Est e Ovest uniti da 29 anni, eppure i germanici...
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"Il Muro non c'è più
ma siamo ancora divisi"
ALESSANDRO RICCI


Se lavoriamo insieme, saremo in grado di trasformare le regioni dell’Est in paesaggi fioriti". Così diceva Helmuth Kohl, per 16 anni cancelliere tedesco e principale fautore della Deutsche Einheit. A 29 anni di distanza dalla riunificazione tedesca, avvenuta il 3 ottobre 1990, dal palco di Kiel Angela Merkel ha dichiarato che "la riunificazione rimane un processo costante", avvalorando la tuttora presente disparità tra la Germania Ovest e quella Est.
La cancelliera ha citato, in particolare, i tedeschi dell’Est che si sentirebbero come cittadini di seconda classe mettendo a rischio le basi della democrazia nella repubblica federale. Georg Solger, 64 anni, originario della Germania Est, alla festa per la riunificazione lamenta proprio le promesse non mantenute. "Tra l’Est e l’Ovest il muro non c’è più, ma la Germania è ancora divisa."
"L’Est è ancora povero, mentre l’Ovest è ricco. La riunificazione tedesca è un processo ancora non completo." Fa eco Dietmar Hein, 52 anni, anch’egli originario dell’Est. A conferma di questo, secondo un sondaggio dell’istituto Ifo di Monaco di Baviera su 160 economisti, la maggioranza ritiene improbabile che gli stati della Germania orientale raggiungano economicamente quelli della parte occidentale nei prossimi decenni.
Infatti, nonostante il potere economico dell’Est sia passato dal 43% del 1990 al 75% nell’ultimo anno, attualmente non vi è motivo di credere, secondo una ricerca del settimanale Der Spiegel, che il divario sia in qualche modo superato nel prossimo futuro. "La Germania è ancora divisa, all’Est ci sono poche industrie, l’economia non è forte e ci sono pochi posti di lavoro - lamenta Meike Symanovski, 68 anni -. Anche a livello politico c’è divisione, ad Est si ritrova ancora un voto di protesta contro l’establishment". E spesso questo voto di protesta favorisce i populisti di Afd che hanno fatto della ex Repubblica democratica tedesca il proprio bacino elettorale.
Ma è guardando ai dati economici che è possibile capire i motivi di questa rabbia che si è sviluppata negli anni. Uno su tutti la ricchezza netta nel 2017: ad Est 55’000 euro, ad Ovest 121’500. Dato che si aggiunge alla mancanza dei posti di lavoro. Il numero di persone occupate in Occidente è aumentato da 33 a 38 milioni dal 2005 al 2018, mentre nei cinque stati territoriali della Germania orientale è aumentato solo da 300.000 a 5,9 milioni. Questo è dovuto al fatto che nella parte orientale trovano sede solo 36 grandi aziende contro le 435 dell’Ovest.
E nonostante le divergenze si stiano pian piano assottigliando, "il processo migratorio da Est ad Ovest non si è mai interrotto - sostiene Michael Decau, pensionato 73enne, originario di Berlino - e più che una riunificazione è sembrata un’annessione". Infatti, è solo negli ultimi due anni che la parte orientale ha avuto un saldo positivo nelle migrazioni interne.
Ma uno dei dati che allarma di più Berlino è che a sentirsi cittadini di serie B siano anche i cittadini dell’Est sotto ai 40 anni, costretti a migrare verso il ben più ricco Ovest. "C’è un sentimento di unione forte al momento, in particolare a Berlino, anche se a volte la mancanza di lavoro ad est crea malcontento tra i più giovani", sostiene Astrid Frank, studentessa 27enne.
Ma per Libulse Aoleksova, 64enne ceca rifugiata a Berlino Ovest nel marzo ‘89, è solo una questione di tempo, perché "dopo tanti anni di muro ci vorranno diverse generazioni affinché le due popolazioni si riuniscano", sia dal punto di vista culturale che da quello economico.
06.10.2019


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