Viaggio nella città della Turingia che dal prossimo luglio...
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Nella Weimar di Mann
'rinacque' la Germania
STEFANO VASTANO DA WEIMAR


In uno dei suoi più suggestivi romanzi - "Lotte in Weimar" - Thomas Mann fa tornare nel 1816 una matura Lotte, prima fiamma del giovane Goethe, nella amena cittadina della Turingia dove da anni il poeta del "Faust" risiede. Nella prima pagina del romanzo Lotte entra all’Elephant, l’hotel più lussuoso di Weimar. Ma se oggi Lotte o Mann tornassero a Weimar, come la troverebbero la città di 63mila abitanti sull’Ilm? "Stiamo costruendo la Weimar del futuro - dice Anne Meinzenbach - una nuova capitale della cultura con un grande foro di democrazia". La giovane curatrice è direttrice della "Haus der Weimar Republik" in costruzione di fronte al National Theater.
Nel 1919 in quel teatro venne varata, dopo la catastrofe della Grande Guerra, la Costituzione di Weimar: "Fu l’atto di nascita della prima repubblica tedesca - spiega lo storico Robert Gerhardt - che portò tante conquiste liberali alla società tedesca". I sindacati ai lavoratori, ad esempio. Il voto per tutti e i diritti alle donne. E già, perché "Weimar non fu solo una crisi e l’anticamera del nazismo - sintetizza Gerhard - ma il primo esperimento democratico in Germania". Per questo il 31 luglio nella ‘Haus der Republik’ aprirà la mostra permanente sulla Repubblica di Weimar. E per il 2021 un vero museo sulla storia dei 13 anni della Repubblica. Da due mesi intanto ha già aperto i battenti a Weimar un Cubo bianco-panna di tre piani.
L’ha tirato su, per 27 milioni, l’architetto berlinese Heike Hanada per esporre le mille idee e prototipi dell’inesaurabile fucina di arte, architettura e design che fu il Bauhaus, fondata a Weimar da Walter Gropius. "Fu uno stratega con un grande senso del pragmatismo e immensa creatività, dice la curatrice del nuovo museo, Uta Ackermann. Nei 2000 metri quadri del grande Cubo rivediamo le sedie oscillanti di Breuer, i vasi di Gropius o la lampada di Wagenfeld, icone della premiata ditta Bauhaus. "Più che razionalità o funzionalità - precisa Ackermann - il Bauhaus fu voglia di sperimentare, dare alle cose nuove forme senza paura di sbagliare".
È lo stesso spirito, aperto e liberale, che ispirò i primi anni della Repubblica e portò la giovane democrazia a superare le ondate di inflazione o i Putsch d’estrema destra di Kapp e, nel ‘23, di Hitler. "Ogni anno gli hotel registrano oltre 800mila pernottamenti e la città attira tre milioni di visitatori giornalieri", spiega Uta Kühne del marketing di Weimar SpA. Le attrazioni non sono solo la prima casa di Goethe nel magnifico parco sull’Ilm o la Haus am Horn, prototipo della casa Bauhaus. Fiumi di olandesi, americani e cinesi inondano la casa-museo, al numero 1 della Frauenplan, dove Goethe scrisse i suoi capolavori.
C’è poi la casa di Schiller a Weimar. La biblioteca della duchessa Amalia. E, sulle colline, Villa Silberblick, gioiello liberty di Henry van de Vald, dove Nietzsche (già malato) visse i suoi ultimi anni. "Nietzsche, - dice Helmut Heit - direttore del Nietzsche Archiv, è ancora oggi più attuale che mai, anzi persino pop". Ma nessuna villa o museo attira quanto, a pochi chilometri dalla cittadina, il lager di Buchenwald, visto che solo il museo del Lager accoglie mezzo milione di persone l’anno. Traumi e gioie della storia tedesca.
Come la storia dell’Elephant che dopo la guerra ospitò Thomas Mann, ma negli anni ‚30 fu l’hotel preferito di Adolf Hitler. "Qui in Turingia, - spiega  Kerstin Seling, portavoce dell‘hotel - Hitler parlava liberamente, senza divieti". Uno dei più gravi errori della Repubblica di Weimar. Oggi, nel giardino dell’Elephant, completamente rinnovato, cresce uno stupendo elefantino in edera. "Nel salone della ‘Licht Saal’ ospitiamo conferenze e concerti - dice Seling - e la nostra collezione d’arte". Tanta eleganza può costare, nella suite Thomas Mann, 700 euro a notte. O 450 euro nella suite Walter Gropius. Goethe e Schiller, Nietzsche, Mann e Gropius, gli spiriti che ancora oggi, nel 21° secolo, aleggiano a Weimar. E ne ispirano sia il presente che il rilancio nel futuro.
23.06.2019


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