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Le città sono deserte ma le farmacie sono prese d'assalto
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Continua la corsa
...al farmaco
ANDREA BERTAGNI


La corsa alle scorte di medicinali ancora non c’è. Ma disinfettanti e paracetamolo, fino a pochi giorni fa, a fine marzo, continuano a essere i medicamenti preferiti dai clienti delle farmacie. Che se non possono andare a comprare le medicine se le fanno portare a casa. Il coronavirus sta mettendo a dura prova un po’ tutti. Non sono tempi facili per farmacisti e clienti. I primi vivono giornate intense, ma anche vuote. Con picchi di affluenza dettati anche dalle notizie vere o presunte di giornata. I secondi si mettono in fila. Pazienti. Perché le nuove disposizioni di sicurezza impongono accessi limitati e lunghe attese.  
"Rispetto ad alcune settimane fa oggi siamo molto più impegnati con le consegne a domicilio - spiega Pier Luigi Poletti della farmacia Solari di Lugano - è una conseguenza del blocco di tutte le attività economiche non essenziali e delle raccomandazioni formulate soprattutto agli anziani di restare a casa". Accanto a chi ha bisogno di farmaci per curare i primi sintomi del Covid-19 o dell’influenza stagionale, che ancora circola, ci sono anche le persone che dei medicamenti hanno bisogno come il pane. Perché magari hanno l’ipertensione o altre malattie croniche. E non possono smettere di curarsi. Anche se l’emergenza sanitaria sta concentrando quasi tutti i suoi sforzi per contenere l’epidemia. "Per le consegne a domicilio la precedenza va ai clienti della farmacia già noti e conosciuti, che hanno appunto bisogno di medicinali "essenziali"". Molto importante, se non basilare, è insomma mantenere il più possibile il contatto farmacista/cliente. Anche e soprattutto quando i medicamenti sono portati sull’uscio di casa. Come avviene pure nella farmacia di piazza di Riforma di Michele Armati. "I miei clienti sono soprattutto di passaggio e legati al turismo - dice Armati - quindi la vendita di farmaci per quanto mi concerne è diminuita".
A pochi passi di distanza, vicino al quartiere Maghetti, c’è la farmacia di Flavio Sismonda. "Non ho ancora capito perché alcune giornate lavoriamo di più e in altre meno - sottolinea - di sicuro non mancano quelle "di fuoco", dove non sappiamo più da che parte girarci talmente c’è tanta gente". Le disposizioni però sono chiare. Gli antipiretici come il paracetamolo, venduto ad esempio da un’azienda farmaceutica con il nome Dafalgan, sono contingentati. Non possono essere venduti più di una confezione alla volta. "Ma non ho notato l’intenzione di fare scorte", precisa.
Alessandro Crameri lavora in un’altra farmacia del centro di Lugano. In una zona che solitamente brulica di persone. Solitamente. Non in questi giorni. "Vendiamo moltissimo disinfettante - annota - i clienti domandano ancora le mascherine, come i primi giorni, quando la pandemia era "solo" un’epidemia e c’è stata un po’ la corsa alle mascherine. Dafalgan? Pensavo di venderne di più in questo periodo, invece non lo vendiamo molto, come del resto gli altri antiinfiammatori, le cui vendite sono a livelli normali". Crameri è sicuro. "L’afflusso di clienti è legato alla diffusione delle notizie sui media. Ogni volta che ci sono novità le persone si fiondano da noi. Come è successo con la vitamina C".
A spiegare nel dettaglio il legame tra informazioni e corse in farmacia è Luca Cervellin, che ha un punto vendita a Quartino sulla strada cantonale. Di solito sempre trafficata. Di solito. Non in piena zona rossa. "Le richieste, ne sono sicuro, seguono l’andamento delle notizie - afferma - soprattutto quelle false diffuse dai social media. Quando ad esempio si era sparsa la voce che la vitamina C poteva contrastare il Covid-19 tutti la volevano a ogni costo, anche a dosagi eccessivi, che invece fanno più male che bene, anzi sono proprio dannosi per la salute".
A Gordola Fiorenzo Casanova ha trasferito il bancone sull’uscio della farmacia. Nessuno può entrare. Si fa la fila tra il parcheggio e la vetrina. "La gente continua ad avere paura del coronavirus - sostiene - in alcuni casi si sfiora la psicosi, quando ad esempio mi chiedono gli antivirali, perché magari hanno letto da qualche parte che li stanno sperimentando per curare il Covid-19". Ma Casanova rivolge un pensiero anche ai suoi colleghi. "Alcuni, secondo me, speculano troppo sul prezzo delle mascherine, comprendo la penuria di scorte, ma non è giusto fare sciacallaggio. Il problema è che manca una base legale che costringa a mantenere sotto un certo livello le tariffe". Un problema conosciuto anche dal farmacista cantonale Giovan Maria Zanini e dalla Polizia cantonale. Che sta indagando su chi sta speculando.
Sulla strada per raggiungere Locarno c’è anche la farmacia di Aldo Cassina. È molto frequentata. E il personale fa avanti e indietro tra il bancone e i telefoni presi d’assalto. "In questo periodo siamo soprattutto sollecitati per dare consigli e informazioni utili alla popolazione. Specialmente quando dall’altra parte del telefono ci sono persone che presentano sintomi che vanno al di là della normale influenza. Casi delicati e che richiedono la massima attenzione".
A Locarno Roberto Natali ha notato un maggiore interesse anche per tisane e occhiali da lettura. "Alcuni clienti chiedono anche i purificatori per gli ambienti per sanificare i luoghi al chiuso".
Anche Bellinzona è quasi deserta. Quei pochi abitanti che si spostano, raggiungono proprio le farmacie e i supermercati. Maria Iannattone ha una farmacia proprio sotto i portici del Municipio. "Antibiotici e Dafalgan sono sicuramente le medicine che al momento vendiamo di più - chiarisce - l’impressione è che i clienti facciano le scorte. Anche gli spray nasali vanno bene, così come i disinfettanti che prepariamo in casa in base alla ricettta dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms)".
Vicino a piazza del Sole c’è la farmacia di Cristina Faveto. Anche qui i clienti sono pregati di entrare uno alla volta e disinfettarsi le mani, prima di avvicinarsi, ma non troppo al bancone, che è protetto, come da altre parti, con una barriera di plexiglas. "Vendiamo tanti disinfettanti e mascherine, ma anche un po’ di vitamina C e i prodotti che rinforzano il sistema immunitario". La farmacia di Faveto consegna i medicamenti anche a domicilio. "Date le molte richieste - puntualizza - ci appoggiamo anche a un gruppo di volontari".
Dall’altra parte del centro, in piazza Indipendenza, anche Federico Tamò si appoggia a personale volontario per consegnare i farmaci a casa dei clienti. "Facciamo veramente tante consegne, in media dalle 3 alle 4 ore al giorno sono dedicate esclusivamente a questo servizio - riferisce - la popolazione sta reagendo bene alle regole e alle raccomandazioni delle autorità". Siccome l’ondata pandemica non si è ancora esaurita, anche in questo angolo di città continuano ad andare forte gli antipiretici.
Più in periferia, a Sementina, nella farmacia di Viktoria Malceva, si vendono anche molti integratori alimentari. "Echinacea, zinco, selenio, i clienti, che oggi mi sembrano più tranquilli rispetto a qualche settimana fa, chiedono davvero un po’ di tutto".
abertagni@caffe.ch
05.04.2020


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