Nei contratti si afferma il principio della disconnessione
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"Basta mail e sms
fuori orario di lavoro"
CLEMENTE MAZZETTA


Nel mondo del lavoro è arrivato un nuovo diritto. Quello della disconnessione. Basta smartphone, pc e tablet sempre accessi. Basta essere sempre connessi, basta preoccuparsi per l’ennesima mail di lavoro arrivata in tarda serata. Finalmente si può stare tranquilli a casa, senza l’ansia di dover rispondere al telefono del capufficio o verificare se è arrivato un altro sms dall’azienda. "Dopo anni di deregolamentazione, finalmente abbiamo conquistato il diritto di non essere disturbati da messaggi fuori dall’orario di lavoro", dice  Giorgio Pardini, responsabile settore  IT di Syndicom, sindacato dei Media e della comunicazione.
Tranne casi eccezionali, ora si potrà non rispondere alle email professionali fuori orario. Il diritto alla disconnessione - spiega Pardini - è stato messo nero su bianco nell’aprile del 2018 nel corso dei rinnovi del contratti collettivi di Sunrise e di Swisscom". Le prime due aziende svizzere che hanno fatto da apripista. In Germania l’aveva fatto la Deutsche Telekom. In Francia, dove Télécom era stata messa sotto accusa per una serie di suicidi provocati da un clima di stress e di tensioni insostenibili sul posto di lavoro, è intervenuto lo Stato con  la "Loi du travail" che prevede il "diritto di disconnessione" e obbliga le aziende con più di 50 dipendenti a negoziare con i lavoratori il diritto a non rispondere a email e a telefonate al di fuori degli orari di lavoro.
"Più che giusto  mettere dei limiti, perché a mio parere l’azienda non può obbligare i propri dipendenti a rispondere alla telefonate o leggere e rispondere alle mail al di fuori dell’orario di lavoro - sostiene l’imprenditore Davide Gai -. Altro discorso per i top manager, ovviamente. Vero è che oggi telefono e tablet ci permettono di lavorare senza essere in ufficio e ci hanno liberato dalla schiavitù dell’ufficio ma hanno peggiorato la nostra qualità di vita professionale dal punto di vista temporale. Come dire?, siamo sempre raggiungibili".
Sempre connessi e produttivi. Oltre l’orario di lavoro. La crescente flessibilizzazione del lavoro generata dalle nuove tecnologie aumenta lo stress psichico e ha prodotto fenomeni di burnout: chi con lo smartphone è sempre collegato al lavoro fa fatica a "sconnettersi" e a riposarsi. Ed è la salute che deve essere salvaguardata  nell’era della digitalizzazione,  sostengono i sindacati che avvertono il rischio della iperconnessione che porta con sè il pericolo del prolungamento degli orari di lavoro in modo indefinito.
"Per tutelare i lavoratori nella loro vita familiare, soprattutto i più anziani meno avvezzi all’uso delle nuove tecnologie,  abbiamo voluto introdurre questo principio alla disconnessione nei contratti, un diritto dei lavoratori che le grandi aziende stanno rispettando e che spero venga seguito da quelle più piccole a tutela dei lavoratori", dice Pardini. L’iperconnessione aziendale senza limiti, non solo è dannosa per la salute ma inutile, non efficiente a livello economico e soprattutto distruttiva a livello sociale. E Pardini conclude: "Tutti i lavoratori devono avere un tempo di riposo sufficiente per staccare la spina".

c.m.
14.04.2019


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