Un piano tra arte e video per stimolare i giovani "neet"
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"Importante ritrovare
le giuste motivazioni"
FEDERICO BASTIANI


Neet è l’acronimo inglese di "not engaged in education, employment or training". È un termine che è stato utilizzato per la prima volta in Inghilterra per identificare una fascia di età compresa fra i 16 ed i 24 anni in uno stato di latenza, ragazzi che non hanno stimoli a modificare la propria condizione di inattività. Non studiano, non lavorano, non fanno esperienze.
È un fenomeno sempre più diffuso come dimostra uno studio Eurostat del 2017. I neet fra i 18 ed i 24 anni in Italia erano il 25,7% mentre in Ticino il 9,1%, a livello nazionale la percentuale è attorno al 6.5%. Ma andare ad inquadrare il fenomeno è alquanto complesso perché è sfuggente. Non è una questione di genere, uomini e donne sono coinvolti allo stesso modo. E anche il livello di studi è diverso: il 50% è in possesso di un diploma, il 40% ha la licenza media ed il 10% ha la laurea. Le ragioni che stanno dietro l’inattività dei giovani sono molteplici e tra loro diverse e non sempre riconducibili a background socio-economici segnati da disagio. Intercettare i neet per supportarli, come hanno spiegato gli esperti, è alquanto difficile se si pensa che il 45% di questi giovani non ha mai avuto un contatto con un centro per l’impiego.
Ma alcuni tentativi per aiutare nello specifico questi giovani ci sono. La città di Bologna ha avviato un progetto sperimentale chiamato "We Neet you". L’ufficio giovani del Comune ha aderito al bando ReStart, finanziato con 190.000 euro, con l’obiettivo di valorizzare risorse e competenze di 50 giovani fra i 18 ed i 25 anni, in una situazione di inattività da non più di un anno. Laura Tagliaferri, responsabile del Comune, ha voluto fortemente il progetto. "La nostra preoccupazione e la principale difficoltà - spiega - è stata quella di andare ad intercettare i neet. Ci siamo fatti aiutare dagli educatori di strada e da tutte quelle organizzazioni presenti sul territorio". Alla fine sono stati sentiti 110 ragazzi e il progetto è partito con 41 di loro che sono stati regolarmente retribuiti. Nello specifico i ragazzi selezionati hanno partecipato ad una prima fase in cui sono stati formati con le "soft skills", lavorare in gruppo, problem solving, design thinking, per passare poi ad una fase di laboratorio dove ogni ragazzo sceglieva il settore in funzione della propria predisposizione.
Sidi, 24 anni con la passione per i video che montava con il suo smartphone, ha avuto la possibilità di sviluppare la sua creatività potendo contare su un team di professionisti in ambito di video making. Ed è riuscito a trovare un lavoro che inizierà molto presto. Nadia, 21 anni arrivata in Italia dal Marocco, ha combattuto le sue paure, muoversi in una città che non conosceva. Alla fine è riuscita ad inserirsi in un contesto di gruppo e a partecipare ad un laboratorio di coding Arduino (software) per programmare stampanti 3D. Nicolas, 22 anni, da sei mesi aveva smesso di studiare e non lavorava. Aveva perso ogni stimolo. Grazie a questo progetto ha potuto cimentarsi nella sua passione: la recitazione, partecipando al laboratorio teatrale organizzato dall’associazione bolognese Cantieri Meticci.
La sociologa del progetto sottolinea come sia stata molto importante la parte della condivisione, fare in modo che i ragazzi potessero condividere la propria esperienza con altri neet. È stato compiuto anche uno studio per capire le ragioni che avevano portato i ragazzi a vivere la situazione di inattività, ed è emerso che spesso la criticità è proprio la scuola. Considerare i ragazzi non come individui ma semplici studenti da valutare in base al voto oppure una scuola che non favorisce il contatto con il mondo professionale. Allo stesso modo anche il mondo del lavoro è spesso inaccessibile ai ragazzi perché non hanno maturato abbastanza esperienza. Il progetto We Neet si è collocato in mezzo a questo gap. "A volte basta poco - conclude Tagliaferri - per far ritrovare le giuste motivazioni a questi ragazzi e vederli rifiorire, per me è stata una soddisfazione indescrivibile".
24.03.2019


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