Il direttore Sozzi e il futuro dell'aeroporto di Agno
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"E adesso più rotte
e prezzi accessibili"
MAURO SPIGNESI


Più rotte, che ora tra stabili e stagionali sono una decina, e prezzi accessibili. Ma intanto ripartiamo da una buona base di passeggeri e da conti sani. La nostra sfida è questa, anche se come Lugano Airport, possiamo arrivare sino ad un certo punto, per superare gli ostacoli serve anche altro", spiega Alessandro Sozzi, 45 anni, direttore dell’aeroporto di Lugano.
Etihad ha appena annunciato che dalla prossima estate offrirà due voli settimanali per Brest da Ginevra. Quante nuove rotte si apriranno a Lugano?
"Attualmente abbiamo Zurigo e Ginevra, come voli stabili da Lugano. La novità di quest’anno è Brindisi per le rotte stagionali, che va ad aggiungersi a Ibiza, Pantelleria, all’isola d’Elba e ai due voli per la Sardegna, su Cagliari e l’aeroporto Olbia-Costa Smeralda. A seconda degli anni c’è poi anche Catania".
Oltre questi, state lavorando a nuovi voli dall’aeroporto di Lugano?
"Sì, proprio in questi giorni stiamo mettendo a punto una nuova, importante rotta verso l’Italia. Una rotta orientata al segmento del business, un importante obiettivo. Siamo in dirittura d’arrivo con le trattative, proprio per questo non possiamo svelare ulteriori dettagli ".
In tutta Europa, la concorrenza per conquistare nuove fette di mercato e nuovi viaggiatori passa per i prezzi. I nostri resteranno sempre alti?
"No, perché già oggi sono, pur nell’ambito degli standard svizzeri, in calo. C’è da precisare che non siamo noi di Lugano Airport a fare i prezzi, ma sono le compagnie".
Ma dal vostro osservatorio che previsioni fate?
"I nostri prezzi già oggi sono appettibili, sono scesi sensibilmente e le compagnie puntano a nuove offerte. Quello che osserviamo è che c’è, esiste una tendenza generale verso il basso proprio per rendere accessibile il volo in aereo a una fascia sempre maggiore di popolazione".
I voli in partenza vanno bene. Ma quelli in arrivo in Ticino non sono ancora pochi?
"Noi possiamo attirare nuove compagnie, individuare nuove rotte, cercare di incrementare ancora di più i passeggeri nel segmento business, e soprattutto in quello turistico. Ma poi serve altro. E questo altro noi, come aeroporto, non lo possiamo creare. Ricordo che abbiamo registrato un incremento del 7,2 per cento di passeggeri, arrivando a quota 168mila".
Serve vendere il "prodotto Ticino"?
"Sì, bisogna creare le condizioni per attirare sempre più passeggeri e compagnie. Ma il Ticino deve essere venduto all’estero, così come la città di Lugano e le sue bellezze. Bisogna stimolare l’interesse e per fare questo ci sono enti e aziende".
Parla dell’ente del turismo?
"Non solo. Parlo degli hotel, del mondo della ristorazione, di tutto un settore, quello del turismo, che ha grandissime potenzialità e che si sta muovendo sino ad oggi con attenzione. E poi parlo delle associazioni imprenditoriali, degli industriali. Insieme, tutti insieme possiamo e dobbiamo fare di più".
Dunque secondo lei in Ticino servirebbe più marketing territoriale?
"Sì, ma di questo, io credo, siamo ormai consapevoli tutti. Cioè tutte le forze in campo che lavorano per promuovere e valorizzare il nostro territorio".
19.03.2017


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