA GULU


L’Uganda non è landmine-free. In quasi tutto il nord del Paese si trovano ordigni inesplosi e mine risalenti per la maggior parte alla guerra civile fra l’esercito ugandese e l’Lra di Joseph Kony". Steven Okello, dirigente della National union of people with disabilities, è molto chiaro sulla questione ancora irrisolta delle mine in Uganda, e non è il solo. Nonostante nel 2012 il presidente Museveni abbia sottoscritto il trattato di Ottawa, aggiungendo così l’Uganda alla lista delle nazioni dichiarate libere dalle mine, le stesse forze di polizia della città di Gulu - seconda città del paese - confermano il ritrovamento di circa 145 ordigni inesplosi solo negli ultimi 12 mesi e non tutti sono stati messi in sicurezza. Lo scorso anno nella comunità di Nwoya, un bambino è rimasto ucciso ed un altro ferito per lo scoppio di una granata con la quale stavano giocando.
"Avere dati aggiornati sul numero di feriti o di ordigni ancora presenti sul territorio ugandese - aggiunge Steven Okello - è quasi impossibile. Non c’è interesse nell’approfondire questo tema e tanto meno nel risolverlo. Non esiste più un ente incaricato di bonificare le aree a rischio e la polizia o la Updf (l’unità dell’esercito specializzata nella bonifica) intervengono solo dopo una segnalazione di un ordigno, spesso con mesi di ritardo".
In un contesto simile l’attività portata avanti dall’Ong italia Avsi dal 1998 risulta essere ancora di fondamentale importanza. Nel centro ortopedico regionale di Gulu (Grow) viene infatti offerto un supporto completo alle vittime della guerra civile conclusasi ufficialmente nel 2006 e a chi ha subito mutilazioni a seguito di incidenti con le mine. Un team di specialisti si incarica di progettare e costruire arti artificiali da donare a chi ne ha bisogno per poter tornare ad una vita autonoma. La creazione di una protesi può richiedere diverse settimane e nel laboratorio ci si occupa di ogni fase del processo, dal calco in gesso dell’arto amputato alla calibrazione. Per avere la certezza di una corretta costruzione dell’arto sono necessari diversi tentativi e ore in fisioterapia così da osservare l’adattamento del corpo in movimento.
Joyce Laker, che da anni gestisce il progetto, lamenta una riduzione dei fondi provenienti dal Trust fund for victims nonostante ci sia ancora grande bisogno di queste attività: "L’aspetto economico, purtroppo, è un grande limite che si è accentuato nell’ultimo periodo. Agli inizi riuscivamo ad offrire vitto e alloggio ai clienti della nostra clinica ma ora non ne siamo più in grado. Vorremmo poter dare un aiuto il più completo possibile. Il supporto psicologico, ad esempio, è parte integrante del nostro sostegno alle vittime di guerra e a chi ha sofferto incidenti con le mine; senza di noi molti pazienti cadrebbero in depressione o penserebbero al suicidio. Ci sono ovviamente anche dei progressi, ad esempio rispetto allo stigma che si aveva su chi soffre una disabilità. La discriminazione è sempre meno forte nelle comunità e questo spinge molte più persone a cercare apertamente aiuto e a diffondere quelli che sono i risultati dei nostri sforzi".
Testimone del grande lavoro svolto da Avsi è Monica Piloya, che in un pomeriggio di marzo del 2003 ha perso un figlio ed una gamba a causa di una mina.  "Dopo tre mesi trascorsi in ospedale la mia vita è stata estremamente difficile. Ero una contadina - racconta - ma senza una gamba non potevo più lavorare. Nonostante il sostegno della mia famiglia non sapevo come affrontare la disabilità. Mio marito se ne andò. Fu allora che incontrai Avsi e venni a conoscenza del progetto nella clinica di Gulu dove mi supportarono al cento per cento. Grazie alla gamba artificiale che mi fu donata sono riuscita a sentirmi indipendente, a lavorare e ad integrarmi nuovamente nella comunità. Mio marito, seguendo i loro consigli, ha deciso di tornare ed ora viviamo insieme nella casa che ha costruito per noi. La mia vita oggi è di nuovo normale".
16.06.2019


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