Le interazioni con le "macchine" sono sempre più strette
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Sarà pure artificiale
ma è vera intelligenza
EZIO ROCCHI BALBI


Basta vedere come sta entrando in modo capillare nella vita quotidiana per capire che l’intelligenza artificiale non è il futuro, è adesso". Il cinquantenne Marco Zaffalon, responsabile di gruppo di ricerca all’Istituto Dalle Molle di studi sull’intelligenza artificiale (Idsia) e docente Supsi sarà uno dei principlai protagonisti dell’evento "Silicon Valley meets Switzerland", in programma il prossimo 31 marzo al Palazzo dei Congressi di Lugano (vedi riaquadro in pagina). E avrà gioco facile nel dimostrare come l’intelligenza artificiale sia ormai un importante motore di crescita economica e di progresso sociale. Senza dimenticare che, solo nell’anno appena trascorso, le startup che prevedono nei loro prodotti l’uso di algoritmi di intelligenza artificiale hanno raccolto qualcosa come quattro miliardi di franchi.
"Se prima l’argomento coinvolgeva solo il mondo accademico, la curiosità di quanti affascinati da ‘cose difantascienza’, negli ultimi quattro anni sta cambiando moltissimo e le applicazioni trovano spazio nei settori più disparati, incluso quello finanziario - osserva Zaffalon -. Con l’Ubs di Zurigo, ad esempio, stiamo elaborando un ‘libro bianco’, che sarà presto pubblicato, sull’impatto dell’intelligenza artificiale nel mondo finanziario. L’Ubs ha già coinvolto una decina di persone nel progetto, ma forse non tutti sanno che esiste già un fondo d’investimento interamente gestito da  un’intelligenza artificiale. Una sorta di ‘robot advisor’ che è immune alle reazioni emotive,  e che in ambito finanziario reagisce nelle situazioni difficili, d’instabilità economica o rischio, col necessario... sangue freddo".
Il salto qualitativo che ha portato negli ultimi anni l’intelligenza artificiale a competere con l’uomo - e talvolta superarlo - in settori specifici quali la percezione visiva, il riconoscimento vocale e la traduzione tra lingue, secondo il docente è avvenuto grazie alle cosidette "reti neurali", che hanno permesso alle "macchine" l’apprendimento profondo: la capacità di studiare, analizzare e memorizzare una mole impressionante di dati. "In campo medico, in quello delle cellule tumorali ad esempio, abbiamo visto risultati sorprendenti - spiega Zaffalon -. Prima hanno appreso con migliaia di immagini di esempio e relative diagnosi, poi le reti neurali hanno cominciato ad apprendere da sole. Più acquisivano dati, più imparavano e più cresceva l’accuratezza delle previsioni. I nostri test hanno dimostrato che, alla fine, la rete era in grado di fare diagnosi con una precisione maggiore degli stessi studiosi".
E non è un caso che, pochi mesi fa, l’Idsia abbia ottenuto il suo decimo riconoscimento internazionale per la ricerca nel campo dell’intelligenza artificiale. Un riconoscimento, tra l’altro, in quella "bio-ispirata", basata proprio sulle reti neurali ispirate alla struttura del nostro cervello. Un futuro, quindi, non così futuro, anche se l’idea di affidare alle macchine tanto "potere" può ancora fare paura.
"Sì, l’evoluzione è stata importante, ma non è ancora così vicino il momento in cui lasceremo prendere alle macchine delle decisioni al nostro posto - aggiunge il ricercatore -. Alla paura possiamo rispondere a livello filosofico, anche perché il progresso non si può fermare e non dobbiamo fermarlo; basta pensare alle sfide enormi che ci attendono, dal clima alla medicina alla possibilità di prevedere calamità e disastri". Insomma le macchine, almeno per il momento, per quanto offrano un’interazione molto stretta, si limitano al ruolo di consulenti, esperti con cui confrontarci e che ci aiutano a prendere decisioni giuste.
"Decisioni che spettano a noi - sottolinea Zaffalon che, tra l’altro, ha guidato il gruppo di ricerca collaborando con Armasuisse, l’Ufficio federale dell’armamento -. La macchina può riconoscere automaticamente le intenzioni di un aereo penetrato in uno spazio protetto e sensibile, ma non è lei a decidere come reagire. Al massimo può suggerire, e calcolare per noi, tutte le opzioni possibili".
22.01.2017


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