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I riflessi storici, economici e sociali della nuova Alp Transit
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Il cantone si rafforza
e unisce nord e sud
ANDREA STERN, PATRIZIA GUENZI E MAURO SPIGNESI


Oltre il cemento, oltre il traforo, oltre i binari, il tunnel del Monte Ceneri è anche un’opera che ha riflessi, storici, culturali e commerciali. Ha dunque un valore speciale. "L’apertura della seconda galleria di base - sottolinea l’ex ministra Patrizia Pesenti, manager del gruppo editoriale Ringier e vicepresidente di Credit Suisse Svizzera -  è un punto di partenza perfetto. Innanzi tutto perché velocizza e semplifica i viaggi tra il cantone Ticino e l’area di Zurigo, centro economico della Svizzera. Anche se è vero che non sono le Alpi l’ostacolo più alto da superare ma il tedesco". Oltre la lingua ci sono però innegabilmente dei vantaggi. "Potersi spostare più facilmente, andare e venire nello stesso giorno, avvicina non solo due regioni - continua Pesenti - ma due economie, due culture. E la cultura e la lingua italiana sono importanti per la Svizzera. La galleria del Ceneri, poi, avvicina anche le città del Ticino". Dal punto di vista pratico, comunque, Pesenti avverte che "certo non basta il tunnel, occorre anche garantire collegamenti più fluidi da e per le stazioni ferroviarie. Il turismo è un elemento cruciale per l’economia del cantone. Ma i turisti stanno lontani dai luoghi dove il traffico motorizzato fa rumore e peggiora la qualità dell’aria. Si, l’apertura della galleria è un fantastico punto di partenza".
La galleria, però, segna anche un punto della storia. "Questa - spiega Toni Ricciardi, storico delle migrazioni e docente all’Università di Ginevra - è una infrastruttura che unisce ed è già una bella notizia. Perché la galleria di base del Ceneri rientra in quella tradizione di tunnel che si collegano alla storia dell’Ottocento, all’idea di Otto Bismarck di unire insieme le potenze europee. E la Svizzera negli anni con le sue infrastrutture, da luogo di attraversamento sta invece diventando un luogo baricentrico. Non solo, da paese che esalta le sue differenze culturali e linguistiche, e riesce farne sintesi di convivenza, è ormai una sorta di mare Magnun continentale in mezzo alle Alpi".
Secondo Sandro Cattacin, sociologo dell’Università di Ginevra, "il Ticino è sicuramente cambiato dal punto di vista economico. È diventato sempre di più il centro di un agglomerato tra due importanti metropoli, Zurigo e Milano. Tuttavia, oggi, grazie anche ad una società iper connessa, digitale o no, le persone cercano di avere una relazione con il gruppo. Il localismo è una reazione sana a un mondo super veloce". L’importante, per Cattacin, è che "non sia un localismo campanilistico, ma che riesca a sviluppare sinergie. La nostra realtà ha subito una riconfigurazione, un rimescolamento. Tutto ciò permetterà alla Città Ticino di far sentire a proprio agio, appartenente a questa regione chi verrà a vivere nel cantone? È questa la sfida che ci attende".
La nuova galleria del Monte Ceneri dovrebbe abbassare quella che è ancora, metaforicamente, la montagna più alta del Ticino. "Già oggi - nota Sergio Rossi, professore di macroeconomia all’Università di Friburgo - si assiste a un certo livellamento tra Sopra e Sottoceneri. Per esempio i prezzi dell’immobiliare stanno scendendo nel Luganese mentre stanno aumentando nel Bellinzonese". Il tunnel darà un’ulteriore accelerata a questa tendenza. "Sicuramente favorirà la mobilità interna - spiega Rossi - e quindi anche il sistema economico, riducendo tempi e costi. Resta ancora da vedere se riuscirà a favorire anche una maggiore coesione tra Sopra e Sottoceneri, due regioni con mentalità diverse che ancora oggi hanno spesso un rapporto conflittuale". Un atteggiamento, questo, che altrove nel mondo parrebbe anacronistico. "Ho vissuto quattro anni a Londra -racconta Rossi - e per andare da casa all’università impiegavo quanto oggi impiegherei da Airolo a Chiasso. Ma ero sempre nella stessa città. Mentre in Ticino restano due entità diverse".
La sfida di unire le due anime del cantone passa attraverso il tunnel. Come quella di unire il Ticino con il resto della Svizzera è passata attraverso il San Gottardo. "La galleria autostradale - sottolinea Rossi - ha avvicinato il sud e il nord delle Alpi. Per diverse imprese è stato un vantaggio perché ha permesso di importare e esportare nel resto della Svizzera con maggiore facilità. Anche gli scambi tra le persone sono stati facilitati. Vi sono però anche stati degli aspetti negativi, quali il maggior inquinamento fonico e atmosferico, soprattutto nel Mendrisiotto. E poi l’Alto Ticino ha perso la sua attrattiva turistica, da luogo dove magari ci si ferma a trascorrere una notte è diventato un corridoio di passaggio. Complessivamente il bilancio è stato positivo".
a.s./p.g./m.sp.
29.08.2020


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