Troppo sole favorisce l'insorgere di tumori della pelle
Il pericolo numero 1
sono i raggi Uv
CRISTINA GAVIRAGHI


Non c’è solo il melanoma. Oltre il 90% dei tumori della pelle deriva dai cheratinociti, le cellule più abbondanti dell’epidermide, lo strato esterno della cute. Ci sono i carcinomi basocellulari che si originano dalle cellule basali nella parte più profonda dell’epidermide. Appaiono come piccoli noduli perlacei o come chiazze rosa, crescono molto lentamente e molto raramente danno origine a metastasi.
Le cellule squamose negli strati più superficiali dell’epidermide formano invece i tumori spinocellulari, noduli o aree con bordi in rilievo e depressione centrale, spesso ulcerati, ma raramente sanguinanti. Anche qui, il basso rischio di metastasi ne favorisce la prognosi. Che derivino da melanociti o cheratinociti, però, i carcinomi cutanei hanno un elemento in comune: uno stretto legame con un’eccessiva e non protetta esposizione ai raggi Uv. Nel 2009 l’Oms ha riconosciuto l’intero spettro Uv come agente cancerogeno di classe 1, quella di massimo rischio.
L’abbronzatura è il segnale che la pelle ha reagito alle radiazioni, l’indice di un danno già presente. E l’accumularsi di questi danni al Dna nel tempo aumenta il rischio che si sviluppino tumori. Altamente pericolose sono le scottature subite da bambini e non sono innocue neppure le intermittenti e intense esposizioni al sole da adulti nei periodi di vacanza.
Il "sole artificiale" delle lampade abbronzanti, poi, non è meno dannoso. La quantità di radiazioni Uv emessa da un lampada può essere superiore anche 10 volte a quella del sole e il regolare uso dei lettini solari, prima dei 35 anni, aumenta di circa l’80 per cento il rischio di tumori cutanei. Un pericolo ormai assodato tanto che alcuni Paesi come l’Australia hanno bandito i solarium, mentre in altri sono vietati ai minorenni.
No alle lampade abbronzanti e sì alla protezione dai raggi solari. Con creme adeguate e messe in abbondanza e ripetutamente, ma soprattutto con indumenti di cotone, occhiali e cappellini, non solo in estate, ma sempre, perché i pericoli dei raggi Uv non vanno mai in vacanza.

c.g.
04.02.2018


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