Gli studenti di medie e licei si rivolgono ai docenti
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"Ecco come la scuola
dovrebbe cambiare"
ANDREA BERTAGNI


Aspettative, speranze, ma anche dubbi e interrogativi irrisolti. Gli studenti delle medie e dei licei ticinesi hanno da poco varcato le aule eppure già sanno cosa va, cosa non va e cosa potrebbe andare meglio o diversamente. Un altro anno scolastico è iniziato e c’è un futuro ancora tutto da scrivere. Per gli allievi e per i docenti. Come sostiene Leandro, 13enne delle medie di Locarno1: "I ragazzi che l’anno scorso sono stati bocciati ora avranno la possibilità di voltare pagina - dice -. Ma dovranno impegnarsi molto, questo è fondamentale".  
Tra le materie scolastiche c’è anche l’educazione fisica. Importante. Almeno per Fabio, 12 anni, in prima media a Locarno, secondo cui la disciplina meriterebbe più spazio. Anche Ornella, in seconda media, fa un’osservazione sulla ginnastica: "Da quest’anno è obbligatoria la doccia nelle doppie ore di educazione fisica - dice -. Ecco devo dire che non mi piace, anche se è possibile non farla a patto di avere una dispensa". Elisabeth, sua compagna di classe, è d’accordo con lei. Ma ce l’ha anche con le merende distribuite durante la ricreazione, sempre alle Medie1 di via Varesi. "Le brioche sono dure come il pane - sottolinea - l’anno scorso erano decisamente più buone". Problemi di poco conto, si dirà. Ma anche questo fa parte del pianeta scuola.
Arrivano Tyler e Federico, embrambi 12enni, che dicono: "Quest’anno, in seconda, ci hanno dato molto meno materiale scolastico rispetto alle seconde di alcuni anni fa, ma non ci hanno spiegato il motivo. Di conseguenza siamo stati costretti a pagare quaderni e cartelle. Forse è solo cambiato il sistema. Speriamo di riceverli l’anno prossimo".
Concreti. E senza fronzoli sono anche i liceali di Bellinzona. "È il mio primo anno - risponde Neo - e voglio fare bene, impegnarmi molto e ottenere buoni risultati". Entusiasmo anche nelle parole di Joyce: "Ho voglia di conoscere i miei nuovi compagni". E Louis aggiunge: "Voglio imparare molto".
Al suo fianco Gaetano che, a dispetto del nome, è svizzero tedesco e arriva dal canton Berna. "Devo impegnarmi per imparare meglio l’italiano - osserva -, sono in Ticino per uno scambio linguistico, in tutto siamo nove". La voglia di cominciare bene e di andare avanti con impegno ce l’ha anche Sabine, 17 anni:."Le vacanze sono un po’ noiose - dice - e ho iniziato con una gran voglia di lavorare".
E di lavoro, basta volerlo, ce ne sarà. In seconda e in terza, nei licei linguistico e scientifico, scattano le opzioni specifiche. Materie che gli alunni scelgono l’anno precedente per concentrarsi meglio sul loro futuro scolastico. Una scelta che Martina ha maturato serenamente, anche se ora è un po’ emozionata. "Ho scelto le discipline sulle quali voglio puntare la mia formazione, speriamo bene".
Cleo è seduta su una panchina, parla  con due sue amiche della scuola cantonale di commercio. Al liceo di Bellinzona è una matricola. "L’inizio non è difficile - dice la studentessa - e rispetto alle medie non è chissà quale cambiamento. Ma credo però che tra un po’ si comincerà a fare sul serio".
Sul serio o no, secondo Evelin, 15enne anche lei in prima classe, l’apertura delle aule l’ha preoccupata parecchio. Oggi c’è ancora un po’ di ansia. Il motivo? "All’inizio sarebbe meglio che i docenti aiutassero e dessero dei consigli, soprattutto agli allievi di prima - osserva -. Invece alcuni di loro iniziano immediatamente a insegnare a ritmo sostenuto ed è facile che in questo modo più di un allievo rimanga disorientato. La fase di adattamento, a mio avviso, andrebbe prolungata".
abertagni@caffe.ch
15.09.2019


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