La Svizzera ai vertici del World Happiness Report 2017
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"Noi non possiamo
che essere felici!"
EZIO ROCCHI BALBI


Sono felice come donna, madre e svizzera" dice convinta la 53enne Nadia. "Felice e fortunato" si proclama anche il 35enne Gabriel, come la 33enne Julie che si sente partecipe "di una felicità da condividere". La 45enne Samantha, va anche oltre: "Con tutte le chance che offre il nostro Paese è quasi un dovere essere felici". Ovviamente non abbiamo interpellato uno per uno tutti gli svizzeri, ma sarebbe comunque difficile individuarne uno sorpreso di trovare, ancora una volta, la Confederazione ai vertici del "World Happiness Report 2017", il Rapporto mondiale sulla felicità - pubblicato dalle Nazioni Unite - che classifica 155 Paesi in base al loro livello di "felicità".
Una felicità che, secondo il sociologo Luca Bertossa (vedi intervista in pagina) è forse troppo condizionata dalla predominanza degli indici economici, dalla sicurezza e dalla stabilità del Paese, ma che sicuramente riflette un sentimento generalizzato. Soprattutto se confrontato con altre realtà. "La tranquillità, la sicurezza, il sostegno sociale e anche la situazione economica sicuramente concorrono - dice Nadia Fontana Lupi,  direttrice dell’Organizzazione turistica regionale Mendrisiotto e Basso Ceresio -, ma effettivamente è difficile replicare la nostra qualità di vita in altri Paesi del mondo. E sono felice di essere felice come donna, sia nella vita di coppia, sia come madre. Perché, grazie proprio a quella libertà di scelta che ci viene riconosciuta, il livello di emancipazione raggiunto ha fatto sì che la parità sia toccata finalmente agli uomini che, senza cambiare i ruoli, oggi si occupano più della casa, dei figli".
La libertà di scelta è solo una delle sei variabili chiave analizzate dall’Onu, ognuna delle quali esplora un diverso aspetto delle condizioni di vita. Le altre vanno dal Pil pro capite del Paese, all’aspettativa di vita in buona salute, il sostegno sociale, la fiducia - misurata come assenza percepita di corruzione nel governo e nel business - e la generosità (pesata sulle donazioni). "Tutti aspetti che concorrono alla nostra felicità e non trascuro affatto anche l’ambiente in cui si cresce, si vive - commenta Gabriel Broggini dei Sinplus che, col fratello Ivan, ha appena pubblicato l’album "This is what we are" -. Mi definisco felice e fortunato perché sono consapevole di tutte le opportunità offerte dal Paese, ma ricordo che anche le opportunità bisogna saperle cogliere, impegnarsi e rischiare senza partire dal presupposto che, male che vada, avrai una mano. Poi un pizzico di fortuna non guasta mai".
Più che sulla fortuna, la conduttrice Rsi Julie Arlin, ha fatto affidamento sulla condivisione. "Sì, la felicità per me è la cosapevolezza che puoi condividerla -  dice Julie che, dopo "Malatempora" in tv, è approdata anche alla radio -. Poi va da sé che, nella vita, a tutti possono capitare vicissitudini non sempre positive, ma le condizioni generali offerte dal Paese offrono indubbiamente possibilità di soddisfazione. La libertà di interpretare un proprio ruolo nella società, e gli strumenti messi a disposizione per raggiungerlo ci sono. Sono passata dall’università al master, da responsabile della comunicazione all’entertainment... sì, non mancano le chance e sono felice di averle colte".
Pragmaticamente la capoprogetto del Parco nazionale del Locarnese Samantha Bourgoin non vuole parafrase il titolo del film di Aldo, Giovanni e Giacomo "Chiedimi se sono felice". "Sì, perché tra sicurezza, benessere, possibilità e sistema sociale nel nostro Paese è quasi un dovere esserlo - dice la promoter di Locarno on Ice -. Naturalmente la felicità è uno stato d’animo, che apprezzi particolarmente in certi momenti, non credo sia una condizione perenne e perpetua. Forse, nel World Happiness Report,  sarebbe stato più adeguato definirla ‘serenità’. Ma non credo cambi molto, in entrambi i casi è una condizione che si vuole raggiungere, e se ti si offrono le possibilità vantaggiose che offre il nostro Paese sta solo a te sfruttarle". E non a caso, in un punteggio da 1 a 10, la Svizzera ha ottenuto 7, 494. A soli 4,3 centesimi dal podio della Norvegia.
erocchi@caffe.ch
09.04.2017


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